La villa comunale è abbandonata nonostante le promesse del sindaco

San Ferdinando di Puglia: stato di abbandono totale dell’area verde, i mugugni della comunità. Era tra le priorità contenute nel programma della giunta. …

Parco comunale di San Ferdinando di Puglia

Articolo sulla Gazzetta del Mezzogiorno

Parco comunale di San Ferdinando di Puglia

Gaetano Samele

Continua lo stato di indifferenza e incuria della villa comunale di San Ferdinando di Puglia, intitolata a Giuseppe Di Vittorio. L’attuale amministrazione di centrodestra, sin dalla campagna elettorale, aveva assunto preciso impegno di restituire alla città il parco cittadino che, realizzato dal centrosinistra, era stata, poi, abbandonato, per oltre un decennio, al proprio destino.

Dopo aver stigmatizzato, aspramente, l’atteggiamento delle precedenti giunte, ci si attendeva dagli attuali amministratori iniziative tempestive e concrete. Alle parole, però, non sono seguiti i fatti. Qualcosa sembrava essersi sbloccato nel mese di novembre del 2009, allorché la giunta amministrativa aveva approvato una delibera che prevedeva “lo smontaggio della recinzione” del parco, affidato ad una ditta privata (Me.Co. s.r.l.) che avrebbe realizzato i lavori con il ricavato della vendita del metallo della recinzione mentre il Comune avrebbe impegnato altri 10mila euro per il potenziamento dell’illuminazione e l’installazione di due telecamere per la sorveglianza.

Articolo sulla Gazzetta del Mezzogiorno

Seguirono polemiche, ma fu giudicato positivo che si iniziasse ad affrontare la questione. E invece, sembra che anche questo progetto sia destinato a rimanere solo sulla carta. Nel mese di agosto, la villa ha aperto i cancelli, ma lo spettacolo che si è presentato agli occhi dei visitatori è stato indecoroso. La struttura è pervasa di erbacce, compreso il campo di bocce, inutilizzabile; di sera poi, il parco “Di Vittorio” è quasi completamente al buio, nonostante la presenza di 18 lampioni che risultano per la maggior parte spenti; parco giochi e altalene arrugginite e pericolose, come hanno dimostrato alcuni episodi registratisi alcuni anni fa.

«Naturalmente – denuncia Matteo Della Torre, componente del locale movimento di cittadinanza attiva – non appena saranno partiti gli ultimi emigrati e vacanzieri, la struttura tornerà ad essere chiusa al pubblico, ma forse, viste le vergognose condizioni in cui versa, sarebbe stato meglio tenerla chiuso». Insomma grandi proclami e pochi fatti. «Ormai – prosegue Della Torre – dopo tre anni di promesse mancate, i cittadini non credono più alle dichiarazioni d’intenti e ai buoni propositi dell’amministrazione comunale che non è stata in grado, su un problema di normale amministrazione, ma di grande civiltà, di differenziare i propri comportamenti dalla politica del passato, anzi».

Gaetano Samele

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

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