Home»Articoli»Editoriale»ORRORE A SAN FERDINANDO DI PUGLIA. DUE PITBULL KILLER DILANIANO E UCCIDONO UN UOMO NELL’INDIFFERENZA DELLA POLITICA
Pitbull

Matteo Della Torre

Era solo una questione di tempo. Purtroppo quello che era facilmente prevedibile è accaduto. Un nostro concittadino di 61 anni è stato brutalmente aggredito e dilaniato a morte da due pitbull killer lasciati senza alcun controllo nella più totale libertà. L’orrenda aggressione mortale è accaduta il 26 ottobre scorso in via San Cassano. “I cani erano liberi, lo hanno aggredito e non gli hanno lasciato scampo. Straziante la scena che si è presentata ai soccorritori del 118 e ai primi testimoni accorsi sul posto”. (Repubblica.it)

Una prima considerazione. La nostra città va in cronaca nazionale mai per notizie positive, ma solo per fatti di cronaca nera: uomini bestia che uccidono altri uomini, cani che uccidono uomini. Che desolazione!

Non so cosa sia passato per la mente dell’Assessore all’INSICUREZZA Giacomo De Michele e del Sindaco alla notizia che a San Ferdinando di Puglia un uomo sia stato travolto dalla furia assassina di due pitbull squilibrati e sia morto dopo cinque giorni di agonia tra atroci sofferenze, che farebbero impallidire i tormenti della più feroce crocifissione. Forse non hanno pensato niente di concreto, perché nell’alveo della più consolidata tradizione locale, i nostri politici non hanno detto, scritto o fatto alcunché. E cosa ancora più grave, non hanno preso provvedimenti. Ora, permettetemi un piccolo esempio di civiltà comparata.

Anni fa a Torrebelvicino, un paese di cinquemila abitanti in provincia di Vicenza, 16 telegrammi di condoglianze giunsero presso la casa di un noto imprenditore locale con 14 giorni di ritardo. Inaudito! Il Sindaco convocò d’urgenza un infuocato Consiglio comunale straordinario per sanare la situazione critica e impedire ulteriori disservizi. 

A San Ferdinando di Puglia un uomo viene sbranato da due cani killer e gli amministratori non solo non convocano un Consiglio comunale d’urgenza, per evitare che simili tragedie possano ripetersi in futuro, ma non scrivono neanche una parola né sul sito del Comune né sui loro profili Facebook.

Chi mi segue, sa bene che da anni conduco una personale battaglia contro i padroni irresponsabili di cani, di media e grossa taglia, lasciati liberi di vagare senza guinzaglio e senza controllo per le strade e per i parchi pubblici della città. 

Da almeno cinque anni segnalo, presso gli organi competenti (Carabinieri, Vigili Urbani, Amministrazione comunale) e sul gruppo Facebook “San Ferdinando di Puglia Open Gov”, casi di padroni inconsapevoli e irresponsabili che liberano nelle strade e nei parchi pubblici i loro cani per espletare, sui marciapiedi e nelle aiuole, lo scarico del contenuto fetido dei loro intestini, che ovviamente neanche raccolgono. E’ un assioma: il padrone di un cane lasciato senza guinzaglio e senza controllo non raccoglie mai e poi mai le deiezioni mostruose del suo killer potenziale a quattro zampe. Nella sua mente bacata passa il concetto che non si debba essere incivili solo a metà. Tutto o niente.

La tragedia che si è consumata il 26 ottobre è stata fabbricata letteralmente in anni di lassismo, mancati controlli e mancate sanzioni ai padroni di cani che beffeggiano sistematicamente l’ordinanza sindacale più ignorata e violata nella storia della città. È quella inerente le norme di civiltà per i padroni dei cani (Ordinanza sindacale n. 73 del 10/07/2013) che prevede sanzioni pecuniarie per quanti non conducono il proprio cane al guinzaglio e/o non raccolgono le deiezioni canine (multa di € 150 per chi porta il cane senza guinzaglio, € 150 per un cane lasciato libero e senza custodia, € 150 per assenza di paletta igienica o mancato raccoglimento delle deiezioni, anche in presenza di paletta igienica). 

Se i Vigili Urbani effettuassero controlli, ogni incivile radicale, proprietario di un cane lasciato libero e senza controllo in aree pubbliche, riceverebbe ogni volta una multa di € 450. 

Un Consiglio comunale straordinario, che andava convocato subito dopo la tragedia, avrebbe dovuto dare forza e inasprire le sanzioni previste da un’Ordinanza che per molti cittadini sanferdinandesi ha lo stesso valore della carta igienica in uso nei bagni del Comune. E invece non abbiamo assistito a nulla di tutto ciò. 

Di fronte ad una morte così assurda, la politica locale non potrà più addurre la logora scusa relativa all’organico sottodimensionato dei Vigili urbani. Se l’ordinanza c’è va solo fatta rispettare, con severità e senza eccezioni. Esiste l’Anagrafe canina. Va monitorato il comportamento dei proprietari di cani appartenenti alle razze classificate come “aggressive, mordaci”, i cui attacchi possono essere potenzialmente letali. 

I controlli da parte delle forze dell’ordine sono la chiave per risolvere questo problema. Mettiamo a lavoro i Vigili urbani. In caso contrario, prepariamoci ad assistere ad altre tragedie, perché se i padroni di pitbull, dogo argentino, rottweiler, dogue de Bordeaux, bull terrier, cane corso ed altre razze aggressive continueranno a sguinzagliare impunemente i loro cani nelle strade e nei parchi della nostra città, assistere ad altre gravi aggressioni ai danni dei cittadini sarà solo una questione di tempo.

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