<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>uomoplanetario.org</title>
	<atom:link href="http://www.uomoplanetario.org/wordpress/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.uomoplanetario.org/wordpress</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Fri, 18 May 2012 08:20:37 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.2</generator>
		<item>
		<title>L’apprendimento attivo &#8220;evoluzionario&#8221;: l’arte di insegnare a pensare e a dialogare</title>
		<link>http://www.uomoplanetario.org/wordpress/2012/05/lapprendimento-attivo-evoluzionario-larte-di-insegnare-a-pensare-e-a-dialogare/</link>
		<comments>http://www.uomoplanetario.org/wordpress/2012/05/lapprendimento-attivo-evoluzionario-larte-di-insegnare-a-pensare-e-a-dialogare/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 May 2012 08:17:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Della Torre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Educazione]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Nonviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[attivo]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[dialogare]]></category>
		<category><![CDATA[didattica]]></category>
		<category><![CDATA[insegnare]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione passiva]]></category>
		<category><![CDATA[Jerome]]></category>
		<category><![CDATA[Liss]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.uomoplanetario.org/wordpress/?p=14621</guid>
		<description><![CDATA[Oggi vi presento “L’apprendimento attivo” di Jerome Liss, un saggio molto chiaro e sintetico sulle metodologie di insegnamento più appassionanti.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Damiano Mazzotti</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Il consulente didattico americano ha ottimizzato un sistema educativo dialettico che mira allo sviluppo della creatività e delle predisposizioni individuali degli studenti e che impiega l’autorità degli insegnanti con modalità varie, alternative e più scientifiche. Liss insegna a &#8220;muoversi alternamente tra fatti osservabili e congetture o interpretazione teoriche non osservabili&#8221;, seguendo il modello epistemologico del filosofo della scienza Carl Hempel. Nell’analisi dei fatti si utilizzano dei materiali informativi di natura diversa provenienti da più fonti (interviste con esperti, quotidiani, riviste specializzate, filmati, libri non scolastici, giochi di ruolo, laboratori, ecc.).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Naturalmente non si può improvvisare e &#8220;se il professore non svolge la lezione con adeguata competenza, se non è preparato da un corso di formazione didattica che gli spieghi come canalizzare la partecipazione degli studenti in modo da produrre pensiero efficace, allora il metodo attivo può degenerare in caos attivo&#8221;. Dunque serve &#8220;una piattaforma di rigore&#8221; per il rendimento individuale, per il &#8220;dialogo costruttivo&#8221; e per l’analisi multifattoriale della realtà. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">I comportamenti formativi sono centrati sulla strutturazione di piccoli gruppi di studio, sulla promozione dell’ascolto attivo, sulla partecipazione individuale e sulle discussioni libere e aperte a tutti. Chiaramente &#8220;il linguaggio della collaborazione deve sostituire il linguaggio dell’ostilità e della denigrazione, e questo costituisce uno dei risultati più ammirevoli&#8221;. Perciò i metodi di insegnamento più attivi permettono di lavorare meglio sulle emozioni e sulle relazioni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">In questo modo gli studenti diventeranno dei lavoratori più dinamici e creativi e dei cittadini più attenti e impegnati a livello personale e sociale. Infatti &#8220;la tendenza a criticare il potere – governo, esercito, industria, esercito, mass media – dà soddisfazione morale, ma non contribuisce affatto a cambiare la realtà&#8221;. Bisogna imparare a costruire nuove relazioni e a sviluppare nuove iniziative.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Purtroppo in molti Paesi conservatori e burocratici come l’Italia la &#8220;comunicazione ecologica&#8221; che rinuncia ai giudizi troppo rigidi e alla monopolizzazione, viene apertamente squalificata con tesi ideologiche legate alla misurazione del rendimento scolastico, alla necessaria organizzazione standard delle aule e alla gestione produttivista, nozionista e razionalista di stampo economico. Per questo motivo le autorità italiane trascurano di promuovere i corsi di aggiornamento didattici.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Tuttavia Liss sottolinea che gli insegnanti non devono &#8220;adottare il metodo per tutte le materie&#8221; e che non tutte le lezioni devono &#8220;essere strutturate secondo questo sistema&#8221;. Comunque, in moltissimi casi, gli insegnanti temono le critiche alle loro attività e non vogliono essere superati dai loro allievi. E spesso l’indipendenza intellettuale non è gradita nemmeno ai dirigenti e agli imprenditori, che preferiscono perseverare in condotte scorrette, continuando così a far perdere soldi e posti di lavoro alla &#8220;loro&#8221; azienda pubblica o privata, pur di non ammettere lacune creative o errori manageriali.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Le autorità in genere non considerano che &#8220;l’apprendimento attivo può stimolare la gente ad elaborare nuove iniziative in campo economico, contribuendo così a una produzione economica più efficace, con livelli più alti di competenza tecnica. Se i lavoratori e i dirigenti trovassero nuove basi di cooperazione, ogni gruppo riceverebbe maggiore rispetto e approvazione dall’altro&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Jerome Liss è un professionista americano che vive in Italia. Insegna Psicologia in Svizzera e conduce gruppi di formazione di apprendimento attivo per gli insegnanti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Nota – Opinione di uno studente sulla didattica attiva: &#8220;Adesso che so come esprimere le mie idee, so come difendermi dall’opinione degli altri. Adesso penso con la mia testa. Non voglio seguire nessuno come una pecora&#8221;. Opinione di un tipico ex studente sull’istruzione passiva: &#8220;Cosa posso fare? Ero passivo a scuola e sono passivo davanti alla tv. E sono anni che non leggo un libro&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Fonte: <a href="http://www.agoravox.it">www.agoravox.it</a></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.uomoplanetario.org/wordpress/2012/05/lapprendimento-attivo-evoluzionario-larte-di-insegnare-a-pensare-e-a-dialogare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Summer School per il Dialogo tra le Religioni</title>
		<link>http://www.uomoplanetario.org/wordpress/2012/05/summer-school-per-il-dialogo-tra-le-religioni/</link>
		<comments>http://www.uomoplanetario.org/wordpress/2012/05/summer-school-per-il-dialogo-tra-le-religioni/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 May 2012 07:16:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Della Torre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Cristianesimo nonviolento]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione]]></category>
		<category><![CDATA[Nonviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[interreligioso]]></category>
