Miracolo a Montegrosso

Foto: Matteo Della Torre

La settimana scorsa mi è capitato di assistere a una scena surreale nel borgo di Montegrosso, frazione del Comune di Andria.

Transitavo con la mia automobile elettrica (alimentata con energia rinnovabile) e mi sono fermato, stupito, davanti a un gruppetto di una decina tra ragazzine e ragazzini che, con pale, scope e un carretto di legno trainato a mano giocavano a ripulire una strada da bacchette di legno e foglie cadute dagli alberi.

Li ho chiamati e ho fatto loro alcune domande.

Io: “Ciao ragazzi, cosa state facendo?”

Loro: “Stiamo giocando.”

Io: “I vostri genitori vi hanno detto di pulire il viale da tutta questa legna e foglie cadute?”

Loro: “No, lo stiamo facendo noi perché ci piace giocare così.”

Io: “Vi confesso la mia meraviglia e la mia stima per voi. Avete finito di fare i compiti?”

Loro: “Abbiamo tutta la giornata di domani per finire i compiti.”

A quel punto, lo ammetto, mi è venuto spontaneo il confronto con la città in cui vivo.

Io: “A quest’ora molti vostri coetanei, a San Ferdinando di Puglia, si stanno massacrando il cervello giocando alla PlayStation.”

Silenzio. Un po’ perplessi. E io ho rincarato, forse con troppa amarezza:

“Lo sapete cosa fanno tanti ragazzi della vostra età a San Ferdinando di Puglia? Sporcano ovunque, distruggono… e vengono anche ‘educati’ a sporcare per le strade. Ai loro occhi, e a quelli di certi adulti, voi sembrereste alieni venuti dalla galassia Whirlpool.”

È in quel momento che un ragazzino, appoggiato a una pala da muratore, mi ha risposto secco, freddandomi:

“Allora veniamo noi a pulire!”

Ecco, vi confesso che per un breve momento ho contemplato, con meraviglia, la vista di quelle anime pure e menti libere, che distano solo 24 chilometri da San Ferdinando di Puglia.

Per qualche minuto, Montegrosso mi ha fatto vedere un pezzo d’Italia possibile. Quello dove il senso civico si insegna ogni giorno ed è così persuasivo e bello che viene voglia di giocarci.

Miracolo a Montegrosso.

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