Home»Nonviolenza»Educazione»IISS ETTORE MAJORANA – BRINDISI. La scuola che realizza il futuro
Smart School

Matteo Della Torre, Mariella Dipaola

L’IISS Ettore Majorana di Brindisi è una scuola d’eccellenza, uno dei sedici Istituti in cui il MIUR sta sperimentando le nuove tecnologie e la completa digitalizzazione della didattica, l’apprendimento circolare e partecipativo che caratterizzano la scuola 2.0.

Nel 2015 siamo stati al Majorana in occasione della Summer School e qui abbiamo visto materializzarsi il futuro della scuola.

Siamo stati in un’aula avveniristica, nella quale presidi e docenti erano alle prese col futuro della scuola: Macbook e iPad per ogni alunno, ePub, Book in Progress, servizi web per l’iSchool, schermi interattivi e didattica multimediale.

L’entusiasmo era palpabile, come anche la voglia e la motivazione di dirigenti e docenti lungimiranti che intendono cambiare la scuola partendo dal basso, senza chiedere il permesso a nessuno.

Queste coraggiose avanguardie della scuola hanno deciso di non aspettare che dall’alto venga calata l’ennesima fallimentare riforma scolastica che, nei fatti, non cambia in nulla lo stato anacronistico in cui versa la scuola italiana, nella quale insegnanti e studenti sono ancora alle prese con lezione frontale, banchi, lavagne, gesso, cancellini e campanella.

 Al Majorana di Brindisi, nelle classi sperimentali, l’ambiente di apprendimento tradizionale è completamente modificato: non ci sono cattedre e i banchi sono sostituiti da sedie ergonomiche – che facilitano il movimento in classe e l’apprendimento attivo – dotate di rotelle, spazio per posizionare lo zaino sotto la sedia e un ampio piano di lavoro inclinabile. Nelle classi ci sono le LIM e le Apple TV.

I libri non vengono acquistati dalle famiglie, ma autoprodotti dai docenti e stampati in proprio (Book in Progress). Ciò consente un notevole risparmio per le famiglie, che nelle altre scuole arrivano a spendere 400 euro per l’acquisto dei libri di testo.

Al Majorana il costo totale annuale dei Book in Progress per ogni studente è di 50 euro. Con i 350 euro risparmiati le famiglie acquistano gli iPad che il Majorana fornisce in dotazione ad ogni studente.

Gli alunni del Majorana sperimentano l’apprendimento circolare e collaborativo, effettuato in piccoli gruppi che ricercano, preparano le lezioni o realizzano video didattici.

La lezione frontale del docente è sostituita dall’esposizione dell’argomento trattato, fatto con l’ausilio di una LIM, da parte di un rappresentante del gruppo.

Qui ed oggi si costruisce la società libera, aperta, creativa e partecipativa del futuro che vogliamo.

Reinventarsi la didattica costa fatica. Book in progress, e-Book autoprodotti dai docenti, aggiornati continuamente e condivisi in rete sulla piattaforma Apple iTunes-U, videolezioni per le Flipped Classroom, presentazioni, lezioni creative rigorosamente non frontali.

I docenti non ricevono alcun incentivo per questo incredibile lavoro. Perché farlo allora? Ad una docente brillano gli occhi quando afferma che indietro non si torna, perché si tratta di una rinascita professionale. È stato straordinario vedere finalmente la passione negli occhi di chi insegna, così come è stato entusiasmante vedere il preside Salvatore Giuliano guardare con orgoglio i suoi alunni ed ex alunni, liberi di sostare nell’Ufficio di presidenza, come se fossero in famiglia.

Al Majorana gli studenti non scappano appena possono imprecando contro la scuola, ma vi ritornano da ex studenti e continuano ad attivarsi per la scuola rendendo, attraverso un circolo virtuoso, quello che hanno ricevuto.

Questa è la vera Buona Scuola che non ha bisogno di costrizioni esterne e che non si realizza senza competenza, passione, umanità e voglia di innovare.

Questo cambiamento non può prescindere dalla tecnologia.

Se “il medium è il messaggio” (Marshall McLuhan), dobbiamo accettare che gli ambienti tecnologici ci abbiano reso diversi come umanità.

E se il compito della scuola è quello di aiutare le nuove generazioni a saper stare nel mondo, essa dovrà comprendere che non potrà continuare a rifiutare il cambiamento, pena il rischio di estinzione.

È arrivato il momento di rendere irreale e anacronistica l’amara constatazione di Seymour Papert: se un uomo potesse magicamente venire dal passato troverebbe il mondo totalmente diverso, ad eccezione della scuola, che si ostina a restare sempre uguale in una realtà che cambia in maniera sempre più rapida.

Ed è per far muovere la scuola italiana nella direzione di una radicale trasformazione verso l’apprendimento 2.0 che il preside del Majorana è stato nominato nello staff del Ministro della Pubblica Istruzione come consulente per la formazione di dirigenti e docenti alla scuola digitale.

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