Home»Foto»C’ERA UNA VOLTA LA TELECAMERA DI SORVEGLIANZA

Matteo Della Torre

Delle due una. O se l’è “arrubbata” la Banda Bassotti o l’ha rimossa l’Amministrazione comunale. Stiamo parlando della telecamera di sorveglianza installata per vigilare sull’abbandono dei rifiuti lungo la complanare della Statale 16. Nella pratica, quella telecamera è stata utile alla repressione degli incivili seriali come la presidenza Trump lo è stata per la lotta alla crisi climatica. Luridi figuri hanno imperversato per mesi sotto l’occhio “distratto” della telecamera scaricando quintali di rifiuti.

Segue d’obbligo una domanda retorica ai nostri amministratori. In virtù di quella telecamera, pagata a caro prezzo con i soldi dei contribuenti, è stata elevata almeno una contravvenzione, anche solo una, a titolo d’esempio per le moltitudini? In merito, una solida certezza c’é: grazie a quella telecamera nessun lurido figuro è stato svergognato sui social, come invece è accaduto in altri comuni ad opera di sindaci di ben altra caratura.

Eppure, a San Ferdinando di Puglia, gli amministratori non hanno lesinato roboanti dichiarazioni d’intenti: “Vita difficile per gli incivili”, “per gli incivili ore contate”, “ancora qualche giorno e balleremo la tarantella”. L’unica tarantella l’hanno ballata i ratti tra i cumuli dei rifiuti. 

Con un raffinato senso della strategia, invece di incastrare e svergognare sui social gli zozzoni che buttano ogni tipo di fetenzìa nelle periferie della città, se la sono presa, hanno multato e pubblicato su Facebook (aprile 2018) le foto degli unici tre cittadini che hanno cercato di compiere il proprio dovere e in pieno giorno, dopo aver trovato chiuso il Centro raccolta rifiuti sulla SP 15 per Trinitapoli, hanno adagiato un rifiuto ingombrante al lato del cancello del Centro. Certo, questi cittadini avrebbero dovuto conferire i rifiuti negli orari di apertura del Centro di raccolta. Ma gli orari di apertura sul cancello, al tempo dei fatti, non c’erano e non erano pubblicati neanche sul sito del Comune. Non era possibile concepire un modo peggiore di aprire le danze delle multe e delle foto pubblicate sui social, che ritraggono gli incivili dei rifiuti.

Sono un sostenitore dell’efficacia dissuasiva delle telecamere e fototrappole per la prevenzione degli atti di inciviltà, ma non sono ingenuo. 

La videosorveglianza non una panacea che risolve miracolosamente il problema dei rifiuti abbandonati nelle periferie e dei roghi tossici che ne conseguono. Le forze dell’ordine e le Guardie ambientali (??) devono fare la loro parte. Stiamo aspettando.

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