La crisi climatica è assente nel dibattito politico sanferdinandese

Lettera aperta al Sindaco Michele Lamacchia e ai consiglieri di opposizione Antonio Acquaviva, Aniello Masciulli e Biagio Musci. 

Con il rispetto dovuto ai vostri incarichi istituzionali e nel mio ruolo di Ambasciatore Europeo del Patto per il Clima, vi comunico che la sera del 21 agosto scorso (l’ennesima caratterizzata da temperatura e umidità tropicali) ho passato al setaccio tutto ciò che ognuno di voi ha scritto e pubblicato sulle proprie pagine Facebook e di Partito, dalle amministrative del 25 maggio 2025 al 21 agosto 2026. Ho analizzato 171 testi, tra post, comunicati, interrogazioni e atti consiliari, per complessive 50.551 parole. 

Li ho, poi, riletti uno per uno cercandovi riferimenti alla crisi climatica, alle ondate di calore, ai centri di raffrescamento, alla forestazione e depavimentazione urbane, all’energia rinnovabile, al fotovoltaico ed eolico, alle politiche di mitigazione e di adattamento. 

Il risultato è sconfortante. Solo due scritti su 171 affrontano uno di questi temi e uno solo (un comunicato del 18 agosto scorso dell’Amministrazione comunale) nomina i cambiamenti climatici. Solo il 4 giugno 2026 comincia ad apparire un timido “uno” in una tabella riassuntiva che fino ad allora era popolata solo da zeri. 

Troppo poco.

Mentre in questi 15 mesi i nostri quattro politici discutevano, anche animatamente, su ben altri argomenti, l’Europa registrava oltre 32.000 morti in eccesso per il caldo fra luglio e agosto 2026 (1) e l’Italia (già leader europeo nel 2025 con 4.597 vittime attribuibili al riscaldamento globale) vedeva salire dell’8% la mortalità degli ultraottantacinquenni.

San Ferdinando di Puglia è immersa nell’anomalia epocale rappresentata dal cambiamento climatico, ma la politica locale sembra non cogliere le urgenze indifferibili di questo momento storico.

Ognuno di noi, dall’ultimo dei cittadini, al primo dei politici, in ragione dei propri talenti e competenze, è chiamato ad essere all’altezza della sfida che la crisi climatica pone all’umanità. 

La nuova normalità imposta da un mondo reso ostile dal cambiamento climatico chiama ognuno di noi ad uscire dalla propria zona di comfort, a pensare, scrivere e agire in modo nuovo. È ormai anacronistico l’atteggiamento di chi, in mezzo al clima impazzito, pensa e agisce come se si fosse ancora nel Ventesimo secolo. 

Spero, per tutti noi, che come comunità cittadina non inizieremo a svegliarci e a mettere la mitigazione e l’adattamento al cambiamento climatico al centro dell’agenda politica di maggioranza e opposizione solo dopo aver subito “La Bestia”, ossia una drammatica ondata di caldo estremo simile a quella che colpì il 29 giugno 2021 il villaggio di Lytton, nella Columbia Britannica (Canada). Tre giorni con temperature superiori ai 40°C. Il 27 giugno 46,6°C, il 28 giugno 47,9°C e il 29 giugno 49,6°C. Il 30 giugno un incendio distrusse il 90% di Lytton.

Oppure cambieremo agenda, dopo aver subito una siccità agricola estrema, che metterà in ginocchio i nostri agricoltori.

È evidente dall’analisi dei vostri testi che la parola “crisi” è scritta solo in riferimento all’agricoltura. Nei prossimi anni, impareremo a nostre spese a collegare, sempre più, la siccità e le carenze idriche al riscaldamento globale. Già oggi oltre il 60% del territorio italiano è in condizioni di siccità, da lieve a severa. (2) Il fiume Po è in siccità estrema. Nel 2026 l’Europa registra condizioni di allerta idrica persistenti nelle regioni centro-orientali. L’agricoltura a San Ferdinando di Puglia nel 2026 è stata graziata dalle piogge invernali e primaverili che hanno riempito gli invasi. Ma cosa succederà, nei prossimi anni, quando avremo inverni sempre più caldi e poco piovosi, che causeranno la siccità agricola, con i suoi effetti sui raccolti e sugli ecosistemi naturali?

E cosa resterebbe di San Ferdinando di Puglia se il comparto agricolo fosse messo in ginocchio dalla siccità? 

Ricordiamo che una città che non è capace di cambiare, alla lunga si rivela anche incapace di sopravvivere.

A chi tra voi ha sempre sulle labbra la parola “sicurezza”, si fa notare che il pericolo più grande per la sicurezza nazionale e locale è rappresentato proprio dal cambiamento climatico.

Il mio invito a voi politici è quello di prendere consapevolezza della grande responsabilità che ricade su di voi in questo delicato momento storico.

Vi invito a cambiare con urgenza la vostra narrazione, la vostra politica e a modificare radicalmente l’agenda.

Un buon inizio sarebbe la Dichiarazione di emergenza climatica in Consiglio comunale. Ma perché non resti l’ennesimo ordine del giorno senza seguito, chiedo che sia accompagnata da cinque impegni concreti: un Piano comunale per le ondate di calore; il censimento delle persone fragili che vivono sole (con attenzione particolare a quelle che vivono in case senza un climatizzatore); la realizzazione di almeno un centro di raffrescamento, l’approvazione in Consiglio del Piano Comunale del Verde entro la primavera 2027; la piantumazione di almeno 100 alberi ogni anno. Un elenco dettagliato delle politiche di moderazione e adattamento urgenti da attuare sul territorio di San Ferdinando di Puglia è contenuto nella proposta di Programma politico che vi inviai durante le elezioni amministrative 2025: “San Ferdinando di Puglia 50°C - Arrostire, scappare o agire!”.https://www.uomoplanetario.org/home/san-ferdinando-di-puglia-50c-arrostire-scappare-o-agire

Il margine per evitare le conseguenze peggiori del riscaldamento globale si sta chiudendo.

NOTE

(1) Stima provvisoria EuroMOMO.

(2) Coldiretti su dati Copernicus

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Ai patrioti diciamo: Dio, patria e famiglia nel Vangelo non esistono!