Home»Libri»Il giornale che invita i genitori a denunciare i libri scolastici “politicamente distorti”
Libri di testo

Chiara Cecchini

Una rubrica per segnalare i libri di testo considerati “politicamente distorti” è comparsa sul quotidiano La Verità diretto da Maurizio Belpietro. Secondo il giornalista Francesco Borgonovo all’indirizzo fornito dal quotidiano “stanno arrivando numerose segnalazioni di libri” e in un articolo dal titolo “Alle medie s’insegna ad amare l’invasione”, apparso sul giornale di ieri 25 ottobre, lo stesso Borgonovo parla di un caso “clamoroso”, indicato proprio dai lettori: “un libro di geografia di prima media, che contiene un capitolo di propaganda a fare dell’invasione” perché “celebra le virtù dell’accoglienza indiscriminata e spiega che chi la critica è razzista”.

La giornalista e scrittrice Loredana Lipperini ha denunciato su Facebook l’esistenza di questa rubrica, nella quale “si chiede ai genitori di denunciare libri destinati ai ragazzi”. “Qualcuno dirà che a leggere “La Verità” sono quattro gatti. Non lo so, ma comunque sia una rubrica che prefigura la messa all’indice, specie se riservata ai libri per bambini e bambine, fa correre brividi lungo la schiena. Editori e autori, non necessariamente per ragazzi, forse è il caso di dire qualcosa”, scrive Lipperini.

Le critiche al libro di testo

Il libro di testo citato da Borgonovo è “Geografia mi piace” di Luisa Morelli e Rosa Scelne, pubblicato da Mondadori Education. Nel mirino c’è il capitolo dedicato all’immigrazione dal titolo “Migranti: risorsa o problema?”, accusato di presentare la questione in maniera ideologica. Tra i passaggi incriminati ad esempio la specificazione fatta dalle autrici sul fatto che sia i “migranti economici” sia i “profughi” sono entrambi “spinti a lasciare la propria terra d’origine da forti necessità, spesso per trovare le condizioni per la sopravvivenza”. Criticata anche la parte in cui si dice che l’immigrazione “crea vantaggi e tensioni”, visto che da un lato “contribuisce, a volte in maniera decisiva, a un saldo demografico attivo”, poi “fornisce lavoratori e lavoratrici per attività che le popolazioni locali rifiutano” e infine “rappresenta un’occasione straordinaria di scambio e di arricchimento culturale”. Passaggi che Borgonovo sintentizza così: “I migranti colmano un vuoto demografico, ci pagano le pensioni e fanno lavori che noi non vogliamo più fare. In più ci rendono culturalmente più ricchi (specie quelli che praticano la poligamia o stuprano le ragazzine, verrebbe da chiosare)”. Il “grave problema dell’immigrazione”, dice Borgonovo, è quello di permettere di “importare manodopera a basso costo, facile da sfruttare, e danneggia sia gli stranieri che gli italiani” mentre “si propinano (ai bambini) testi piagnucolosi e parziali e li si invita a ‘preparare una breve esposizione orale per la classe sul problema dei flussi migratori’. Una esposizione in cui dovranno ripetere la lezione appena imparata: accogliere i migranti è meraviglioso, e chi non lo fa è un razzista. Con tanti saluti al pensiero critico”.

L’editore chiamato in causa

Il testo edito da Mondadori suggerisce poi agli studenti due letture sul tema dell’immigrazione; una di queste è tratta da libro “Come (non) si diventa razzisti”, pubblicato dall’editore milanese Sonda, che Borgonovo definisce “piuttosto schierato a livello politico”.

“Criticare un libro è giusto ed è sempre ben accetto, ma non lo si può accusare per esprimere la propria intolleranza“, dice a Today.it Antonio Monaco, direttore di Edizioni Sonda, che pubblica saggistica, manualistica e letteratura per ragazzi. Il libro in questione, che prova a trattare il tema in maniera leggera ma comprensibile proprio per i più giovani, contiene il racconto inserito nel testo scolastico Mondadori dal titolo “La bellezza della diversità”, criticato da Borgonovo. Si tratta di un racconto per riflettere “sulla fatica di far venire fuori questa bellezza, che non è così ovvia”, chiarisce Monaco. “Un libro dedicato alla complessità ed è emblematico che sia stato scelto proprio questo in un discorso di semplificazione, se non di banalizzazione del concetto. Quello che posso dire è che invito i giornalisti de La Verità a rileggerlo con più attenzione”. Quanto alla rubrica del quotidiano sui libri definiti “politicamente distorti”, per Monaco si tratta di un “approccio che non può essere applicato a i libri”. Spiega: “Non che è un libro entra nella testa vuota dei ragazzi e li riempie come se fossero un sacco vuoto. Non succede così, per fortuna, né in un senso né nell’altro. La mente di fronte a un testo reagisce, la loro è una visione semplicistica dei libri, soprattutto di quelli scolastici. Per fortuna la mente dei ragazzi non funziona così“.

Fonte: www.today.it

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