		<category><![CDATA[religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Summer School]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.uomoplanetario.org/wordpress/?p=14614</guid>
		<description><![CDATA[La Summer School mira a dare una formazione su tutte e cinque le principali tradizioni religiose del mondo e a fornire delle competenze specifiche che rendano capace di operare in maniera competente nel campo del dialogo interreligioso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Laura Tussi</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">La Summer School mira a dare una formazione su tutte e cinque le principali tradizioni religiose del mondo e a fornire delle competenze specifiche che rendano capace di operare in maniera competente nel campo del dialogo interreligioso. Predisporre dei percorsi formativi che diano le competenze utili e necessarie ad affrontare i conflitti interreligiosi che attraversano l’epoca presente, è indubbiamente una delle urgenze del nostro tempo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Summer School istituita dalla Facoltà di Filosofia dell&#8217;Università Pontificia Salesiana, in collaborazione con l&#8217;ASUS, Accademia di Scienze Umane e Sociali. La Facoltà di Filosofia dell’Università Pontificia Salesiana, in collaborazione con l’Accademia di Scienze Umane e Sociali istituisce una Summer School per il Dialogo tra le Religioni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Predisporre dei percorsi formativi che diano le competenze utili e necessarie ad affrontare i conflitti interreligiosi che attraversano l’epoca presente, è indubbiamente una delle urgenze del nostro tempo. Pertanto, riconoscendo l’importanza e l’urgenza storica del dialogo interreligioso, la Facoltà di Filosofia dell’Università Pontificia Salesiana, in collaborazione con l’ASUS (Accademia di Scienze Umane e Sociali) istituisce una Summer School dedicata all’approfondimento, alla promozione e allo sviluppo di una cultura del dialogo sia all’interno della Chiesa che tra le religioni. Unica nel suo genere, la Summer School mira a dare una formazione su tutte e cinque le principali tradizioni religiose del mondo e a fornire delle competenze specifiche che rendano capace di operare in maniera competente nel campo del dialogo interreligioso. Ideata a Roma, sede della Chiesa Cattolica, la Summer School intende valorizzare i teologi delle Facoltà Pontificie ed il contributo del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso. Al tempo stesso, però, considera imprescindibile la conservazione del pluralismo e dell’equidistanza tra le religioni. L’insegnamento delle cinque tradizioni religiose, a tal fine, verrà alternato da un osservante appartenente alle diverse confessioni di fede e da un teologo. Le religioni stesse, inoltre, verranno presentate nell’ottica peculiare del dialogo e facendo parlare il più possibile i rispettivi testi fondativi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Fonte: <a href="http://www.peacelink.it">www.peacelink.it</a></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.uomoplanetario.org/wordpress/2012/05/summer-school-per-il-dialogo-tra-le-religioni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cambiamenti climatici: dalla Sicilia le banane italiane</title>
		<link>http://www.uomoplanetario.org/wordpress/2012/05/cambiamenti-climatici-dalla-sicilia-le-banane-italiane/</link>
		<comments>http://www.uomoplanetario.org/wordpress/2012/05/cambiamenti-climatici-dalla-sicilia-le-banane-italiane/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 May 2012 15:32:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Banane]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[Coldiretti]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[tropicalizzazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.uomoplanetario.org/wordpress/?p=14608</guid>
		<description><![CDATA[Da circa 15 anni a questa parte la tropicalizzazione della Sicilia sta portando ad avere alberi di banano sempre più fruttuosi e dunque ecco arrivare sul mercato banane dalla Sicilia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: helvetica; font-size: medium;">Che i banani riuscissero a fruttificare anche in Sicilia e nella Calabria jonica era noto, non tutti gli anni e non sempre con frutti di buona qualità. Ma da circa 15 anni a questa parte la tropicalizzazione della Sicilia sta portando ad avere alberi di banano sempre più fruttuosi e dunque ecco arrivare sul mercato banane dalla Sicilia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: helvetica; font-size: medium;">L’opportunità di uso di colture non tradizionali è stata presentata all’Open space della creatività contadina durante l’Assemblea dei giovani della Coldiretti che si tiene fino a stasera a Roma.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: helvetica; font-size: medium;">Spiega Coldiretti: </span><span style="font-family: helvetica; font-size: medium;">A Palermo questo frutto tipicamente tropicale trova davvero un clima adatto per crescere in maestosi caschi. Nella sua azienda, infatti, grazie al microclima e alla posizione soleggiata, Letizia Marcenò, che ha sempre voluto puntare sulla diversificazione aziendale, riesce a produrre le prime banane nostrane. Per ora si tratta di una produzione limitata, ma che diventa ogni anno sempre più interessante anche per l’ottima qualità del frutto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: helvetica; font-size: medium;">Fonte: <a href="http://www.ecoblog.it">www.ecoblog.it</a></span></p>
<div style="text-align: justify;"></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.uomoplanetario.org/wordpress/2012/05/cambiamenti-climatici-dalla-sicilia-le-banane-italiane/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>E negli Stati Uniti l&#8217;uomo bianco è minoranza</title>
		<link>http://www.uomoplanetario.org/wordpress/2012/05/e-negli-stati-uniti-luomo-bianco-e-minoranza/</link>
		<comments>http://www.uomoplanetario.org/wordpress/2012/05/e-negli-stati-uniti-luomo-bianco-e-minoranza/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 May 2012 13:50:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariella Dipaola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[No al razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[World News]]></category>
		<category><![CDATA[America]]></category>
		<category><![CDATA[bianchi]]></category>
		<category><![CDATA[Martin Luther King]]></category>
		<category><![CDATA[melting pot]]></category>
		<category><![CDATA[minoranze]]></category>
		<category><![CDATA[neonati]]></category>
		<category><![CDATA[razze]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.uomoplanetario.org/wordpress/?p=14601</guid>
		<description><![CDATA[Nei dodici mesi dell'anno che statisticamente si è concluso lo scorso luglio i neonati bianchi non ispanici ammontano al 49,6 per cento. Dall'altra parte, invece, ispanici, asiatici, neri e gruppi misti salgono al 50,4 per cento: diventando per la prima volta maggioranza
