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I bambini di Aleppo non piangono più

Una donna in chador nero gli si avvicina, lo accarezza: “stai bene, Ayah, amore mio?”. La voce è lamentosa, piena di strazio. Il bimbetto la guarda senza quasi emozione. Si vede che è intimidito e impaurito. Ma non parla. E non piange. Muove le manine, si torce le dita ma non dice niente e non esprime più niente.

Israele, un ristorante fa lo sconto (del 50%) ad arabi ed ebrei che mangiano allo stesso tavolo

Israele, un ristorante fa lo sconto (del 50%) ad arabi ed ebrei che mangiano allo stesso tavolo

Kobi Tzafrir, il proprietario dell’Hummus Bar di Kfar Vitkin (una città lungo la costa, a nord di Tel Aviv) offre un notevole sconto se ebrei ed arabi pranzano allo stesso tavolo. Da noi non ci sono arabi, e nemmeno ebrei. Da noi ci sono solo persone e un hummus arabo (pasta di ceci), originale ed eccellente», si legge sul profilo Facebook del locale.

In bicicletta sulla strada per la libertà verso il Nobel per la Pace

In bicicletta sulla strada per la libertà verso il Nobel per la Pace

Pedalate ragazze, pedalate fino a schiantare le vostre biciclette e bruciarvi i quadricipiti. Se vi sembra troppo dura, se pensate di non avere abbastanza forze ricordatevi che state pedalando per tutte le altre donne, per tutte le minoranze, per tutti i bambini che nasceranno in un mondo migliore grazie alla vostra fatica.

Il manuale clandestino sulla gestione della ferocia. Ecco perché gli estremisti colpiscono l’Occidente

Il manuale clandestino sulla gestione della ferocia. Ecco perché gli estremisti colpiscono l’Occidente

Dalle Crociate alla spartizione coloniale sono tante le ragioni dell’ostilità di Daesh verso il Vecchio Continente. L’ultima in ordine di tempo i raid contro il Califfato. In un libro dello stratega islamista Abu Bakr al-Naji le regole per destabilizzare attraverso il terrore. “Mirare all’economia”, “polarizzare”, “scatenare il caos”. Un piano già applicato con efficienza spietata in Siria e Iraq.

I palestinesi proteggono una poliziotta israeliana dal lancio di pietre dei coloni: la foto simbolo di una pace possibile

I palestinesi proteggono una poliziotta israeliana dal lancio di pietre dei coloni: la foto simbolo di una pace possibile

L’agente, che stava subendo una pioggia di sassi lanciati dai coloni, è stata protetta da due uomini palestinesi, uno dei quali è Zakaria Sadah, un collaboratore del gruppo Rabbis for Human Rights (RHR), un’associazione umanitaria israeliana.

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