Home»Ecologia»COME FARVI GUIDARE DALL’ALTRUISMO. MATTHIEU RICARD AL TED
Matthieu Ricard

Matthieu Ricard

Noi esseri umani abbiamo un enorme potenziale di bontà, ma anche un enorme potere di fare del male. Qualunque strumento può essere usato per costruire o distruggere. Dipende tutto dalla nostra motivazione. Quindi, è molto importante incoraggiare una motivazione altruistica piuttosto che egoistica.

Certo, in questo momento stiamo affrontando molte sfide. Possono essere sfide personali. La nostra stessa mente può essere il nostro migliore amico o il nostro peggiore nemico. Ci sono anche sfide sociali: la povertà in mezzo ad abbondanza, ineguaglianze, conflitti, ingiustizia. E poi ci sono le nuove sfide, che non ci aspettiamo. Diecimila anni fa, c’erano circa cinque milioni di esseri umani sulla Terra. Qualunque cosa facessero, l’adattabilità della Terra curava le attività umane. Dopo le Rivoluzioni Industriali e Tecnologiche, non è più lo stesso. Ora siamo l’elemento di maggiore impatto sulla Terra. Stiamo entrando nell’Antropocene, l’era degli esseri umani. In un certo senso, se dovessimo continuare questa crescita infinita, questo uso infinito delle risorse materiali, è come se l’uomo dicesse — e ho sentito un ex capo di stato, non dirò chi, dire —“Cinque anni fa, eravamo sull’orlo del precipizio. Oggi abbiamo fatto un grande passo avanti.” Quest’orlo è lo stesso che è stato definito dagli scienziati come il confine planetario. All’interno di questi confini, ci sono un certo numero di fattori. Possiamo ancora prosperare, l’umanità può ancora prosperare per 150 000 anni se manteniamo la stabilità del clima come nell’Olocene negli ultimi 10 000 anni. Ma questo dipende dalla scelta di una semplicità volontaria, di crescere qualitativamente, non quantitativamente.

Quindi nel 1900, come vedete, eravamo nei limiti di sicurezza. Nel 1950 è arrivata la grande accelerazione. Ora trattenete il respiro, non troppo, per immaginare cosa viene dopo. Ora abbiamo ampiamente oltrepassato alcuni confini planetari. Solo per prendere la biodiversità, al tasso attuale, entro il 2050, 30 per cento di tutte le specie sulla Terra spariranno. Anche se teniamo in frigorifero il DNA, non è un processo reversibile. Quindi sono qui davanti a un ghiacciaio di 7000 metri nel Bhutan. Al Terzo Polo, 2000 ghiacciai si stanno sciogliendo più velocemente dell’Artico.

Cosa possiamo fare in questa situazione? Per quanto complesso politicamente, economicamente, scientificamente sia la questione ambientale, si riduce a una questione di altruismo contro egoismo. Sono Marxista, orientamento Groucho. (Risate) Groucho Marx ha detto, “Perché dovrebbe importarmene delle generazioni future?” Cos’hanno fatto per me?” (Risate) Sfortunatamente, ho sentito il miliardario Steve Forbes, su Fox News, dire esattamente la stessa cosa, ma seriamente. Gli raccontavano dell’innalzamento degli oceani, e ha detto, “Trovo assurdo cambiare il comportamento oggi per qualcosa che succederà tra cento anni.” Quindi se non vi importa delle generazioni future, fate pure.

Una delle principali sfide del nostro tempo è conciliare tre scale temporali diverse: il breve termine per l’economia, il mercato azionario altalenante, i bilanci di fine anno; il medio termine della qualità della vita —qual è la qualità della vita complessiva, su 10 e 20 anni? e il lungo termine per l’ambiente. Quando gli ambientalisti parlano con gli economisti, è un dialogo schizofrenico, completamente incoerente. Non parlano la stessa lingua. Negli ultimi 10 anni, ho girato il mondo ho incontrato economisti, scienziati, neuroscienziati, ambientalisti, filosofi, pensatori sull’Himalaya, ovunque. Mi sembra ci sia un unico concetto che possa riconciliare queste tre scale temporali. Ossia semplicemente avere maggiore considerazione degli altri. Con maggiore considerazione degli altri, l’economia sarà attenta, avremo una finanza al servizio della società e non la società al servizio della finanza. Non giocherete al casino con le risorse che vi sono state affidate. Con maggiore considerazione degli altri, vi assicurate di rimediare alle ineguaglianze, di portare benessere alla società, nell’istruzione, sul lavoro. Altrimenti, una nazione che è la più potente e la più ricca ma in cui tutti sono poveri, che senso ha? Se avete maggiore considerazione degli altri, non metterete a soqquadro il pianeta e al tasso attuale, non abbiamo tre pianeti per continuare a farlo.