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="font-family: helvetica; font-size: medium;">Angelo Aquaro</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: helvetica; font-size: medium;">Ciao ciao uomo bianco: adesso sei davvero una minoranza. O meglio, come sarebbe più corretto dire in questo enorme calderone razziale chiamato America, maggioranza tra le minoranze. Sì, adesso è ufficiale: gli Stati Uniti Wasp, cioè White, Anglo-Saxon and Prostestant, sono un concetto da consegnare alla storia, non proprio tutta da andarne orgogliosi, degli ultimi tre secoli. I dati del censimento non lasciano dubbi. Nei dodici mesi dell&#8217;anno che statisticamente si è concluso lo scorso luglio &#8211; cioè sugli ultimi dati disponbili &#8211; i neonati bianchi non ispanici ammontano al 49,6 per cento. Dall&#8217;altra parte, invece, ispanici, asiatici, neri e gruppi misti salgono al 50,4 per cento: diventando per la prima volta maggioranza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: helvetica; font-size: medium;">I demografi per la verità lo avevano previsto da tempo. E il fatto che sullo scranno più alto di questa nazione che fino a meno di mezzo secolo fa tollerava le leggi di Jim Crow, come veniva chiamato il &#8220;corpus&#8221; legislativo che giustificava l&#8217;orrore del segrazionismo, oggi sieda appunto il nero Barack Obama, la dice lunga sull&#8217;evoluzione del paese. E la scoperta che ne nascono più di altre razze che bianchi va d&#8217;altronde in perfetta sintonia con la previsione &#8211; rilanciata da Isabel Wilkerson nel suo &#8220;Al calore dei soli lontani: il racconto epico della migrazione afroamericana&#8221; &#8211; che da qui a trent&#8217;anni i votanti saranno in maggioranza appunto &#8220;non bianchi&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: helvetica; font-size: medium;">D&#8217;accordo: il lasso di tempo è purtroppo un po&#8217; troppo largo per lasciare sperare in una facile riconferma proprio di Obama. Anzi. Le polemiche sulla morte di Trayvon Martin, il diciassettenne nero ucciso da un vigilantes bianco, ma per metà ispanico, sembrano fotografare la confusa battaglia delle identità. E che il potere decisionale stia ancora saldamente in mano ai visi pallidi è dimostrato dall&#8217;arma fine di mondo che i rivali repubblicani di Barack si avviano a lanciare per spedire alla Casa Bianca Mitt Romney. E cioè una serie miliardaria di spot che incredibilmente accuseranno il presidente di essere quello che tutti sanno: un nero. Di più: un nero razzista che nel suo passato avrebbe coltivato l&#8217;ideologia di supremazia nera. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: helvetica; font-size: medium;">Follie? Gli spot verranno lanciati tra qualche settimana: vedere per credere. Sì, alla guerra come alla guerra. E la resa dell&#8217;America bianca sarà sicuramente la guerra più lunga che questo paese abbia mai affrontato. Ma per adesso almeno i numeri danno ragione agli altri. Alle minoranze. A quelli per troppo tempo esclusi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: helvetica; font-size: medium;">Ma come si è arrivati fin qui? L&#8217;ondata infinita delle migrazioni alla lunga ha vinto: questo è chiaro. Quella stessa ondata che tre, quattro secoli fa portò qui i primi coloni europei, da decenni ormai portava latini e asiatici. Da tempo ormai i bianchi non erano più maggioranza in quattro stati e nel distretto di Columbia, quello cioè che amministra Washington: quindi addirittura nella capitale. E sotto la metà, la popolazione bianca era già scesa nelle metropoli da New York a Lasa Vegas: per non parlare di quella Memphis, Tennessee, che quarant&#8217;anni fa assistette inerme all&#8217;assassinio del sogno di Martin Luther King. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: helvetica; font-size: medium;">E che cosa significherà tutto questo, adesso, per l&#8217;America? Dice al New York Times William H. Frey, noto demografo, che il dato strombazzato dal censimento segna &#8220;la trasformazione da una cultura di baby boomer, soprattutto bianchi, a quella di un paese globalizzato, multietnico, come quello che siamo diventati&#8221;. Infatti. Con i latini al 12 per cento, i neri all&#8217;11, e gli asiatici lì a inseguire, il mito del melting pot, il calderone appunto delle razze, non è stato mai così fecondo. Tenendo però presente che il calderone è stato acceso qui: su questo suolo.  Colpisce, per esempio, che per quanto riguarda i latini, dal 2000 al 2010 ci sono stati più bimbi nati qui, sul suolo americano, che immigrati. Come colpisce poi l&#8217;ascesa di quelli che si definiscono &#8220;multiracial&#8221;: una generazione che dalla star Alicia Keys (metà nera e metà italiana) appunto a Barack Obama stanno rivoluzionando l&#8217;immagine del paese. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: helvetica; font-size: medium;">D&#8217;altronde non sono questi gli Stati Uniti d&#8217;America? D&#8217;accordo: i Padri Fondatori, tra cui tanti razzisti, non avevano mica in testa questo tipo di unione. Ma tant&#8217;è. Uomo bianco non avrai il mio scalpo: anche perché, da oggi, te lo faccio prima io.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: helvetica; font-size: medium;">Fonte: <a href="http://www.repubblica.it">www.repubblica.it</a></span></p>
<div></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.uomoplanetario.org/wordpress/2012/05/e-negli-stati-uniti-luomo-bianco-e-minoranza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I Comuni continuano ad aderire alla campagna &#8220;Taglia le ali alle armi&#8221;</title>
		<link>http://www.uomoplanetario.org/wordpress/2012/05/i-comuni-continuano-ad-aderire-alla-campagna-taglia-le-ali-alle-armi/</link>
		<comments>http://www.uomoplanetario.org/wordpress/2012/05/i-comuni-continuano-ad-aderire-alla-campagna-taglia-le-ali-alle-armi/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 May 2012 18:42:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariella Dipaola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disarmo]]></category>
		<category><![CDATA[Nonviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[cacciabombardieri]]></category>
		<category><![CDATA[comuni]]></category>
		<category><![CDATA[F-35]]></category>
		<category><![CDATA[Lochkeed Martin]]></category>
		<category><![CDATA[militari]]></category>
		<category><![CDATA[spese]]></category>
		<category><![CDATA[sprechi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.uomoplanetario.org/wordpress/?p=14592</guid>
		<description><![CDATA[L'acquisto di armi da guerra non è questione che interessa solo gli apparati militari. Molti cittadini segnalano, sul sito del governo, la necessità di ridurre le spese per armamenti e di rinunciare a 131 cacciabombardieri F-35 (circa 20 miliardi di euro)
