Una lezione di civiltà da Castelmezzano
Foto: Matteo Della Torre
Giorni fa camminavo a Castelmezzano, un piccolo borgo lucano di 686 abitanti, in provincia di Potenza.
Giunto nella piazza centrale, ho notato un’incantevole cassetta in legno piena di buoni libri (1), destinata al BookCrossing, un piccolo presidio di libertà e civiltà, dove chiunque può prendere un libro, leggerlo, riportarlo oppure lasciarne un altro.
Accanto alla cassetta c’erano due panchine e una piccola cassa acustica fissata a un muro, che diffondeva musica tranquilla, il tipo di sottofondo gentile da librerie Feltrinelli che invita alla lettura.
Sulle panchine c’erano alcuni ragazzini che parlavano e si divertivano. Nessuno devastava nulla. Nessuno sentiva il bisogno di rompere, sfregiare, distruggere.
A un certo punto, ho incrociato lo sguardo di uno degli adulti presenti in piazza, mi sono avvicinato e gli ho chiesto: “Da quanto tempo avete questa cassetta con i libri?”
“Da diversi mesi”, mi ha risposto.
Allora gli ho detto: “Le faccio questa domanda perché nella città in cui vivo, San Ferdinando di Puglia, una cassetta simile, installata per lo stesso scopo, in poco tempo è stata vandalizzata e distrutta. Possibile che qui nessun ragazzo ha mai pensato di fare la stessa cosa?”
La sua risposta è stata disarmante:“Perché avremmo dovuto farlo?”
Ecco il punto. Sta tutto qui.
Perché a Castelmezzano una piccola infrastruttura civile viene percepita come qualcosa da rispettare, mentre a San Ferdinando di Puglia viene percepita come un bersaglio? Perché lì una cassetta di libri può restare in piedi per anni e qui no? Perché lì lo spazio pubblico è ancora sentito come bene comune, mentre qui troppo spesso viene trattato come terra di nessuno?
Ecco, in quella frase c’è una lezione di civiltà. Una lezione severa, umiliante, un calcio negli stinchi per una comunità come San Ferdinando di Puglia, dove da anni si allevano con ostinazione e metodo masnade di vandali a ogni generazione.
Perché il vandalismo non cade dal cielo. Il vandalismo cresce e prospera dove per anni si è smesso di educare al limite, al rispetto per i beni pubblici, alla responsabilità, alla convivenza civile. Cresce dove intere generazioni vengono allevate senza regole morali. O peggio, in un ambiente che produce anticorpi della reazione contro tutto ciò che prova a migliorare un paese.
A San Ferdinando di Puglia, infatti, ogni tentativo di far attecchire qualcosa di bello, gratuito e durevole viene quasi subito aggredito.
Come se il territorio, saturo di meschinità, volgarità e regressione civile, rigettasse automaticamente ogni iniziativa che inietta linfa nuova nel tessuto sociale.
In questo caso, gli agenti della reazione hanno avuto il volto ottuso dei vandali, esecutori perfetti di un riflesso collettivo, ossia distruggere ciò che non si capisce e abbattere ciò che eleva.
Altre volte, gli agenti della reazione sono i politici, che distruggono e azzerano il futuro con molta più efficacia degli atti vandalici.
Si dirà che i libri scelti per il BookCrossing in salsa sanferdinandese non erano irresistibili. Vero. C’erano anche titoli sbagliati, inutili, poco invitanti. Tra i volumi disponibili comparivano, tra gli altri, un quaderno di catechismo usato nelle parrocchie e un libro di grammatica italiana, titoli che un adolescente non leggerebbe neppure sotto tortura.
Ma questo non cambia il punto essenziale. Una comunità appena decente non distrugge un’idea perché è imperfetta. La migliora. Oppure la lascia cadere nell’oblio. Solo nei contesti più degradati la prima reazione davanti a qualcosa di fragile e utile è spaccarla.
Per questo, più guardo le quattro foto di questo post, più mi torna in mente la frase dell’adulto di Castelmezzano. Una frase che da sola misura l’abisso sanferdinandese: “Perché avremmo dovuto farlo?”
Note
1) Tra i titoli messi a disposizione dei cittadini c’erano: L’uomo che sussurrava ai cavalli, Il lupo della steppa (Herman Hesse), Le avventure di Peter Pan, I cavalieri della tavola rotonda, La casa sull’albero, #Cuoriconnessi, Le notti bianche (Dostoevkij), Come un fiore sul quaderno, La schiappa, I turbamenti del giovane Törless, Schiavi del tempo, ed altri…