Quindi la domanda è: se la risposta è l’altruismo, e l’idea non è nuova, può essere una soluzione reale, pragmatica? E prima di tutto, esiste, il vero altruismo, o siamo così egoisti? Alcuni filosofi hanno pensato che fossimo irrimediabilmente egoisti. Ma siamo veramente tutti mascalzoni? È una buona notizia, vero? Molti filosofi, come Hobbes, l’hanno detto. Ma non tutti sono mascalzoni. O l’uomo è nemico dell’uomo? Ma quest’uomo non sembra così cattivo. È uno dei miei amici in Tibet. È molto gentile. Amiamo la collaborazione. Non c’è gioia più bella del lavorare insieme, vero? E non solo gli esseri umani. Poi, naturalmente, ci sono le difficoltà della vita, la sopravvivenza del più adatto, Darwinismo sociale. Ma nell’evoluzione, nella collaborazione — la dura competizione esiste, certo — la collaborazione deve essere molto più creativa per affrontare crescenti livelli di complessità. Siamo super-collaborativi e dovremmo spingerci oltre.

Quindi, oltre a questo, la qualità delle relazioni umane. L’OCSE ha realizzato un’indagine tra 10 fattori, compreso il reddito. La prima cosa sollevata dalla gente, la cosa più importante per la felicità, è la qualità delle relazioni sociali. Non solo negli esseri umani. Guardate queste bisnonne. Questa idea che se approfondiamo, siamo irrimediabilmente egoisti, è una scienza da poltrona. Non esiste un singolo studio sociologico, studio psicologico, che lo ha mai dimostrato. Piuttosto il contrario. Il mio amico, Daniel Batson, ha passato tutta la vita a mettere gente in laboratorio in situazioni molto complesse. E naturalmente qualche volta siamo egoisti, qualcuno più di altri. Ma ha scoperto che sistematicamente, un numero significativo di persone si comporta in modo altruistico, in qualunque situazione. Se vedete qualcuno ferito profondamente, in grande sofferenza, lo aiutate per empatia — non riuscite a sopportarlo, è meglio aiutare che stare a guardare quella persona. Abbiamo testato tutto questo, e alla fine, ha detto, chiaramente la gente può essere altruistica. È una buona notizia. E non è tutto, dovremmo osservare la banalità della bontà. Guardate qui. Non diremo, “Che bello. Non c’è stata colluttazione quando la folla pensava all’altruismo.” No, ce lo si aspetta, vero? Se ci fosse una colluttazione, ne parleremmo per mesi. La banalità della bontà è una cosa che non attrae l’attenzione, ma esiste.

Guardate questo. Alcuni psicologi hanno detto — quando dico loro che gestisco 140 progetti umanitari nell’Himalaya che mi dà così tanta gioia, hanno detto, “Oh, vedo, lo fai per la gioia di donare. Non è altruistico. Ti fa stare bene.” Pensate che quest’uomo, buttandosi davanti al treno, abbia pensato, “Starò così bene quando sarà tutto finito?” (Risate) Ma non è tutto. Quando è stato intervistato, ha detto, “Non avevo scelta. Dovevo saltare, certo.” Non aveva scelta. Comportamento automatico. Non è né egoistico, né altruistico. Non aveva scelta. Certo, quest’uomo non penserà per mezz’ora, “Dovrei dargli la mano? Non dovrei dargli la mano? Lo fa. Non ha scelta, ma è ovvio, è immediato. Inoltre anche qui non c’è scelta. (Risate)

Ci sono persone che potevano scegliere come il Pastore André Trocmé e sua moglie, e l’intero villaggio di Le Chambon-sur-Lignon in Francia. Durante tutta la Seconda Guerra Mondiale, hanno salvato 3500 ebrei, hanno dato loro riparo, li hanno portati in Svizzera, contro tutte le avversità, a rischio della loro vita e di quella delle loro famiglie. Quindi l’altruismo esiste.