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="font-family: helvetica; font-size: medium;">Lidia Giannotti</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: helvetica; font-size: medium;">&#8220;L’Italia ripudia la guerra’&#8221;, ricorda  il sindaco di Milano  Giuliano  Pisapia. &#8220;E’ importante ricordarlo a tutti, cittadini, parlamento … ripudio significa che nulla vogliamo avere a che fare con la guerra&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: helvetica; font-size: medium;">Pisapia si sofferma anche sull&#8217;impatto economico sulla vita dei cittadini che possono avere alcune scelte di spesa. Per questo afferma che la posizione del Comune di Milano sulla cancellazione del programma per l&#8217;acquisto di 131 dacciabombardieri F-35 intende mandare un messaggio al commissario antisprechi Bondi e al Governo, impegnati in un’azione di spending review.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: helvetica; font-size: medium;">Con le risorse spese anche solo per due cacciabombardieri – afferma l’assessore Majorino durante la conferenza stampa del 10 maggio – si potrebbero realizzare &#8220;dieci centri di eccellenza per l’assistenza ai disabili, riqualificare tutte le scuole, abbattere le barriere architettoniche della nostra città  …” </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: helvetica; font-size: medium;">E in effetti, nulla impedisce che il programma venga annullato. La notizia inizialmente circolata che potessero applicarsi clausole penali a carico dell&#8217;Italia era del tutto infondata. Non vi è ancora alcun accordo contrattuale e ad una revisione del programma non si frappongono  particolari ostacoli. Per ora sono  stati spesi già 2,7 miliardi di euro; andare avanti ne costerebbe altri 15 per l&#8217;acquisto di 131 velivoli (come originariamanente previsto) e almeno 10 miliardi se gli esemplari fossero ridotti a 90. Senza contare il fatto che il prezzo unitario aumenterà e i costi del mantenimento successivo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: helvetica; font-size: medium;">Come molti già sanno, sul sito del governo tutti i cittadini &#8211; attraverso il modulo “Esprimi la tua opinione” &#8211; possono dare suggerimenti o segnalare uno spreco, aiutando i tecnici nella ricerca di spese superflue. In pochi giorni sono stati lasciati circa 95.000 messaggi:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: helvetica; font-size: medium;"><a href="http://www.governo.it/GovernoInforma/spending_review/index.html">http://www.governo.it/GovernoInforma/spending_review/index.html</a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: helvetica; font-size: medium;">Molti lamentano il fatto che non venga data notizia dei messaggi che suggeriscono di ridurre le spese militari, a cominciare dai cacciabombardieri F-35 della Lochkeed Martin. L’agenzia Adnkronos, ad esempio, sottolinea che “i settori sensibili sono principalmente sanita&#8217;, Enti locali, auto blu, tetti agli stipendi, risparmio energetico, consulenze e pensioni d&#8217;oro”. In effetti, i media hanno ripreso un comunicato del governo (dell’8 maggio) che non contiene alcun riferimento a suggerimenti che considerano uno spreco l’acquisto di armi. Ma lo stesso comunicato annuncia che nei prossimi giorni il gruppo di lavoro porterà a compimento l’analisi e lo scrutinio dei dati, redigendo e diffondendo tra l’altro un rapporto organico di tutti i messaggi ricevuti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: helvetica; font-size: medium;">Nel frattempo, molti Comuni e alcune amministrazioni regionali (al momento Emilia Romagna e Trentino Alto Adige/Sudtirol) stanno aderendo alla campagna “Taglia le ali alle armi”,  promossa da &#8220;Sbilanciamoci&#8221;, &#8220;Rete Italiana per il Disarmo&#8221; e &#8220;Tavola della Pace&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: helvetica; font-size: medium;">Sono in maggioranza Comuni del Centro &#8211; Nord, ma hanno aderito anche grandi città del Sud, come Palermo, Catania e Bari. D&#8217;altronde, i Comuni sono tra le istituzioni che meglio possono valutare le conseguenze della crisi economica in atto, e prevedere le ulteriori conseguenze dei tagli ai trasferimenti statali sulla popolazione. Mentre, infatti,  si acuiscono proprio quei problemi legati alla disoccupazione, alla povertà, all&#8217;abbandono scolastico e all&#8217;aumento del rischio criminale, gli enti locali sono costretti a subire tagli che si ripercuotono direttamente sulla qualità dei servizi sociali e sulla loro stessa sopravvivenza. E&#8217; una situazione che potrebbe rivelarsi veramente drammatica per alcune città del Meridione e per molti  anni a venire. E&#8217; del tutto ragionevole che i Comuni si rendano protagonisti di un&#8217;azione per indirizzare le scelte di spesa del governo. I cittadini &#8211; che oramai possono informarsi molto più agevolmente anche su questi temi &#8211; possono dichiarare la loro contrarietà all&#8217;acquisto dei caccia e chiedere ai loro Sindaci e Consigli comunali di fare lo stesso.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: helvetica; font-size: medium;">Fonte:<a href="http://%20www.peacelink.it"> www.peacelink.it</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.uomoplanetario.org/wordpress/2012/05/i-comuni-continuano-ad-aderire-alla-campagna-taglia-le-ali-alle-armi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Grillo, la risposta allo sfascio dei partiti</title>
		<link>http://www.uomoplanetario.org/wordpress/2012/05/grillo-la-risposta-allo-sfascio-dei-partiti/</link>
		<comments>http://www.uomoplanetario.org/wordpress/2012/05/grillo-la-risposta-allo-sfascio-dei-partiti/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 May 2012 08:54:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Della Torre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe]]></category>
		<category><![CDATA[Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento 5 stelle]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[protesta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.uomoplanetario.org/wordpress/?p=14586</guid>
		<description><![CDATA[Negare il boom del "Movimento 5 Stelle" è come avere un buco sul soffitto di casa e dire che si tratta di un abbaino.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Antonella Policastrese</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Soffia il vento del cambiamento. La protesta si fa sentire ed i partiti, coloro i quali occupano il parlamento, non sono più graditi. Destra e sinistra non significano nulla; sono piuttosto comitati d&#8217;affari coadiuvati nel loro operare da un tecnico calato dall&#8217;alto, sostenuto a sua volta da un presidente della Repubblica che sta esercitando un ruolo non consono al suo mandato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Negare il boom del &#8220;Movimento 5 Stelle&#8221; è come avere un buco sul soffitto di casa e dire che si tratta di un abbaino. Il vento della protesta ha contagiato chi nella politica ci crede e sta tentando di innovarla, ad iniziare prima di tutto dall&#8217;uso di un linguaggio chiaro e diretto che non risponde ai canoni di un politichese di facciata, dove ciò che si afferma un attimo prima, viene negato subito dopo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Promesse tradite, le loro, promesse da marinaio; se non quelle che li riguardano direttamente e che in Parlamento si limitano ad alzare la manina invece di affrontare i problemi reali, quelli della gente stremata da una crisi sistemica, che serve solo a far fallire gli Stati.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Eppure non è lontano il tempo di quando Grillo per suonare la sveglia si rivolse al PD per farne parte. All&#8217;epoca Bersani non solo non accettò la proposta ma ci mancò poco che ergesse una cortina umana munita di forconi per difendere la sua persona e un apparato di partito, così obsoleto che coopta i propri simpatizzanti con il solito becero sistema.