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“Ma se siamo passati dall’empatia nei legami familiari all’empatia nei gruppi religiosi fino all’empatia basata sull’identificazione nazionale, è così difficile immaginare che le nuove tecnologie ci permettano di estendere la nostra empatia al genere umano allargato all’intera biosfera? E per quale ragione dovremmo fermarci qui, all’identità nazionale e all’empatia basata sui valori ideologici o teologici o legati alla parentela? Abbiamo la tecnologia che ci permette di estendere il sistema nervoso centrale e di pensarci visceralmente come una famiglia, non soltanto razionalmente. Dobbiamo allargare il nostro senso di identità. Estendiamo la nostra identità in modo da pensare l’intero genere umano come nostro compagno di viaggio. E le altre creature nel pianeta come parte della nostra famiglia evolutiva e la biosfera come la nostra comunità. Dobbiamo ripensare la narrativa umana”. (Jeremy Rifkin)

“Stiamo assistendo ad un fenomeno nuovo, sta emergendo un nuovo tipo di coscienzaa livello planetario, una nuova logica, quella della complessità, una nuova cosmologia. L’essere umano si percepisce come figlio e figlia di questa terra.

Camminiamo verso l’irruzione di una nuova coscienza collettiva, una noosfera, come in antecedenza erano sorte l’atmosfera, la biosfera, l’antroposfera. Siamo forse all’antivigilia dell’irruzione di un fenomeno nuovo nel processo della cosmogenesi.

La coscienza sempre più planetaria, la percezione di essere corresponsabili di ciò che accade alla natura e all’umanità consentirebbero la realizzazione, nell’ipotesi di Teilhard de Chardin, della noosfera (la sfera della mente unificata). Saremmo all’antivigilia dell’implosione di qualcosa di inaudito nella storia del pianeta.

L’evoluzione non è lineare. Procede a salti. I processi storici sono in accelerazione. Tra il 15.000 e l’8.000 a. C., nel neolitico, avvenne la rivoluzione agraria e tutte le culture accolsero quella rivoluzione. 30 secoli dopo ci fu l’implosione di un’altra rivoluzione, quella industriale, tra il 1750 e il 1850. Molto più rapidamente, un secolo dopo, si è avuta la rivoluzione nucleare. Dieci anni dopo c’è stata la rivoluzione dell’informazione.

Alcuni aspettano, in tempi brevi, l’onda zero, quando dovrebbe emergere la noosfera (la nuova era planetaria). Tutto ciò che ogni persona fa o tralascia di fare concorre o si oppone alla creazione di questa nuova fase dell’umanità.

Il fenomeno della nuova civiltà che emerge rappresenta una sfida per tutte le religioni, in particolare per il cristianesimo”. (Leonardo Boff)

“Esistono parole che non corrispondono a niente. Per esempio, io sono indiano. Ora, supponiamo che sia prigioniero di guerra in Pakistan, e i pakistani mi dicano: «Bene, oggi  ti porteremo alla frontiera, per farti dare un’occhiata al tuo paese». 

Così, mi portano alla frontiera, io guardo al di là del confine e penso: «Oh, il mio paese, il mio magnifico paese. Vedo dei villaggi, degli alberi, delle colline. Questo è il mio paese natale!». 

Dopo un pò una delle guardie mi dice: «Scusa, abbiamo fatto un errore. Dobbiamo spostarci di altre dieci miglia». A cosa stavo reagendo io? A niente. Mi concentravo su una sola parola: India. Ma gli alberi non sono l’India: gli alberi sono alberi.

In effetti non esistono confini né frontiere: sono stati posti in essere dalla mente umana, per lo più da politici avidi e stupidi. Il mio paese, una volta, era uno solo. Adesso sono diventati quattro. Se non stiamo attenti potrebbero diventare sei.

Allora avremmo sei bandiere, sei eserciti. Per questo non mi vedrete mai fare il saluto a una bandiera. Io aborrisco tutte le bandiere nazionali perché sono idoli. A cosa facciamo il saluto? Io saluto l’umanità, non una bandiera circondata da un esercito. Le bandiere sono nella testa della gente”. (Anthony De Mello)

L’uomo planetario è l’uomo postcristiano, nel senso che non si adattano a lui determinazioni che lo separino dalla comune degli uomini. La qualifica di cristiano mi pesa. Mi dà soddisfazione sapere che i primi credenti in Cristo la ignoravano.

Il termine fu inventato ad Antiochia, nel 43, dai burocrati e dai militari romani che, per ragioni di ordine pubblico, avevano bisogno di identificare in qualche modo certe comunità poco conformi alle regole della società. Dunque, un’invenzione del potere, che distingue per meglio dominare. […]

“Non solo che un uomo”: ecco un’espressione neotestamentaria in cui la mia fede meglio si esprime. E’ vicino il giorno in cui si comprenderà che Gesù di Nazareth non intese aggiungere una nuova religione a quelle esistenti, ma, al contrario, volle abbattere tutte le barriere che impediscono all’uomo di essere fratello all’uomo e specialmente all’uomo più diverso, più disprezzato.

Egli disse: quando sarò sollevato da terra attirerò tutti a me. Non prima, dunque, ma proprio nel momento in cui, sollevato sulla croce, entrò nell’angoscia ed emise il suo spirito, sfogliato di tutte le determinazioni. Non era più, allora, né di razza semitica, né ebreo, né figlio di David. Era universale, come universale la qualità che in quel annullarsi divampò: l’amore per gli altri fino all’annientamento di sé. E’ in questo annientamento per amore la definizione di Gesù, uomo planetario.  […] La sua universalità va riposta qui, in questo suo libero insediarsi, per amore degli uomini, nel cuore della totale negatività.

