Chi di rogo ferisce…

Su dieci roghi tossici che inquinano l'aria di San Ferdinando di Puglia, nove hanno origine locale e uno è prodotto nei paesi limitrofi.

Una matematica impietosa che sancisce la nostra leadership di inquinatori seriali.

Eppure, tra molti concittadini, resiste la convinzione, affetta da localismo, che il fumo prodotto nel bel paesello resti e riguardi solo i sanferdinandesi. Una sporca faccenda di paese, da risolvere (o più spesso da ignorare) tra paesani.

Chi crede di vivere come Homer Simpson sotto la cupola di vetro che isolava la città di Springfield dal resto del mondo dovrà ricredersi.

L'aria inquinata, spinta dal vento, non conosce confini comunali e non chiede il permesso a nessun sindaco.

Due esempi recenti.

Lunedì 14 settembre 2026, un rogo agricolo tossico divampa nell'agro di Trinitapoli. Complice il vento da ovest (foto 1), alle 19:30 il fumo raggiunge San Ferdinando di Puglia.

A quel punto sono salito in auto (elettrica, ovviamente) e ho fatto quello che nessuna istituzione si è mai presa la briga di fare. Un tour del rogo a Trinitapoli, Margherita di Savoia, Barletta e Trani.

In tutte e quattro le città, dalle 23:00, l'aria puzzava di rogo agricolo con combustione di plastica.

Un solo rogo, cinque comunità avvelenate.

Venerdì 18 settembre, la scena si ripete a parti invertite. Un rogo agricolo di origine sanferdinandese, spinto da una debole corrente da sud-ovest (foto 2), raggiunge Trinitapoli e Margherita di Savoia.

Anche in questo caso, ho alzato il sedere e mi sono diretto nelle due città. Il mio olfatto esperto ha confermato quello che sospettavo. I casalini e i margheritani sono stati avvelenati dal fumo acre sanferdinandese.

Mai e poi mai i roghi tossici avvelenano solo la comunità che li ha prodotti.

Nove volte su dieci accade che esportiamo veleno altrove.

La combustione dei rifiuti produce diossine, idrocarburi policiclici aromatici, polveri sottili che raggiungono e intossicano comunità innocenti.

Ai sindaci di San Ferdinando di Puglia, Trinitapoli, Margherita di Savoia, Barletta e Trani propongo un esperimento a costo zero.

Una sera funestata da un rogo tossico, salite in auto e rifate il mio tour del rogo, seguendo il vento.

Al termine, spiegateci perché cinque comunità respirano gli stessi veleni, mentre cinque amministrazioni non hanno ancora prodotto insieme una sola azione concreta.

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