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Allora, in mezzo a questo bailamme, se l&#8217;unico modo per farsi ascoltare è contestare i partiti tradizionali votando Grillo, l&#8217;obiettivo è stato raggiunto. C&#8217;è voglia di fare politica; desiderio di partecipare democraticamente alla vita del Paese, contestando decisioni calate dall&#8217;alto. Se i giornali si curassero di capire cosa si agita nella pancia della società, si accorgerebbero che il fenomeno Grillo non è isolato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Qualcosa bolle in pentola in questa nostra sgangherata realtà. C&#8217;è la volontà di dar vita da nord a sud ad una lista civica nazionale dei movimenti che da tempo analizzano la situazione italiana costituita da professionisti seri e preparati, che hanno deciso di non starsene in panchina ma contribuire al cambiamento della società. Eppure non c&#8217;è più cieco di chi non vuol vedere, più sordo di chi non vuol sentire. Non sarebbe il caso di cominciare a raccontare seriamente la nostra realtà?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Fonte: <a href="http://www.agoravox.it">www.agoravox.it</a></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.uomoplanetario.org/wordpress/2012/05/grillo-la-risposta-allo-sfascio-dei-partiti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il modo in cui gli USA utilizzano l’umiliazione sessuale come strumento politico per controllare le masse</title>
		<link>http://www.uomoplanetario.org/wordpress/2012/05/il-modo-in-cui-gli-usa-utilizzano-lumiliazione-sessuale-come-strumento-politico-per-controllare-le-masse/</link>
		<comments>http://www.uomoplanetario.org/wordpress/2012/05/il-modo-in-cui-gli-usa-utilizzano-lumiliazione-sessuale-come-strumento-politico-per-controllare-le-masse/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 May 2012 08:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Della Torre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[No alla tortura]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[controllo]]></category>
		<category><![CDATA[Corte suprema]]></category>
		<category><![CDATA[criminalizzando]]></category>
		<category><![CDATA[denudato]]></category>
		<category><![CDATA[denudazione]]></category>
		<category><![CDATA[fascista]]></category>
		<category><![CDATA[guantanamo]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[masse]]></category>
		<category><![CDATA[nudità forzata]]></category>
		<category><![CDATA[perquisito]]></category>
		<category><![CDATA[proteste]]></category>
		<category><![CDATA[stato]]></category>
		<category><![CDATA[strip-searching]]></category>
		<category><![CDATA[umiliazione]]></category>
		<category><![CDATA[umiliazione sessuale]]></category>
		<category><![CDATA[United States]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.uomoplanetario.org/wordpress/?p=14581</guid>
		<description><![CDATA[Credetemi: voi non vorreste che lo Stato abbia il potere di spogliarvi dei vostri vestiti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Naomi Wolf</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">In una sentenza cinque contro quattro questa settimana la Corte Suprema ha deciso che <strong>chiunque in ogni momento può essere denudato al momento di un arresto per qualsiasi tipo di reato, minori compresi</strong>. Questa <strong>sentenza dell&#8217;orrore</strong> si connette a due recenti leggi dell&#8217;orrore: la NDAA, che permette che chiunque sia passibile di arresto sempre, in ogni momento, e la HR 347, la “legge dell’abuso”, che <strong>affibbia una pena di 10 anni per qualunque attività di protesta che avvenga vicino a qualcuno che sia sotto la protezione del secret service</strong>. Queste criminalizzazioni delle persone seguono, ovviamente, la mini-rivolta dell’Occupy Movement.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">L’indagine denudante americana è benigna? L’uomo che ha subito la pratica iniziale ha dichiarato che gli è stato detto: “Gira intorno. Accovacciati e tossisci. Sprea your cheeks.” Lui ha detto di essersi sentito umiliato: “Tutto questo mi ha fatto sentire meno di un uomo.” </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Con un ragionamento surreale il giudice Anthony Kennedy ha spiegato che questa procedura è necessaria perché gli attentati del Settembre 2011 avrebbero potuto essere bloccati se ci si fosse sbrigati. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">In che modo lo  ci avrebbe preservato dagli attentati? Il giudice Kennedy ha immaginato che i piani per distruggere le torri gemelle siano stati nascosti in una cavità del corpo? In un modo ancora più bizzarro e illogico, la decisione sua e di altri giudici verte sulla preoccupazione relativa alle armi ed al contrabbando nei sistemi carcerari. Ma la gente in stato d’arresto – cioè chi non è ancora stato condannato – non è ancora stata inserita nella popolazione carceraria. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Il nostro stato della sorveglianza mostra una considerevole determinazione ad intromettersi nella sessualità dei cittadini. C’è l’abuso sessuale dei prigionieri a Bagram – i dossier di der Spiegel raccontano che “i precedenti detenuti raccontano di incidenti di…varie forme di <strong>umiliazione sessuale</strong>. In alcuni casi un poliziotto avrebbe messo il suo pene sul viso del detenuto durante l’interrogatorio. Altri detenuti erano violentati con dei bastoni o minacciati di subire violenza anale.” C’era la <strong>denudazione</strong> di Bradley Manning in solitaria prigionia. E c’è la politica messa su dopo la storia dell&#8217;“underwear bomber” di perquisire i viaggiatori USA anche nei genitali o anche costringerli a passare attraverso una macchina – prodotta dalla compagnia Rapiscan, di proprietà dell&#8217;approfittatore del terrore ed ex zar del Dipartimento di Sicurezza Nazionale Michael Chertoff – con immagini così vivide da essere stato definito il “porno scanner”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Credetemi: <strong>voi non vorreste che lo Stato abbia il potere di spogliarvi dei vostri vestiti</strong>. La storia mostra che l’uso della <strong>nudità forzata</strong> da parte di uno Stato che sta diventando<strong> fascista</strong> è <strong>estremamente efficace nel controllare e sottomettere le popolazioni</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">L’<strong>uso politico della nudità forzata</strong> da parte di <strong>regimi anti-democratici</strong> è ben stabilito. Forzare la gente a svestirsi è il primo passo della rottura del loro senso della individualità e della dignità e il rafforzamento della loro impotenza. Le donne schiavizzate erano vendute nude in blocchi nel sud America e i giovani schiavi adolescenti servivano alle tavole delle giovani donne bianche nel sud, essendo loro stessi nudi: la loro invisibile umiliazione era un simbolo della loro evirazione. <strong>Prigionieri ebrei ammassati nei campi di concentramento venivano spogliati dei vestiti e fotografati nudi, come immagini paradigmatiche di quell’Olocausto reiterato</strong>. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Uno dei momenti più terrificanti per me quando ho visitato la <strong>prigione di Guantanamo</strong> nel 2009, è stato vedere il modo in cui l’architetto dello stabile ha volontariamente posizionato gli <strong>specchi delle cabine-doccia in direzione dell’atrio centrale</strong> – dove le giovani donne guardiane della prigione stavano a guardare la nudità forzata dei prigionieri musulmani, che non avevano nessun modo per coprire il proprio corpo. Leggi e sentenze anche, questo è chiaro, sono state disegnate per giungere direttamente alle condizioni di Guantanamo, e alla detenzione abusiva. