Home»Ecologia»COP24: ultima chiamata per la Terra. Riuniti a Katowice per salvare il clima del Pianeta
Cop24

Il mondo è “totalmente fuori rotta” nel suo progetto per scongiurare un cambiamento climatico catastrofico. Lo ha affermato il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, in occasione dell’apertura ufficiale del vertice COP24 in Polonia. Dopo una serie di preoccupanti rapporti ambientali che mostrano che, per scongiurare il riscaldamento globale il genere umano deve drasticamente ridurre le sue emissioni di gas a effetto serra, Guterres ha spiegato ai delegati che “non stiamo ancora facendo abbastanza né ci stiamo muovendo abbastanza veloci”. “Anche se assistiamo a devastanti impatti climatici che causano il caos in tutto il mondo, non stiamo ancora facendo abbastanza, né ci muoviamo abbastanza velocemente, per prevenire un’interruzione climatica irreversibile e catastrofica”, ha avvertito Guterres. A Katowice, in Polonia, la Conferenza delle Parti promossa dalle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (COP24). I rappresentanti di circa 200 Paesi, sotto la pressione dell’allarme lanciato dagli scienziati, hanno due settimane di negoziati per ridare nuova linfa all’accordo di Parigi sul clima.

L’allarme dei Paesi poveri

“Siamo i meno responsabili del cambiamento climatico ma anche i più vulnerabili alle sue conseguenze”: lo ha sottolineato Gebru Jember Endalew, presidente delle delegazioni dei Paesi meno sviluppati (Ldc), a Katowice per la conferenza delle Nazioni Unite Cop24. Secondo il diplomatico, di nazionalità etiopica, per le politiche di contrasto serviranno “miliardi e miliardi”. Un riferimento, questo, alla promessa dei Paesi ricchi di garantire allo scopo finanziamenti per i più poveri per cento miliardi di dollari l’anno entro il 2020. Di fondi si è parlato nella città polacca anche per un annuncio della Banca mondiale. L’istituto con sede a Washington ha fatto sapere che stanzierà 200 miliardi per il periodo compreso tra il 2021 e il 2025, una somma doppia rispetto a quella prevista per il quinquennio precedente. Nelle prossime due settimane a Katowice si discuterà di come applicare gli impegni, non vincolanti, assunti con l’Accordo di Parigi. Al di là del ritiro dal trattato già annunciato dagli Stati Uniti, preoccupano però resistenze su più fronti. Nella Dichiarazione di Slesia, documento finale della conferenza preparato dalla Polonia, in primo piano c’è la necessità di garantire un “avvenire decente” ai lavoratori del comparto del carbone “toccati dalla transizione” verso economie meno inquinananti.

Iss: solo 2 generazioni per salvare il pianeta

Due generazioni, ovvero 20 anni, per salvare il pianeta dai cambiamenti climatici e dagli effetti devastanti che questi avranno sulla salute dell’uomo e dei territori.

A lanciare l’allarme è il presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Walter Ricciardi: “E’ questo il tempo che ci rimane per mettere in atto misure concrete. Fra 20 anni potrebbe già essere troppo tardi. Già oggi le morti in Europa legate ai cambiamenti climatici sono migliaia l’anno, ma saranno milioni nel prossimo futuro se non si agisce subito”. “Si corre il serio rischio – ha spiegato Ricciardi, nel giorno in cui prende il via ufficiale in Polonia la Conferenza internazionale sul clima Cop24 – che i nostri nipoti non possano più stare all’aria aperta per gran parte dell’anno a causa dell’aumento delle temperature: il pericolo concreto è che le ondate di calore, che nel 2003 hanno fatto 70mila morti, possano passare da periodi limitati dell’anno a oltre 200 giorni l’anno in alcune parti del mondo”. Il fatto, ha avvertito, è che “i danni sulla salute dai cambiamenti climatici sono sono visibili all’istante ma sono devastanti; si tratta, in un certo senso, di un Olocausto a fuoco lento”. Già attualmente, rileva Ricciardi, “l’Organizzazione mondiale della sanità parla di 7 milioni di morti legate ai cambiamenti climatici ed in Italia ben il 12% dei ricoveri pediatrici in ospedale sono connessi all’inquinamento”.

Fonte: www.rainews.it

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