Home»Articoli»LA CRISI CLIMATICA E LA CECITÀ DEGLI AMMINISTRATORI DI SAN FERDINANDO DI PUGLIA

Matteo Della Torre

Dopo aver messo in ginocchio gli agricoltori in California, la crisi climatica, nei prossimi anni, colpirà inesorabilmente anche gli agricoltori sanferdinandesi. È solo una questione di tempo. Non è in discussione il “se”, ma solo il “quando”. 

In tutto questo, gli attuali amministratori di una città a prevalente economia agricola hanno dimostrato, in Consiglio Comunale, di ignorare le prove scientifiche sul riscaldamento climatico, sottovalutando la reale portata e gravità di una catastrofe imminente. 

E anziché proclamare l’emergenza climatica a livello locale — il primo gradino per costruire la città resiliente del futuro — in questi lunghi anni hanno inaugurato campi, campetti, palestre, panchine e biblioteche (senza libri). 

Nei prossimi anni, con l’agricoltura locale sotto la morsa del caldo e della siccità, in un contesto urbano tormentato da continui blackout, potenzialmente mortali per la popolazione anziana, i cittadini saranno attrezzatissimi per fare sport… con 50 gradi all’ombra o per sedersi su una panchina artistica e trasformarsi in kebab umani!

A questo punto, alcune domande dovrebbero sorgere spontanee: i nostri amministratori hanno appreso la notizia dell’ondata di caldo mortale a Vancouver (Canada), dove per tre giorni, a luglio 2021, si è registrata una temperatura record di 49,6°C, che ha provocato la morte di 230 persone? Hanno appreso dai media del record europeo di temperatura (48,8°C) stabilito a Siracusa l’11 agosto 2021?

In caso positivo, queste notizie allarmanti hanno suscitato in loro qualche moto interiore e sagge determinazioni per cercare di trasformare la crisi climatica in opportunità per la comunità locale ed evitare, in futuro, le conseguenze più drammatiche delle ondate di calore sulla cittadinanza? 

Per il politico c’è forse uno scopo più nobile che lavorare per rendere i cittadini meno egoisti e proteggere il popolo?

Per rispondere a queste domande, con certezza quasi matematica, ci vengono in aiuto i social, e nella fattispecie Facebook, dove ormai è consuetudine diffusa pubblicare foto di ogni evento personale (pubblico o privato) o scrivere ogni pensiero vagante. Ancora peggio, è quando un sindaco utilizza il profilo Facebook personale come se fosse l’organo di informazione ufficiale del Comune.

Credo che non tutti sappiano che i social network siano impietosi nel mettere a nudo il pensiero di una persona. Oggi, ho fatto una ricerca tematica per parole chiave sul profilo Facebook del Sindaco di San Ferdinando di Puglia. 

Ho cercato le parole “crisi climatica”, “riscaldamento climatico”, “effetto serra”, “ondate di calore”, “desertificazione”, per non parlare delle varianti inglesi come, ad esempio, “global warming”. La ricerca ha ottenuto, per tutte queste parole chiave, ZERO risultati. Ciò significa che il Sindaco non ha mai scritto, anche una sola volta, una di queste parole, da quando ha creato il suo profilo Facebook.

Ho avuto un trasalimento, e un moto (irragionevole) di speranza, quando la ricerca di “emergenza climatica” ha generato un risultato (foto 8). Sono entrato nel post (del 14 giugno 2019), ma era solo il commento di un cittadino.

Questo semplice esperimento dà la misura geometrica dell’esatta altezza, lunghezza e profondità della cecità dei nostri amministratori, che si ostinano a non vedere il disastro della crisi climatica che sta già bussando alle nostre porte.

#SanFerdinandodiPuglia #Sindaco #CrisiClimatica #RiscaldamentoClimatico

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