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La scuola, la caserma e la macina al collo

La scuola, la caserma e la macina al collo

A Pisa una scuola-istituzione, che continua a dimostrarsi, per certi aspetti, una “caserma prussiana”, sposta fisicamente 1500 bambini dalla “scuola-caserma” alla “caserma Gamerra” della Brigata Folgore, in nome dell’educazione alla pace e alla solidarietà. Un incredibile esempio di violenza culturale che esalta le virtù del militarismo tra le giovani generazioni. Da non imitare.

Un esempio raccapricciante di “pedagogia nera”

Il video proposto rappresenta un terrificante esempio di “pedagogia nera”, secondo la quale i bambini sono tendenzialmente cattivi e predisposti ad operare il male, a lasciarsi sopraffare dai vizi e dalla cattiva morale. Quindi vanno “guidati” da maestri “illuminati” e portati, con l’uso sistematico della repressione, sulla retta via ricorrendo alle più sconcertanti forme violenza, sevizie fisiche, psichiche e spirituali.

A proposito di mense scolastiche

A proposito di mense scolastiche

A San Ferdinando di Puglia il 28 aprile 2010 alla scuola dell’infanzia De Amicis i bambini si ritrovavano nei piatti (rigorosamente di plastica) con il prosciutto cotto “vermi vivi e striscianti”. I genitori, evidentemente preoccupati, hanno chiesto che questi episodi incresciosi non si verifichino più. A Roma, invece, l’autrice dell’articolo che segue prepara ai suoi figli con amore il cibo da consumare a scuola.

La Nuova educazione (il Nai Talim), attualità della proposta educativa gandhiana

La Nuova educazione (il Nai Talim), attualità della proposta educativa gandhiana

“I rapporti nonviolenti sono essenzialmente rapporti educativi” (Ernesto Balducci). Perché la nonviolenza cresca e si diffonda, occorre ripartire dall’educazione. Il programma pedagogico gandhiano si pone ancora oggi come valida proposta e via d’uscita dai cortocircuiti educativi del modello scolastico tradizionale, impantanato nelle sabbie dell’ignoranza pratica, dell’astrattismo e del vuoto valoriale. Un programma formativo che, attraverso il lavoro delle mani, vuole restituire un’anima all’educazione.

Per un parto senza violenza

Per un parto senza violenza

Scoprire il diritto negato ad una nascita “dolce”. Un bambino appena nato è un essere “nuovo a tutto, sensibilissimo al contatto, al freddo, al modo di essere spostato, agli odori, ai suoni, alle luci”. Al momento del parto il bambino viene improvvisamente catapultato in una realtà che lo assale con le sue luci accecanti, col rumore e l’intimità violata. Il cordone ombelicale viene tagliato in maniera repentina. Il dolore lo fa strillare. Viene maneggiato come un pacco. E’ convinzione ormai unanime che queste ed altre violenze si sedimenteranno in modo indelebile nella psiche di un individuo, che varcherà la soglia del mondo già provvisto di un ampio corredo di aggressioni.

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Matteo Della Torre - Direttore responsabile

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