Home»Foto»INDIETRO TUTTA PRESENTA: RITORNO AL PASSATO

ossia la pena di morte delle ultime strade pedonali del centro

Matteo Della Torre

Da due anni, sugli schermi dei sanferdinandesi – come in un girone dantesco – va in onda sempre lo stesso frusto film: RITORNO AL PASSATO. Una brutta parodia del blockbuster di Robert Zemeckis. 

Che con Indietro tutta a San Ferdinando di Puglia stagni un’aria vecchia e putrida non è una novità. Da due anni, la città affonda fino al collo nella palude maleodorante del passatismo. La più recente declinazione di questo elemento costante si è avuta con l’annuncio ufficiale della riapertura al traffico automobilistico delle ultime strade pedonali del centro storico: via Cialdini e via XXIV Maggio.

Sulle note di “non è più come una volta”, la ruspa di Indietro tutta distruggerà a carissimo prezzo (100 mila euro) una conquista ecologica e di civiltà costruita a caro prezzo soltanto quattro anni fa. 

Distruggere, in nome del passato, ciò che altri hanno costruito guardando all’ecologia e al futuro della città è davvero un modo poco accorto di adoperare i soldi pubblici. 

Se in Italia si rischia un aumento dell’IVA al 25%, è anche perché gli Enti locali spesso sperperano risorse dello Stato in opere pubbliche capricciose.

Quelli di Indietro tutta stanno assommando grossolani errori di valutazione e di priorità politica in una quantità divenuta imbarazzante. Questo accade perché essi dimostrano di avere uno spazio di consapevolezza minimo, distorto o assente. I nostri esimi amministratori non riescono a guardare oltre il proprio naso e si ostinano a vivere come in una bolla, nell’illusione di essere al riparo dalle conseguenze disastrose causate dagli squilibri della termodinamica planetaria.

Siamo ad un passo dal collasso ecologico, in tutto il mondo infuriano i sintomi evidenti dell’infiammazione climatica, ma Indietro tutta opera sui cittadini tontolóni un’irresponsabile decontestualizzazione e mistificazione della realtà.

In tutto il mondo le municipalità più avvedute, per rendere le loro città resilienti, chiudono i centri storici alle automobili e promuovono la ciclabilità urbana. Da noi, Indietro tutta procede ostinatamente, e contro ogni evidenza, in direzione contraria. Anziché progettare il futuro, essi ripercorrono le orme del passato.

La gravissima contingenza storica che stiamo vivendo necessiterebbe di ben altri politici, portatori di ben altra politica. Non abbiamo nessuno che indichi ai cittadini un’uscita d’emergenza dalla stagnazione e dalla crisi ecologica.

Il cittadino consapevole e attento, che voglia ridere amaramente, può leggere il testo della delibera di Giunta relativa alla riapertura al traffico automobilistico di via Cialdini e via XXIV Maggio: “ […] gli interventi di riapertura delle strade adiacenti Piazza della Costituzione, attraverso il rifacimento della pavimentazione, che ne consenta l’uso anche veicolare attraverso la previsione di mobilità dolce…” (n. 9 – 08/02/2019). 

Chi, in questi ultimi tre anni, ha avversato, distrutto e mandato in malora le piste ciclabili di San Ferdinando di Puglia dovrebbe vergognarsi nel fare riferimento alla “mobilità dolce”. Oppure, dobbiamo presumere che l’estensore del testo non sappia di cosa sta scrivendo. In entrambi i casi c’è poco da stare allegri.

In tutto il mondo la mobilità dolce, o soft mobility, indica la mobilità urbana pedonale o ciclabile. Una mobilità ad impatto zero dei cittadini che scelgono di muoversi con le proprie gambe o pedalando in bicicletta. Indietro tutta, forse, crede che la mobilità dolce sia quella delle automobili spernacchianti che si muovono a passo d’uomo per le vie del centro, per trasportare le nobili terga dei cittadini rammolliti di fronte al negozio o a pochi metri dalla panchina di Piazza della Costituzione. Non parliamo, allora, di mobilità dolce, ma di “mobilità molle”, che così tanti danni produce all’ambiente, alla salute pubblica, alle casse dello Stato e alla qualità della vita.

Mobilità molle e automobili ad energia fossile dappertutto. È questa la ricetta dietrofront di Indietro tutta. Questo è l’eterno passato nel quale si vuole fare affondare la nostra città.

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