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Matteo Della Torre
Per troppo tempo San Ferdinando di Puglia è stata una città statica e senza futuro, paralizzata da una irritante immobilità in cui languiva da sempre. Aggrappati alle tradizioni, per paura del nuovo e per scarsa autostima sociale, i cittadini e i loro rappresentanti politici hanno volato radente con la testa rivolta all’indietro come l’albatros del Pacifico, la Diomedea immutabilis, che in planata spesso finisce per schiantarsi al suolo. Negli States questa patologia della psiche è denominata “sindrome dell’uccello stupido” (“gooney bird syndrome”).
Oggi ci sembra di riscontrare segnali di una flebile e, temiamo, transitoria discontinuità con il passato nella direzione della mobilità sostenibile (piste ciclabili), di un più moderno ed ecologico trattamento dei rifiuti (raccolta differenziata porta a porta) e della riduzione dei rifiuti (fontane leggere). Cercando di andare oltre la trita propaganda o il disfattismo di quanti cavalcano in modo strumentale le polemiche, c’è da dire che nella nostra città il livello qualitativo dei progetti, salvo rare eccezioni, è davvero scarso. Si ha la sensazione che le opere portate a termine dalle amministrazioni che si sono succedute – al netto dei clamorosi fallimenti di strategia politica ed economica (che abbiamo più volte denunciato) – siano, come dire, “buttate lì” quasi per caso, con grande spreco di denaro pubblico, perché i progetti pensati male e realizzati peggio, nel lungo periodo e a conti fatti, costano molto più delle opere fatte a regola d’arte. Sembra che l’urgenza sia quella di mettere il segno di spunta nella checklist delle opere compiute e di dare un contentino ai cittadini, elargito secondo le diverse sensibilità. Personalmente detesto la sciatteria nella realizzazione di un progetto o di un prodotto. Ed è per questo che invito i cittadini e gli amministratori di San Ferdinando di Puglia a guardare il video della presentazione del nuovo Campus spaceship di Apple.
Il Campus spaceship verrà ultimato nel 2016 e sarà un gigantesco edificio completamente ecosostenibile a forma di astronave con l’80% della sua superficie (1,3 milioni di metri quadrati) occupata da un imponente parco con più di 7000 alberi, ornamentali e da frutto, scelti dagli architetti e dai dirigenti Apple con estrema cura tra le specie autoctone più resilienti. “Un parco urbano più che un ufficio”, come disse lo stesso Steve Jobs. All’interno del Campus le automobili saranno bandite, il cemento sarà sostituito dal verde del parco, dai viali per camminare o correre e dalle piste ciclabili per far circolare le 1000 bici a disposizione dei 13.000 dipendenti di Apple. A livello energetico, per due terzi dell’anno il nuovo Campus, dotato di un sistema ecologico di ventilazione naturale, non necessiterà né di riscaldamento, né di aria condizionata. Il 100% del suo fabbisogno energetico sarà soddisfatto da un impianto di pannelli fotovoltaici presenti sull’intera superficie del tetto.
La lezione che il celebre architetto Norman Foster e la Apple ci comunicano con il Campus spaceship è racchiusa nella “cura dei dettagli”, nel non lasciare nulla al caso. A Cupertino l’improvvisazione e la sciatteria sono bandite. Una obiezione a buon mercato che si potrebbe fare è che Apple è una multinazionale ricchissima, la corporation più capitalizzata al mondo, e noi siamo invece una piccola città del Mezzogiorno d’Italia, che cerca di barcamenarsi tra le difficoltà della crisi economica. A chi muove questa obiezione rispondiamo che la “cura dei dettagli” non è una questione di potenza finanziaria, ma di mentalità.
Al posto di Steve Jobs, c’è da chiedersi come avrebbe gestito un simile progetto un politico nostrano munito di abbondanti risorse finanziarie. E’ di un’evidenza quasi imbarazzante, più volte confermata dalla storia, che le percentuali nel rapporto costruzione/spazi verdi, rispetto al Campus spaceship, sarebbero state clamorosamente rovesciate in un 80% di cemento armato e 20% di spazi verdi malcurati, ovviamente. Il tetto sarebbe stato una spoglia distesa di cemento, privo di impianti fotovoltaici. Qui a San Ferdinando di Puglia l’avveniristico Campus spaceship di Apple sarebbe diventato simile al Pentagono di Washington, nel migliore dei casi.

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Matteo Della Torre - Direttore responsabile

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