Home»Ecologia»APPELLO AI DOCENTI: “LA NOSTRA CASA STA BRUCIANDO” E LA SCUOLA NON PUÒ RESTARE A GUARDARE

Photo credits: Kasturi Roy (Unsplash)

Mariella Dipaola

Stiamo andando lentamente verso l’estinzione. Lo dicono i ragazzi. Lo sanno bene e ne parlano tra di loro. Sentono la necessità di risposte concrete da parte degli adulti. 

Marx in una delle tesi su Feuerbach poneva il problema di educare gli educatori. Edgar Morin a questa criticità risponde: “Che essi si educhino con l’aiuto degli educati”. 

Siamo sull’orlo della catastrofe ambientale e noi educatori/insegnanti ci sentiamo inadeguati, ma nel contempo sappiamo che non c’è tempo da perdere. 

È l’occasione giusta per sperimentare nuove modalità di apprendimento, più circolari, più decentrate per l’insegnante, più orientate alla ricerca comune. Perché nessuno sa bene come fare, ma noi insegnanti dobbiamo essere persuasi che dobbiamo farlo. Dobbiamo cambiare i nostri stili di vita energivori e alla svelta. Dobbiamo operare una svolta insieme ai nostri alunni. Nessuno può esimersi dal fare la sua parte. La posta in gioco è altissima: l’estinzione umana. 

Diamo spazio, allora, a lezioni pratiche di ecologia. Dai panini per la merenda sistemati nelle lunch box alle borracce in acciaio, dai bicchieri riutilizzabili alla colla in contenitori di metallo. Dal caffè nelle tazze di porcellana (con cucchiaino d’acciaio, lasciamo stare le palette in plastica) alle cialde da caffè biodegradabili (che quelle in plastica fanno anche male alla salute), se proprio non si riesce a portarsi il caffè da casa in un thermos. Dalla trasformazione di un sapone solido in sapone liquido alla realizzazione di una spugna da un vecchio asciugamano in cotone, dal produrre in autonomia detersivi ecologici con materiale facilmente reperibile in casa (aceto, bicarbonato, limone, ecc.) alla creazione di maschere per il viso naturali. 

Il web tracima di ricette e possibilità infinite. Possono venire fuori, tra l’altro, lezioni di scienze esaltanti! 

Basta con le copertine, gli evidenziatori e tutto il plasticume che invade gli spazi scolastici! Basta con le mense scolastiche che producono tonnellate di rifiuti plastici!

Basta con i “lavoretti”, che già usare un diminutivo per indicarli è tutto un programma e una Weltanschauung (i bambini sono “instancabili lavoratori”, diceva Maria Montessori, ma non fanno lavoretti!) e finiscono quasi immancabilmente tra i rifiuti indifferenziati. 

Non dobbiamo privare i più piccoli del bisogno di scandire la ritmicità dell’esistenza o di portare qualcosa del loro mondo scolastico a casa, ma possiamo farlo con occhi e cuori nuovi. Occhi e cuori consapevoli che “la nostra casa sta bruciando”. 

Dobbiamo spegnere l’incendio! Subito. 

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2 Responses to "APPELLO AI DOCENTI: “LA NOSTRA CASA STA BRUCIANDO” E LA SCUOLA NON PUÒ RESTARE A GUARDARE"

  1. mirko venturi   28 Agosto 2019 at 05:05

    L’estinzione della razza umana è inevitabile, perché l’essere umano è un virus privo di umiltà è altamente presuntuoso, convinto di essere un essere intelligente e superiore a dio, perciò merita di estinguersi per il bene del pianeta Terra e degli altri animali molto più umili e intelligenti dell’essere umano.

  2. Giuseppina   22 Agosto 2019 at 18:22

    Sono pienamente d’accordo

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