Propaganda fascista al supermercato

Sui social circola una vignetta, prodotta con l’intelligenza artificiale. Un’anziana bianca povera al supermercato con quattro prodotti sul nastro trasportatore della cassa. Dietro di lei, una giovane donna araba con hijab e un carrello pieno di frutta esotica e alimenti voluttuari.

I due personaggi stereotipati sono accompagnati da didascalie sovrapposte: “Pensionati che hanno pagato le tasse per 45 anni”, “Immigrata irregolare WELFARE”.

Una propaganda fascista da manuale, semplice, emotiva, ma falsa nei fatti.

Il problema delle pensioni da fame in Italia non dipende dagli immigrati. Dipende da decenni di scelte politiche precise: deregolamentazione del mercato del lavoro, erosione dei diritti pensionistici, salari bloccati. Scelte fatte da governi italiani, votati da italiani, per favorire interessi di pochi italiani ricchi.

Il carrello pieno dell’immigrata è una bugia visiva. Gli immigrati irregolari per definizione non hanno accesso al welfare ordinario. Non percepiscono un sussidio di disoccupazione. Gli immigrati irregolari hanno diritto solo alle cure d'emergenza, possono accedere al Pronto Soccorso, per legge, come chiunque in pericolo di vita. Chi ha fatto domanda di asilo viene ospitato in strutture di accoglienza, spesso sovraffollate, con 2,50 euro al giorno in tasca, in attesa che lo Stato decida cosa farne.

La vignetta in questione è stata prodotta da chi persegue la propaganda etnocentrica populista con caratteristiche fasciste nel metodo (capro espiatorio, identità minacciata, nemico interno) e si regge sul falso contrasto tra "noi" e "loro”, su basi razziste.

Il meccanismo retorico da smontare è uno solo: il falso colpevole. Chi diffonde questa immagine non vuole risolvere il problema della pensionata — vuole che gli italiani siano arrabbiati con la donna col hijab, invece che con chi ha progettato un sistema pensionistico che lascia le persone povere dopo 45 anni di lavoro.

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