Home»Diritti umani»Corridoi umanitari subito per i disperati della globalizzazione

Matteo Della Torre

Per dare asilo a quanti fuggono da calamità naturali, dittature e guerre civili una soluzione praticabile, nel breve/medio periodo, sarebbe quella di aprire subito dei corridoi umanitari con la supervisione dell’Alto Commissariato Onu per i rifugiati. Il modello è il Canada, che ogni anno accoglie 30 mila richiedenti asilo.

Negli ultimi centocinquant’anni, durante l’epoca coloniale, i Paesi occidentali sono riusciti a creare un sistema predatorio con giganteschi corridoi commerciali per l’importazione di merci e materie prime dal Sud al Nord del mondo. 

Da sessant’anni il neocolonialismo finanziario è riuscito a imporre uno sfruttamento senza precedenti in Africa, Asia e America Latina. Queste due forme di colonialismo economico negli anni hanno prodotto e alimentato un crescente benessere materiale delle nazioni ricche. 

Se tutto questo sistema complesso di dominio e oppressione è stato voluto e concretizzato al fine di arricchire i predatori del mondo, allora si potranno anche istituire dei corridoi umanitari per i tanti disperati della globalizzazione, che gli stessi privilegiati dell’Occidente hanno creato. 

Nel medio/lungo periodo, i Paesi occidentali hanno la responsabilità di varare un piano Marshall per fermare il riscaldamento globale catastrofico e aiutare i Paesi poveri con forti sussidi economici, per permettere loro di finanziare le alternative verdi all’energia fossile. 

Se non interverremo rapidamente per arrestare il riscaldamento climatico, nel prossimo futuro in Europa si assisterà a giganteschi e inarrestabili esodi di milioni di disperati, vittime dei cambiamenti climatici, che dai Paesi poveri si riverseranno in massa nel Nord del mondo, come profughi ambientali, nel disperato tentativo di sfuggire alle devastanti ondate di calore e alla siccità, che renderanno il clima dei loro paesi d’origine incompatibile con la pratica dell’agricoltura e con la vita stessa. 

Se i conservatori italiani hanno l’errata percezione – di fatto smentita dalle statistiche reali degli sbarchi – che in Europa sia in corso un’invasione di migranti, e questa errata percezione è per loro fonte di preoccupazione, molti tra questi ignorano cosa ci riserverà il futuro se il Governo di destra, che la pancia dell’Italia ha votato, non farà nulla per combattere i cambiamenti climatici.

Il tempo stringe. I climatologi dell’IPCC hanno solennemente affermato che l’umanità ha solo 12 anni per invertire la rotta dell’economia neoliberista a trazione fossile, che sta distruggendo il nostro pianeta. Procrastinare ancora è da irresponsabili. 

Quanti agitano lo spettro di invasioni e di nemici inesistenti e distolgono sistematicamente l’attenzione dei cittadini dalle sfide che i drammatici problemi planetari ci pongono davanti stanno attuando una pericolosa strategia suicida.

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