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Quando gli uomini recupereranno nei confronti delle donne?

Quando gli uomini recupereranno nei confronti delle donne?

Femministi profondi di ambo i generi in tutto il mondo unitevi, avete da perdere solo una società deformata. Retribuire la virtù, non il vizio, per un progresso sociale. Potremmo semplicemente migliorare le nicchie strutturate attorno all’orientamento sulle persone, e svalutare le altre. “Paga uguale a donne e uomini per lo stesso lavoro” va bene, è semplice giustizia. Ma molto più importante è “paga più alta per lavori orientati alle persone che per quelli orientati alle cose”, pagare bene le madri per la produzione della vita, più ancora per assistenti e infermiere, pagarle di più che gli inventori-distributori-attivatori di macchine per uccidere, compresi gli speculatori finanziari.

Un esperimento di controllo della mente: nel 1951 drogarono il pane, e oggi?

Un esperimento di controllo della mente: nel 1951 drogarono il pane, e oggi?

Svelato in Francia il mistero della baguette allucinogena. La Cia condusse un esperimento top secret nell’ambito di una strategia che coinvolse dal 1956 al 1963 anche migliaia di americani ignari. Ma oggi quanti italiani sono controllati mentalmente dalle baguette televisive?

Il governo, la forma e la sostanza

Il governo, la forma e la sostanza

Il disprezzo delle forme e delle leggi caratterizza ieri come oggi il berlusconismo e sempre ha generato regimi carismatici autoritari.Il rigetto delle forme va di pari passo con il rifiuto della legalità, con il primato dato ai diritti privati o corporativi sugli obblighi comuni, con la separazione dei poteri. Si combina alla sfrontatezza con cui l’homo ridens di Kazan, sicuro com’è del proprio talento, si sente legibus solutus, sciolto dai vincoli delle leggi. Talmente sciolto che Berlusconi non esita a dichiarare, nel novembre 1994: «Chi è scelto dalla gente è come unto dal Signore». La Chiesa non ebbe mai alcunché da dire.

L’ITALIA NEGATA

L’ITALIA NEGATA

Nell’Italia di oggi, invece, all’approssimarsi delle elezioni le trasmissioni di approfondimento e di dibattito politico si tolgono. Intanto si tolgono quelle, poi, se non stiamo attenti, si toglieranno anche le elezioni. La motivazione ufficiale di questo digiuno politico-televisivo (del resto siamo in Quaresima) è che tali trasmissioni violerebbero la “par condicio”, cioè il fatto che tutti possano dire tutto. Ma le nostre trasmissioni di approfondimento politico, da Vespa a Santoro a Floris, sono ammalate proprio di par condicio.

Il vecchio che torna

Il vecchio che torna

Non: «Ecco, faccio nuove tutte le cose», ma: «Faccio tutte le cose vecchie». Fu da quel vuoto che balzò fuori la figura di Berlusconi, agguerritissimo addomesticatore di istinti, creatore di mondi e show consolanti. È significativo che l’unico commento di Silvio Berlusconi sul marciume che torna a galla sia: «Il male principale della democrazia in Italia è la giustizia politicizzata». Non è il marciume, ma il dito che lo indica.

Indifferenza e complicità

Indifferenza e complicità

Le macerie sotto cui sono morti all’Aquila son le stesse che noi calpestiamo ogni giorno guardando altrove.

NON HA VISTO IL MURO

NON HA VISTO IL MURO

Per passare da Israele nei Territori bisogna imbattersi nel Muro che sigilla i palestinesi nel loro “apartheid” e sfregia la Terra santa e la stessa Gerusalemme. Ma ai giornalisti che gliene chiedevano le impressioni lo statista ha detto di non averlo veduto, occupato com’era a riordinare le idee per l’incontro con l’Autorità palestinese. Ma non si può avere alcuna idea da scambiare con i palestinesi, se non si vede il Muro.

Per una nuova cittadinanza planetaria

Per una nuova cittadinanza planetaria

Occorre promuovere un’apertura della mente che accolga il nuovo, il cambiamento, la diversità, l’anormalità. La scuola e la società hanno bisogno di una concezione pedagogica della “comprensione planetaria” per contrastare le manifestazioni di razzismo, intolleranza e incomprensione.

La corsa all’energia da biomasse

La corsa all’energia da biomasse

La notizia della possibile costruzione di una grande centrale elettrica a tre km da San Ferdinando di Puglia sta giustamente preoccupando la popolazione del nostro paese. Su iniziativa di quattro associazioni è stato prodotto un documento di condanna.

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