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;"><strong>Io ho visto poliziotti uomini e membri del TSA (</strong>Transportation Security Administration) <strong>stare fianco a fianco a osservare donne mentre venivano “perquisite” in aeroporto</strong>. Ho avuto esperienza di una intromissione sessualmente perversa e malamente formulata dello Stato durante le perquisizioni negli aeroporti, sempre formulata in termini abbastanza fumosi (“hai qualche area sensibile?… Userò il dorso delle mani sotto i tuoi seni..”). Qualcuno commentando la mia pagina Facebook ha suggerito, io penso a ragione, che parecchie donne siano ritenute passibili di arresto per motivazioni di poco conto (in modo alquanto insolito, il TSA è famoso per il grande numero di donne che vi lavorano).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Ho intervistato l’equivalente britannico di un membro del TSA e ho saputo che la palpazione dei genitali, obbligatoria negli Usa, è illegale in Gran Bretagna. Io credo che la politica del palpeggiamento dei genitali in America, sia anche pensata per abituare i cittadini statunitensi alla condizione in cui essi debbano subire una intromissione sessuale dello Stato e sentirsi quindi sminuiti-cosa che può capitare in qualunque momento.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">La frase più terrificante di tutte nella decisione è l’incredibile utilizzo da parte del giudice Kennedy, del termine “detenuto” per i cittadini americani sotto arresto. Alcuni membri di Occupy, che sono stati arrestati a Los Angeles, hanno dichiarato di essere stati definiti tali dalla polizia. Il nuovo uso da parte del giudice Kennedy di ciò che sembra essere una deliberata autorizzazione di quella frase è illuminante.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Dieci anni di associazione hanno dato a “detenuto” il significato, in America, di “<strong>colui al quale non si applica nessun diritto</strong>” – specialmente in prigione. E&#8217; da molto che questo si usa in America, abituandoci a collegarlo a una condizione in cui a caso alcuni lontani musulmani possono essere spogliati dallo stato americano di ogni diritto. Adesso il termine – con la sua associazione di significato “<strong>coloro ai quali può essere fatta ogni cosa</strong>” – sta per essere sistematicamente indirizzato a…ogni vecchio cittadino americano.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Dove stiamo andando? Perché? Queste recenti leggi <strong>criminalizzando le proteste</strong> e dando potere alla polizia locale – che, ricordiamo, è adesso rinforzata da denaro del Dipartimento di Sicurezza Nazionale (DHS) e mezzi e uomini dell’esercito &#8211; di terrorizzare e traumatizzare la gente che non è passata attraverso un tribunale ed un processo regolare, lavorando coerentemente a un vedo-tutto-in-qualsiasi-momento dello Stato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">In Utah è stata installata dalla NSA una struttura per monitorare ogni cosa in ogni momento: James Bamford ha scritto su Wired Magazine che una nuova struttura è stata costruita a Bleffdale, Utah, dove la NSA controlla miliardi di e-mail, messaggi e chiamate telefoniche. Una simile legislazione viene portata avanti anche in Gran Bretagna. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Con un tale occhio del Grande Fratello che lavora fianco a fianco a queste leggi sullo strip-search – tra il controllo tecnologico dei dati e il terrore della polizia, che ha il potere di abusare di voi e umiliarvi – nessuno avvertirà la necessità di un colpo di stato vero e proprio per avere una cittadinanza intimorita e sottomessa. <strong>Se direte qualcosa di controverso al telefono o on-line, sarete sottoposti ad arresto e umiliazione sessuale?</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Ricordate, non c&#8217;è bisogno di aver commesso qualcosa di sbagliato per essere arrestati in America. Potete essere arrestati per aver lasciato il vostro cane senza guinzaglio. L’uomo che ha detto di essere stato costretto a scoprire le sue natiche era stato fermato per un’infrazione del codice della strada. Mi è stato riferito da un sergente del NYPD che le questioni di “sicurezza” consentono al NYPD di praticare arresti. Così nulla impedisce che migliaia di manifestanti di Occupy vengano accerchiati e spogliati sotto condizioni intimidatorie.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Perché ciò sta avvenendo? Ero solita pensare che la spinta fosse guidata solo da quelli che avevano approfittato della guerra senza fine e della sorveglianza – ma adesso vedo che la battaglia è più ampia. Come un avvocato di internet mi ha detto: <strong>“C’è una gara contro il tempo: comprendono che internet è un mezzo di potere che lavorerà contro di loro e i loro interessi, e fanno a gara per convertirlo in un mezzo di controllo.”</strong> Come ha scritto Chris Hedges nel suo avvincente racconto sul NDAA: “Il Washington Post in un servizio del 2010 di Dana Priest e William M. Arken ha riportato che ci sono oggi 1.271 agenzie governative e 1931 compagnie private che lavorano su programmi relativi al controterrorismo, sicurezza della patria e intelligence in circa 10.000 posizionamenti sparsi per gli Stati Uniti. Ci sono 854.000 persone con incarichi relativi alla massima sicurezza, scrivono i reporters, sia a Washington, DC, sia nell’area circostante, 33 complessi edilzi per il lavoro d’intelligence di massima sicurezza sono in fase di costruzione o sono stati costruiti dal Settembre 2011”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Questo enorme nuovo settore dell’economia ha interessi per parecchi miliardi di dollari in un sistema in crescita che serve a sorvegliare, intimidire fisicamente e predare il resto della società americana. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Adesso possono farlo attraverso la minaccia di umiliarti sessualmente – un potente strumento nelle mani di qualunque bullo. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Fonte: <a href="http://www.guardian.co.uk">www.guardian.co.uk</a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MANUELA ALLETTO</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.uomoplanetario.org/wordpress/2012/05/il-modo-in-cui-gli-usa-utilizzano-lumiliazione-sessuale-come-strumento-politico-per-controllare-le-masse/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Facebook, pericolo per i ragazzi o risorsa da usare in chiave pedagogica?</title>
		<link>http://www.uomoplanetario.org/wordpress/2012/05/facebook-pericolo-per-i-ragazzi-o-risorsa-da-usare-in-chiave-pedagogica/</link>
		<comments>http://www.uomoplanetario.org/wordpress/2012/05/facebook-pericolo-per-i-ragazzi-o-risorsa-da-usare-in-chiave-pedagogica/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 May 2012 07:01:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Della Torre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Tecno]]></category>
		<category><![CDATA[consumo]]></category>
		<category><![CDATA[digital media]]></category>
		<category><![CDATA[Don Paolo Padrini]]></category>
