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LA FINE DELLA MOBILITA’ AUTOMOBILISTICA?

LA FINE DELLA MOBILITA’ AUTOMOBILISTICA?

Se gli occidentali modaioli vanno sempre più in bici, camminano a piedi e usano i treni, forse i ricchi asiatici faranno lo stesso, e forse i loro governi cominceranno a dubitare che le auto siano la soluzione del futuro. È difficile immaginare un mondo in cui guidare automobili sia passato di moda. Ma è inevitabile che un giorno questo accadrà e forse quel giorno non è troppo lontano.

Polveri sottili e tumori in costiera

Polveri sottili e tumori in costiera

I tumori sono in aumento insieme ai parcheggi e alle auto che intasano le notre strade da Castellammare fino a Sorrento. Un serpentone chilometrico di veicoli, polveri sottili che rimangono «imprigionate» in una bolla di umidità e gas velenosi che si propagano dal costone tufaceo. Elementi micidiali per la salute dell’uomo. E, in particolare, dei cittadini della costiera sorrentina, un suggestivo fazzoletto di terra dove sono concentrati traffico, smog, umidità e tufo.

IO, ECONOMISTA FINALMENTE VI RACCONTO LA MIA VITA A IMPATTO ZERO

IO, ECONOMISTA FINALMENTE VI RACCONTO LA MIA VITA A IMPATTO ZERO

Da molto tempo ormai non uso più l’automobile, mi muovo soltanto in bicicletta. Quando vengo in Italia, cosa che mi capita spesso, non prendo mai l’aereo, solo il treno. Anche se sono stato a lungo un amante della carne, ora ne mangio pochissima, mi diverto a scoprire altri sapori, perché gli allevamenti intensivi di bestiame sono tra le prime cause dell’inquinamento atmosferico. Un chilo di carne equivale a sei litri di petrolio.

Dall’Olanda la rivoluzione della bicicletta (video)

Guardando questo video “made in Olanda” chi, come me, ama la bicicletta come mezzo di trasporto ecologico, economico e nonviolento, istintivamente è spinto a desiderare di cambiare paese invece di cambiare il paese. Un ciclosogno di breve durata perché subito dopo la dura realtà in cui vivi interrompe bruscamente l’immagine ardita di una città diversa per riconsegnarti, solo in bicicletta, nel fetido caos del traffico urbano.

Parcheggio bici in Giappone

Ecco la via giapponese al problema del parcheggio delle bici in città. Chi lo desidera può acquistare un abbonamento per 3 o 6 mesi. Sulla bici viene applicato un sistema a radiofrequenza che identifica il proprietario che, successivamente, può richiamare la sua bici tramite una carta magnetica. Il tutto in circa 30 secondi.

Il bike sharing in Italia (Report 2010)

Il bike sharing in Italia (Report 2010)

Un interessante report sul bike sharing in Italia: molte cose sembrano essersi mosse negli ultimi anni e molto resta ancora da fare per raggiungere una qualità di servizio paragonabile a quella di altri paesi europei. Le difficoltà che incontrano i servizi di biciclette pubbliche in Italia sono conseguenti anche alle particolari caratteristiche demografiche del nostro paese, oltre che alla mancanza di scelte politiche coerenti.

ECOBICI a Città del Messico

Si chiama Proyecto EcoBici ed è il bikesharing più importante dell’America Latina. E’ stato inaugurato il mese scorso a Città del Messico che già da tempo stava dando qualche buon segnale. La dotazione di 84 “cicloestaciones” e di 1.114 biciclette è di tutto rispetto. Un altro tassello della mobilità ciclistica che si aggiunge al programma MUÉVETE EN BICI voluto e sostenuto da Bicitekas l’associazione di ciclisti urbani della capitale messicana.

Sindaci, sottoscrivete anche voi la Carta di Bruxelles

Sindaci, sottoscrivete anche voi la Carta di Bruxelles

15 maggio 2009, in occasione della giornata di chiusura della Conferenza internazionale “Velo-City”, tenutasi a Bruxelles all’interno del Parlamento Europeo, 27 Comuni d’Europa hanno firmato la Carta di Bruxelles. I comuni si sono impegnati ad assumere direttamente iniziative locali finalizzate a far aumentare al 15% il “modal share” (ripartizione modale) della bicicletta e a ridurre del 50%, entro lo stesso termine, gli incidenti mortali che colpiscono i ciclisti migliorando la sicurezza delle strade

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