Allora cos’è l’altruismo? È il desiderio: che gli altri siano felici e trovino la fonte della felicità. L’empatia è la risonanza affettiva o risonanza cognitiva che vi dice, questa persona è felice, questa persona soffre. Ma la sola empatia non basta. Se continuate a confrontarvi con la sofferenza, potreste provare stress, esaurimento empatico, quindi vi serve la più ampia sfera dell’amorevole gentilezza. Con Tania Singer al Max Planck Institute di Leipzig, abbiamo mostrato che le reti cerebrali dell’empatia e della gentilezza sono diverse. È tutto fatto bene, ci viene dall’evoluzione, dalle cure materne, dall’amore dei genitori, ma dobbiamo estenderlo. Può essere esteso ad altre specie.

Se vogliamo una società più altruistica, ci servono due cose: il cambiamento individuale e quello sociale. Il cambiamento individuale è possibile? Duemila anni di studi contemplativi dicono di sì. 15 anni di collaborazione con la neuroscienza e l’epigenetica dicono sì, i nostri cervelli cambiano allenandosi all’altruismo. Ho passato 120 ore in una macchina per la risonanza magnetica. I risultati sono stati pubblicati in molti articoli scientifici. Mostra senza ambiguità che c’è un cambiamento strutturale e un cambiamento funzionale nel cervello quando ci si allena all’amore altruistico. 

Servono 50 000 ore di meditazione? No. Quattro settimane, 20 minuti al giorno, di meditazione consapevole e attenta porta già un cambiamento strutturale al cervello rispetto al gruppo di controllo. Sono solo 20 minuti al giorno per quattro settimane.

Anche in età prescolastica — Richard Davison lo ha fatto a Madison. Un programma di otto settimane: gratitudine, amorevole gentilezza collaborazione, respirazione consapevole. Mi direte, “Sono solo bambini.”Guardate dopo otto settimane, il comportamento pro-sociale, è la linea blu. Poi arriva il test scientifico definitivo, il test degli sticker. Prima, si determina per ogni bambino chi è il migliore amico in classe, il bambino meno apprezzato, un bambino sconosciuto e il bambino malato, e poi devono regalare adesivi. Prima dell’intervento, ne danno la maggior parte al migliore amico. A quattro, cinque anni, 20 minuti, tre volte a settimana. Dopo l’intervento, niente più discriminazione: la stessa quantità di adesivi al migliore amico e al meno apprezzato. È una cosa che dovremmo fare in tutte le scuole del mondo.

In seguito cosa facciamo?

(Applausi)

Quando l’ha sentito il Dalai Lama, ha detto a Richard Davidson, “Vai in 10 scuole, 100 scuole, le Nazioni Unite, il mondo intero.”

Cosa facciamo adesso? Il cambiamento individuale è possibile. Dobbiamo aspettare il gene dell’altruismo nella razza umana? Ci vorranno 50 000 anni, troppo per l’ambiente. Fortunatamente, c’è l’evoluzione della cultura. Le culture, come hanno mostrato gli specialisti, cambiano più velocemente dei geni. È una buona notizia. L’atteggiamento verso la guerra è cambiata drasticamente negli anni. Il cambiamento individuale e culturale si formano a vicenda, e possiamo creare una società più altruistica.

Ora cosa facciamo? Io tornerò in Oriente. Trattiamo 100 000 pazienti all’anno nel nostro progetto. Abbiamo 25 000 ragazzi a scuola, quattro per cento complessivi. Alcuni dicono, “La tua roba funziona in pratica, ma funziona in teoria?” C’è sempre una devianza positiva. Tornerò sempre nel mio eremo per trovare le risorse interiori per servire meglio gli altri.

Ma a livello più globale, cosa possiamo fare? Ci servono tre cose. Una migliore collaborazione: l’apprendimento collaborativo a scuola invece dell’apprendimento competitivo. Collaborazione incondizionata all’interno delle aziende — ci può essere un po’ di competizione tra aziende, ma non all’interno. Ci serve un’armonia sostenibile. