Home»Articoli»Editoriale»G23 TERZA ONDATA: CHE LA VARIANTE INGLESE SIA IN NOI

Matteo Della Torre

Il 23 febbraio 2021, sul Gruppo Facebook San Ferdinando di Puglia Open Gov, è stato postato un video dell’Istituto Comprensivo Papa Giovanni XXIII che ha attirato subito la mia attenzione per una plurima quanto spudorata violazione del Dpcm del 14 gennaio 2021 sulle “Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale”. 

Il testo del Decreto Legge è chiaro: “L’attività didattica ed educativa […] continua a svolgersi in presenza, CON USO OBBLIGATORIO DI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE”. 

Una nota esplicativa del Ministero dell’Istruzione chiarisce la norma, semmai ce ne fosse ancora bisogno: “La mascherina dovrà essere indossata sempre. Da chiunque sia presente a scuola, durante la permanenza nei locali scolastici e nelle pertinenze, anche quando gli alunni sono seduti al banco e indipendentemente dalle condizioni di distanza (1 metro tra le rime buccali) previste dai precedenti protocolli”.

Nel video in questione compaiono due alunni intenti a leggere le notizie locali, seduti al banco, a distanza di sicurezza, ma privi di mascherina. E non è la prima volta che accade. In un video precedente, altri due alunni hanno presentato il G23, anch’essi senza mascherina.

I docenti dell’Istituto Comprensivo Giovanni XXIII hanno ignorato l’obbligo di legge e le disposizioni del Ministero. 

Come se non bastasse, nello stesso video un’alunna ha intervistato il Sindaco di San Ferdinando di Puglia nel suo ufficio. L’intera intervista si è svolta con entrambi gli interlocutori, Sindaco e alunna, privi di mascherina.

Anche in questo caso la violazione della normativa è stata eclatante. Il testo del Dpcm del 14 gennaio 2021, ancora in vigore, anche in questo caso è chiarissimo: “Ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19, È FATTO OBBLIGO sull’intero territorio nazionale DI AVERE SEMPRE CON SÉ I DISPOSITIVI DI PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE, NONCHÉ OBBLIGO DI INDOSSARLI NEI LUOGHI AL CHIUSO DIVERSI DALLE ABITAZIONI PRIVATE”.

In teoria, la scuola e le istituzioni politiche dovrebbero dare il buon esempio ai piccoli cittadini, come anche ai più grandi. Nella pratica, entrambe franano rovinosamente legittimando con il loro comportamento biasimevole quanto illegale le illegalità commesse ogni giorno dai cittadini.

Il video in questione sembra essere sospeso in un limbo atemporale. Può essere scambiato per un video degli anni ’90 o per uno del 2015. Non c’è alcun segno della presenza di una pandemia mortale, che fino ad oggi nel mondo ha mietuto 2 milioni e mezzo di vittime. Siamo all’inizio delle terza ondata di contagi, aggravata dalla presenza della variante inglese, che risulta essere il 37% più contagiosa della precedente, ma nel G23 il tempo sembra essersi fermato all’era pre-pandemia.

Il video evoca un’unica parola che lo compendia perfettamente: INCONSAPEVOLEZZA.

INCONSAPEVOLEZZA della reale pericolosità degli aerosol, dimostrata dalla scienza già da molti mesi. Il video porta a credere che i docenti e gli intervistati siano ancora fermi al dropplet, cioè alla saliva che viene emessa quando si parla, si canta, si urla o si starnutisce. Quindi, per loro, si è in sicurezza limitandosi a mantenere la distanza tra le persone di più di un metro. Per la scienza niente di più falso.

INCONSAPEVOLEZZA del ruolo educativo che ricade sui docenti e sulle istituzioni.

INCONSAPEVOLEZZA di quanto sia importante il rispetto di una legge che ha come fine ultimo la salvaguardia della salute dei cittadini e la riduzione dei decessi legati alla pandemia.

In un frangente così drammatico della storia mondiale basterebbe anche solo guardare un telegiornale al giorno per comprendere che tutti i politici e gli esperti intervistati utilizzano invariabilmente la mascherina. Ora la indossa sempre persino Salvini, senza eccezioni. A San Ferdinando di Puglia, invece, si stenta ancora.

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