		<category><![CDATA[educatori]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[iBreviary]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[uso]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.uomoplanetario.org/wordpress/?p=14575</guid>
		<description><![CDATA[Sarà presto nelle librerie “Facebook, internet e i digital media. Una guida per genitori ed educatori”, nuovo libro di don Paolo Padrini – autore di iBreviary ed esperto di media digitali -, che prova a rispondere ad una serie di domande pratiche sull’uso e il “consumo” di internet da parte dei giovani.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Andrea Gilardoni</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Sarà presto nelle librerie “Facebook, internet e i digital media. Una guida per genitori ed educatori”, nuovo libro di <strong>don Paolo Padrini</strong> – autore di iBreviary ed esperto di media digitali -, che prova a rispondere ad una serie di domande pratiche sull’uso e il “consumo” di internet da parte dei giovani. Con una convinzione: Facebook non è il male assoluto, ma può essere utilizzato come strumento educativo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">I <strong>social network</strong> e soprattutto Facebook nel giro di pochissimo tempo hanno trasformato internet da semplice mezzo di comunicazione a vero e proprio spazio relazionale e sociale per le nuove generazioni. Un quadro complesso e per molti versi ancora in divenire che non può essere ignorato da genitori, educatori e da tutti coloro che hanno a cuore i ragazzi. Ad aiutare ad orientarsi in questa nuova dimensione, entro pochi giorni sarà disponibile nelle librerie italiane “Facebook, internet e i digital media. Una guida per genitori ed educatori” (San Paolo, 96 pagine, 10 euro), scritto da don Paolo Padrini, sacerdote di Novi Ligure, esperto di comunicazione e media digitali (è un collaboratore del Pontificio Consilio per le Comunicazioni sociali) e conosciuto nella comunità dell’App Store per iBreviary, il primo breviario cattolico in formato app per iOs.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">«Il libro cerca di essere una guida semplice ed immediata per tutti coloro che hanno a che fare con i “nativi digitali” – dice il sacerdote &#8211; e cerca di rispondere ad alcune delle domande più frequenti che mi sento fare durante il mio impegno pastorale quotidiano: “Mio figlio trascorre troppo tempo su Internet? Come gestire un profilo Facebook? Come funzionano gli altri social network?”»</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Che tipo di risposte sono quelle che dà? Facebook è un elemento pericoloso e da tenere sotto controllo, oppure ci si può fidare della rete? «Direi né l’una né l’altra. Vede queste sono proprio le posizioni che emergono da giornali e mas media tradizionali quando parlano di internet o dei social network. O vengono descritti come pericolosi motori di nuove tendenze potenzialmente pericolose per i nostri ragazzi, oppure vengono quasi del tutto ignorati. Il primo obiettivo che mi sono posto con questo libro, è stato quello di riportare dentro un ambito di normalità questa discussione, per cercare di capire realmente &#8211; senza paure, ma senza nemmeno sottovalutare i problemi &#8211; la realtà dei social network».</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Insomma, Facebook non deve spaventare, ma non può nemmeno essere ignorato? «Esattamente. Come genitori ed educatori dovremmo comprenderlo e riappropriarcene come uno dei tanti “luoghi” abitati dai giovani e che possono essere utilizzati in chiave formativa». </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">In che modo? «Faccio un esempio. Molti mi chiedono se è giusto sapere la password dell’account Facebook dei propri figli. La domanda di fondo è: che fiducia vogliamo dare loro? Lasciarli completamente liberi equivarrebbe a rinunciare a dare delle regole. Dunque rinunciare ad educare. Ma se nel contempo il controllo è troppo asfissiante, i ragazzi percepiranno immediatamente il deficit di fiducia. La strada giusta è il negoziare delle regole, che lascino autonomia. Ad esempio chiedendo di sapere la password, ma non utilizzandola mai. Il patto di fondo con i ragazzi è “la conosco perché tu ti fidi nel darmela, ma io mi fido di te e quindi non la userò per invadere il tuo spazio personale”. Un altro modo di dare fiducia in un quadro di regole, potrebbe essere chiedere ai ragazzi di non utilizzare il computer il luoghi appartati. Magari proponendo di usare quello che è in salotto. Ovviamente anche in questo caso non invadendo la loro privacy, ma insieme, evitandoli che navighino di nascosto. Perché lo spazio reale, modula, definisce anche lo spazio virtuale». </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Quindi, no a divieti rigidi e stringenti? «Come ho detto la dimensione virtuale e quella reale sono legate. Se le regole non sono negoziate, ma imposte, il rischio è che Facebook diventi il luogo della fuga. Un posto cui accedere clandestinamente per cercare di fuggire all’autorità degli adulti».</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Facebook, come le uscite serali, la scuola o lo sport, diventa un “luogo” da inserire in un contesto educativo. Ma qual è l’errore più grave che in questo senso si può fare? «Senza dubbio quello di lanciare messaggi incoerenti. Ad esempio chiedendo trasparenza ai ragazzi, magari volendo controllare le loro amicizie, e poi, proprio per farlo, nascondersi dietro ad un account finto per chiedere loro l’amicizia».</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Errori grossolani, ma fatti in buona fede e generat forse dalla troppa apprensione. Qual è la più grande preoccupazione dei genitori? «Quella più grande viene proprio dagli incontri che possono essere fatti on line. Magari con persone che si fingono ciò che non sono. In realtà, però, questa dimensione dell’incontro on line è solo adulta. In Facebook non ci sono o sono minimali quelle dinamiche delle chat di fine anni ’90, che venivano usate per incontrare persone nuove. Anzi tutto il contrario. Spesso Facebook è lo specchio di ciò che avviene nel reale: gruppi di “amicizie” piuttosto ristretti o comunque troppo chiusi. A mio avviso, per questa generazione il rischio più grande è proprio questo: avere a disposizione uno strumento di comunicazione che in un click ti permette di parlare con tuoi coetanei in tutto il mondo, e usarlo solo per consolidare uno stile nel gestire i rapporti troppo chiuso».</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Fonte: <a href="http://www.macitynet.it">www.macitynet.it</a></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.uomoplanetario.org/wordpress/2012/05/facebook-pericolo-per-i-ragazzi-o-risorsa-da-usare-in-chiave-pedagogica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Greenpeace a Giunti: Rispondi alle vere richieste di Greenpeace e dei lettori</title>
		<link>http://www.uomoplanetario.org/wordpress/2012/05/greenpeace-a-giunti-rispondi-alle-vere-richieste-di-greenpeace-e-dei-lettori/</link>
		<comments>http://www.uomoplanetario.org/wordpress/2012/05/greenpeace-a-giunti-rispondi-alle-vere-richieste-di-greenpeace-e-dei-lettori/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 May 2012 21:31:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Della Torre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Greenpeace]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Video Greenpeace]]></category>
