Home»Foto»Vitamina D, ecco cosa si rischia se c’è una carenza

Valentina Scotti

Che la carenza di vitamina D comporti conseguenze anche gravi per il nostro organismo non è una novità, in quanto numerosi studi hanno messo in luce come rappresenti uno dei nutrienti essenziali per il nostro benessere. Tuttavia non è facile ottenerla dall’alimentazione ed esiste una stretta correlazione tra clima e assimilazione di questo tipo di vitamina, che viene anche autoprodotta dall’organismo umano in caso di esposizione prolungata ai raggi solari. Ecco perché lo stile di vita che conduciamo, quanto tempo passiamo chiusi in casa invece che all’aria aperta, può influire in modo significativo sui livelli di vitamina D. L’importante è non sottovalutare gli effetti negativi legati alla sua carenza. Innanzitutto è importante accorgersi dei sintomi, per non ignorarli prima che si verifichino ripercussioni anche gravi sulla nostra salute. Uno dei primi segnali d’allarme potrebbe riguardare lo stato delle ossa e dello scheletro, che risentono di questa carenza indebolendosi. Anche il funzionamento della tiroide può subire dei cambiamenti a causa di scarsi livelli di vitamina D. Ecco le 5 conseguenze associate a questa carenza.

Cancro

Bassi livelli di vitamina D sembrano essere associati allo sviluppo di tumori: alcuni studi hanno dimostrato come questo nutriente sia in grado di contrastare il cancro evitando la proliferazione cellulare e inducendo l’apoptosi (morte programmata). Sull’American Journal of Clinical Nutrition si legge che l’assunzione di 1100UI al giorno di vitamina D associata a 1500 mg/die di calcio determina una riduzione drastica del rischio di cancro.

Sclerosi multipla

Anche la sclerosi multipla sarebbe legata alla carenza di vitamina D: un recente studio condotto dall’Harvard TH Chan School of Public Health di Boston su un campione di 3200 donne è riuscito a dimostrare come la carenza di vitamina D aumenti il rischio fino al 50% di sviluppare la malattia. «Il nostro studio, che coinvolge un gran numero di donne, suggerisce che la correzione della carenza di vitamina D nelle donne giovani e di mezza età può ridurre il rischio futuro di MS», ha dichiarato Kassandra Munger, coordinatrice della ricerca.

Indebolimento muscolare

Scarsi livelli di vitamina D possono portare ad avere i muscoli flaccidi e deboli, soprattutto nelle persone di mezza età. «Con l’invecchiamento della popolazione, i problemi di fragilità legati presentano una sfida crescente per i sistemi sanitari di tutto il mondo – dichiara Agnieszka Swiecicka, principale autrice dello studio – La vitamina D, oltre a mantenere la salute delle ossa, regola la funzione muscolare e bassi livelli di vitamina D sono legati a minore massa muscolare e forza. IGF-1 colpisce la crescita muscolare e la riparazione e la sua azione e i livelli vengono modificati dalla proteina IGFBP3».

Mal di testa e cefalea

Un altro studio condotto da alcuni ricercatori Finlandesi e che ha coinvolto più di 2.500 persone, ha evidenziato una stretta relazione tra carenza di vitamina D e cefalea cronica. Le persone carenti presentavano un rischio raddoppiato di soffrire di questo disturbo. Durante lo studio sono state coinvolte più di 2.500 persone. La carenza era stata stimata con livelli al di sotto dei 50 nanomoli per litro.

Maggior rischio di infezioni

Secondo un nuovo studio condotto dalla Georgetown University, la luce solare può rendere particolarmente attive le cellule T, che sono le prime a rispondere all’esposizione solare impedendo a virus e batteri di colonizzare il nostro corpo umano.

«Sappiamo tutti che la luce del sole fornisce vitamina D, che si ritiene avere un impatto sul sistema immunitario, tra le altre cose – spiega il dottor Ahern – Ma quello che abbiamo trovato è un ruolo completamente separato della luce solare sull’immunità. Alcuni dei ruoli attribuiti alla vitamina D sull’immunità possono essere dovuti a questo nuovo meccanismo. Le cellule T, siano esse di supporto o killer – prosegue l’autore principale dello studio – hanno bisogno di muoversi per fare il loro lavoro, che è quello di raggiungere il sito di un’infezione e orchestrare una risposta. Questo studio dimostra che la luce solare attiva direttamente le cellule immunitarie fondamentali, aumentando il loro movimento».

Alcuni studi hanno evidenziato addirittura una correlazione tra una maggiore presenza di vitamina D nell’organismo e la diminuzione del rischio di morte prematura, con un aumento di almeno di due anni delle aspettative di vita. Infine questa vitamina ha straordinarie capacità di intervento sul sistema immunitario ed è un toccasana contro influenza e raffreddore.

Introdurre integratori di vitamina D ogni giorno o settimanalmente non solo migliora le prestazioni fisiche e fa bene anche al cuore, ma potrebbe ridurre le infezioni respiratorie; assumerne poca al contrario comporta seri rischi a livello cardiaco, aumentando il rischio di infarto.

Fonte: www.datamanager.it

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