Adolescenti “alieni” a Meduna di Livenza

Oggi ho letto su Facebook una storia accaduta a Meduna di Livenza (Treviso), raccontata dal Sindaco Arnaldo Pitton. Cinque ragazzi, Nicolò, Alehandro, Karim, Dilmaan e Luca, di età compresa tra i 14 e i 15 anni, si sono presentati spontaneamente in municipio e hanno detto al Sindaco: “Vogliamo fare qualcosa per la comunità. Ci dà una mano?

Da quel giorno, hanno dedicato il loro tempo libero a raccogliere foglie, tagliare l’erba, sistemare i giardini del viale, l’asilo parrocchiale, il campo da tennis, gli spazi della casa di riposo.

Nessun adulto glielo ha chiesto. Lo hanno proposto loro.

Nel leggere questa storia penso a quanta energia adolescenziale si muove, ogni giorno, nelle nostre città. Energia che può essere incanalata in cura della comunità, oppure dispersa in noia sterile o in entropia distruttiva.

A Meduna di Livenza l’energia adolescenziale si è trasformata in giardini puliti e anziani un po’ meno soli.

A San Ferdinando di Puglia, al contrario, si osserva tutt’altro: rifiuti abbandonati per strada, panchine di marmo spaccate in due, arredi pubblici vandalizzati dagli adolescenti per noia o per semplice stupidità, i cui atti sono spesso consumati davanti agli adulti, che guardano e tacciono.

Qual è la differenza tra queste due città? La differenza tra questi due modi di vivere il tempo libero in adolescenza è riassumibile nella frase: “Vogliamo fare qualcosa per la comunità”.

Prima di comunicare questa richiesta al Sindaco, i cinque ragazzi hanno superato almeno 3 ostacoli.

Il primo. L’egoismo individuale e di gruppo. I cinque ragazzi hanno saputo decentrare il proprio sguardo da se stessi per focalizzarlo su un bene più grande, quello comune.

Il secondo. La loro richiesta non era stata mediata dall’intervento degli adulti. La scuola o il Sindaco non avevano organizzato un progetto pedagogico. L’azione di questi cinque ragazzi era autonoma e procedeva solo dalla propria volontà.

Il terzo. La generale riluttanza delle famiglie a far fare lavori manuali agli adolescenti.

A San Ferdinando di Puglia l’eventualità che cinque adolescenti maschi si presentino dal Sindaco per chiedere di rendersi utili, sia pur possibile in teoria, risulta essere estremamente improbabile nei fatti.

C’è da notare che nella descrizione fatta dal Sindaco dei lavori effettuati dai cinque adolescenti non c’era la raccolta di rifiuti abbandonati, perché a Meduna di Livenza è molto probabile che non ci siano rifiuti abbandonati dai cittadini da raccogliere.

Gli adolescenti di San Ferdinando di Puglia, solitamente impegnati nel vandalismo agonistico e nell'abbandono seriale dei rifiuti per le strade, difficilmente emulerebbero i coetanei “alieni” di Meduna di Livenza: pulire i beni pubblici sarebbe, per loro, un atto contro natura.

Se una situazione estremamente improbabile come quella che ho descritto diventasse realtà a San Ferdinando di Puglia, in un fatidico giorno proiettato nel futuro, il Sindaco, sentendosi rivolgere dai ragazzi locali una proposta così inusitata, rischierebbe di restare pietrificato dallo sbigottimento, come un fermo immagine.

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Buona giornata mondiale dell'ambiente!