		<category><![CDATA[ammazza]]></category>
		<category><![CDATA[app]]></category>
		<category><![CDATA[Asian Pulp and Paper]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione]]></category>
		<category><![CDATA[deforestazione]]></category>
		<category><![CDATA[foreste]]></category>
		<category><![CDATA[FSC]]></category>
		<category><![CDATA[Giunti]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.uomoplanetario.org/wordpress/?p=14569</guid>
		<description><![CDATA[Abbiamo presentato delle prove incontrovertibili che dimostrano il legame di Giunti e Rizzoli con la distruzione delle foreste.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">«Abbiamo presentato delle prove incontrovertibili che dimostrano il legame di Giunti e Rizzoli con la distruzione delle foreste. Con le sue dichiarazioni di oggi Giunti non ha ancora risposto all’unica vera richiesta che Greenpeace e i lettori gli stanno facendo: Sciogli il nodo che ti lega alla deforestazione.» &#8211; così Chiara Campione, responsabile campagna Foreste di Greenpeace Italia, risponde alla replica di Giunti sul rapporto “Favole ammazza foreste!” lanciato ieri al Salone del Libro di Torino.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Greenpeace è a conoscenza del fatto che Giunti ha avviato un processo di certificazione attraverso il sistema PEFC. Ma, come dimostrato recentemente, PEFC certifica alcuni prodotti della controversa multinazionale Asian Pulp and Paper (APP). Per questa ragione i prodotti certificati PEFC “mixed sources” possono contenere anche fibre di questo colosso della carta accusato di crimini forestali.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">I dati a disposizione fanno pensare che Giunti intrattenga vere e proprie relazioni commerciali con il colosso cartario che distrugge le foreste. Altrimenti non si spiegherebbe per quale motivo una delle cartiere di Asian Pulp and Paper si fregi, sul proprio sito internet, di stampare le guide del Touring Club Italiano, anch’esso del Gruppo Giunti. Greenpeace chiede a Giunti di interrompere ogni possibile rapporto commerciale con APP.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Il fatto che Giunti Industrie Grafiche abbia la certificazione FSC significa che se l’editore acquistasse carta FSC, potrebbe – in effetti – produrre libri certificati FSC. Ma dai dati che Giunti stesso ci ha recentemente inviato risulta che solo poco più del 6 per cento della carta acquistata da Giunti Editore è certificata FSC.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Inoltre, le favole “ammazza foreste” pubblicate dal gruppo, che confermiamo essere stampate nel 2010 e nel 2011, sono prodotte in Cina e non dallo stampatore di Giunti in Italia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; font-family: helvetica;">Considerato inoltre che tutti coloro che ottengono la certificazione FSC si impegnano a non utilizzare materie prime forestali provenienti da fonti controverse, Greenpeace Italia presenterà i risultati delle analisi pubblicate nel rapporto, allo stesso FSC, richiedendo una di verifica di infrazione delle linee guida della certificazione FSC da parte di Giunti.</span></p>
<div style="text-align: justify;"></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.uomoplanetario.org/wordpress/2012/05/greenpeace-a-giunti-rispondi-alle-vere-richieste-di-greenpeace-e-dei-lettori/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mirtilli al posto dell’aspirina</title>
		<link>http://www.uomoplanetario.org/wordpress/2012/05/mirtilli-al-posto-dellaspirina/</link>
		<comments>http://www.uomoplanetario.org/wordpress/2012/05/mirtilli-al-posto-dellaspirina/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 May 2012 11:02:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariella Dipaola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Medicina dolce]]></category>
		<category><![CDATA[acido]]></category>
		<category><![CDATA[albicocche]]></category>
		<category><![CDATA[aspitina]]></category>
		<category><![CDATA[mirtilli]]></category>
		<category><![CDATA[pesche]]></category>
		<category><![CDATA[pomodori]]></category>
		<category><![CDATA[salicilico]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.uomoplanetario.org/wordpress/?p=14559</guid>
		<description><![CDATA[Contro le infiammazioni ed il dolore si assume comunemente l'acido salicilico. Si può prendere attraverso l'aspirina, ma non è forse meglio assumere più frutta? Alta concentrazione in mirtilli, albicocche, ma anche nei pomodori]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="font-family: helvetica; font-size: medium;">Gabriele Bindi </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: helvetica; font-size: medium;">L&#8217;acido salicilico, il noto principio attivo contenuto nella comunissima Aspirina, è al centro di continue attenzioni da parte della ricerca scientifica. Uno studio condotto dall&#8217;Università di Milano e pubblicato su Plant Foods for Human Nutrition, mette in rilievo come l&#8217;acido salicilico sia una sostanza preziosa contenuto naturalmente, in doti equilibrate, nella frutta.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: helvetica; font-size: medium;">Gli studiosi hanno voluto verificare se il consumo di frutta portasse effettivamente ad un aumento dell&#8217;acido salicilico in circolo e se questo fosse sufficiente per creare un effetto antinfiammatorio, come quello riconosciuto al noto medicinale della Bayer ed a tutti i suoi vari epigoni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: helvetica; font-size: medium;">I ricercatori hanno dato, a rotazione, a 26 volontari, un frullato di pesche (equivalente a due porzioni di frutta) o una soluzione acquosa contenente i soli zuccheri della frutta, riscontrando che, soltanto nel primo caso nell&#8217;ora successiva alla somministrazione, la concentrazione di acido salicilico in circolo quasi raddoppiava e si manteneva elevata anche dopo tre ore. Dopo l’assunzione di frutta, inoltre, i livelli di interleuchina 6 (un indicatore dell&#8217;infiammazione) aumentavano meno rispetto a quanto accadeva con la soluzione zuccherata.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: helvetica; font-size: medium;">“Il nostro interesse per i salicilati — ha spiegato Battezzati, coautore dello studio e professore di Nutrizione del Distam (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche) — è legato agli effetti dell&#8217;aspirina, noto analgesico e antinfiammatorio, che assunto continuativamente e a basse dosi serve per la protezione cardiovascolare e per la prevenzione dei tumori del colon retto. Poiché l&#8217;aspirina viene rapidamente metabolizzata dall&#8217;organismo in acido salicilico, è naturale pensare che anche i salicilati dei vegetali possano esercitare un’azione benefica”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: helvetica; font-size: medium;">Alte concentrazioni di salicilati sono contenute in albicocche, more, mirtilli ma anche negli ortaggi, tra cui radicchio, cicoria o pomodori.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: helvetica; font-size: medium;"> fonte:<a href="http://%20www.aamterranuova.it"> www.aamterranuova.it</a></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.uomoplanetario.org/wordpress/2012/05/mirtilli-al-posto-dellaspirina/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

