Home»Nonviolenza»Educazione»LA CAMPAGNA “BASTA COMPITI” FA GLI ESAMI

Mariella Dipaola

Puglia. Esame di terza media di mio figlio. Si estrae la busta con una delle terne di tracce. C’è una traccia in cui si chiede di osservare un’opera pittorica e descriverla. Ce n’è un’altra in cui si chiede ai candidati di parafrasare una poesia di Danilo Dolci. E già qui, fantastico, Danilo Dolci in una scuola media! E poi si arriva alla traccia del testo argomentativo. Mio figlio ne ascolta la lettura e sobbalza. Maurizio Parodi? Cosa? Ebbene sì! Testo argomentativo sui compiti a casa a partire da quanto scritto nella petizione “Basta compiti”. Mio figlio, che compiti non ne fa, perché è un homeschooler, e conosce bene la campagna “Basta compiti!” si è scatenato!
Una traccia davvero singolare. Ci sarà da essere ottimisti? Io credo di sì.
Chiedere finalmente agli studenti, in un contesto formale, di esprimersi argomentando sui pro e contro dei compiti a casa mi sembra un buon segnale. In risposta ai feedback degli alunni (che si suppone non essere di certo fan dei compiti a casa), i docenti si organizzeranno opportunamente a partire da settembre? Voglio sperarlo. Qualcosa comunque si muove.

Per approfondire:

COMPITI A CASA: SECONDO LA SCIENZA I CONTI NON TORNANO

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