Tra me e lui ci sono sette pareti d’ideologia, perché io ho imparato il suo nome con la spada in mano, come voleva la pedagogia dell’intransigenza. Le sette pareti stanno cadendo una dopo l’altra, e dopo ogni caduta mi sembra di capire meglio che significhi la sua sequela. […]

Quando sento ripetere il messaggio che Gesù è universale perché egli è il Logos nel quale, dal quale e per il quale tutte le cose sono state create, una specie di immenso sbadiglio mi sale dal profondo, come dinanzi a una verità resa vacua dall’abuso. Ma quando rifletto in silenzio sui gesti concreti con cui egli, mettendosi contro gli uomini della religione del potere, andò incontro i poveri, ai miti, agli afflitti, ai perseguitati, è come se scorgessi nel buio un sentiero di luce. […]

E’ questa la mia professione di fede, sotto le forme della speranza. Chi ancora si professa ateo, o marxista, o laico e ha bisogno di un cristiano per completare la serie delle rappresentanze sul proscenio della cultura non mi cerchi. Io non sono che un uomo”.  (Ernesto Balducci)

“L’umanità ha raggiunto la soglia di un salto evolutivo, un passaggio dalla fase fisica dell’evoluzione della specie a quella psichica, dalla competizione alla collaborazione, dall’ego individuale a quello collettivo. Vincendo la disperazione e l’apatia, e assumendoci in prima persona la responsabilità delle sorti del pianeta, ci libereremo del narcisismo e dell’alienazione diventando attivisti planetari, espressioni ispirate della mente di Gaia. E non ci volteremo mai più indietro”. (Daniel Pinchbeck)

”L’intellettuale coevo all’Homo erectus avrebbe detto che era già molto se l’uomo camminava su due anziché su quattro arti. E quello coevo all’Homo habilis avrebbe riso se qualcuno avesse previsto l’Homo sapiens intento a scrivere libri!

Noi siamo quello che siamo in virtù di mutazioni ciascuna delle quali non era, prima di attuarsi, se non una labile e poco credibile possibilità. Conosce veramente l’uomo chi crede ancora nelle sue possibilità ancora inedite. Il tratto essenziale del nuovo umanesimo è la fede nell’uomo e precisamente la fede nella possibilità della specie umana di abbandonare l’età delle guerre”. (Ernesto Balducci)

“Bisogna forzare l’aurora a nascere, crediamoci. Forziamo l’aurora. E’ l’unica violenza che ci è consentita”. (Don Tonino Bello)

“Che direste se cominciassimo a praticare il mai proclamato diritto di sognare? Che direste se delirassimo per un istante? Puntiamo lo sguardo oltre l’infamia, per indovinare un altro mondo possibile: l’aria sarà pulita da tutto il veleno che non venga dalle paure umane e dalle umane passioni; nelle strade, le automobili saranno schiacciate dai canila gente non sarà guidata dalla automobilenon sarà programmata dai calcolatoriné sarà comprata dal supermercato, né osservata dalla televisione; latelevisione cesserà d’essere il membro più importante della famiglia e sarà trattato come una lavatrice o un ferro da stiro; la gente lavorerà per vivere, invece di vivere per lavorare; ai codici penali si aggiungerà il delitto di stupiditàche commettono coloro che vivono per avere e guadagnare, invece di vivere unicamente per vivere, come il passero che canta senza saper di cantare e come il bimbo che gioca senza saper di giocare; in nessun paese verranno arrestati i ragazzi che rifiutano di compiere il servizio militare; gli economisti non paragoneranno il livello di vita a quello di consumo,nè paragoneranno la qualità della vita alla quantità delle cose; i cuochi non crederanno che alle aragoste piaccia essere cucinate vive; gli storici non crederanno che ai paesi piaccia essere invasii politici non crederanno che ai poveri piaccia mangiare promesse; la solennità non sarà più una virtù, e nessuno prenderà sul serio chiunque non sia capace di prendersi in giro; la morte e il denaro perderanno i loro magici poteri, e né per fortuna né per sfortuna, la canaglia si trasformerà in virtuoso cavaliere; nessuno sarà considerato eroe o tonto perché fa quel che crede giusto invece di fare ciò che più gli convieneil mondo non sarà più in guerra contro i poveri, ma contro la povertà, e l’industria militare sarà costretta a dichiararsi in fallimento; il cibo non sarà una mercanzia, né sarà la comunicazione un’affare, perché cibo e comunicazione sono diritti umani; nessuno morirà di fame, perché nessuno morirà d’indigestione; i bambini di strada non saranno trattati come spazzatura, perché non ci saranno bambini di strada; i bambini ricchi non saranno trattati come fossero denaro, perché non ci saranno bambini ricchi; l’educazione non sarà il privilegio di chi può pagarla; la polizia non sarà la maledizione di chi non può comprarla; la giustizia e la libertà, gemelli siamesi condannati alla separazione, torneranno a congiungersi, ben aderenti, schiena contro schiena; una donna nera, sarà presidente del Brasile e un’altra donna nera, sarà presidente degli Stati Uniti d’America; una donna india governerà il Guatemala e un’altra il Perù; in Argentina, le pazze di Plaza de Mayo saranno un esempio di salute mentale, poiché rifiutarono di dimenticare nei tempi dell’amnesia obbligatoria; saranno riforestati i deserti del mondo e i deserti dell’anima; i disperati diverranno speranzosi e i perduti saranno incontrati, poiché costoro sono quelli che si disperarono per il tanto sperare e si persero per il tanto cercare; saremo compatrioti e contemporanei di tutti coloro che possiedono desiderio di giustizia e desiderio di bellezza, non importa dove siano nati o quando abbiano vissutogiacché le frontiere del mondo e del tempo non conteranno più nulla”. (Eduardo Galeano)

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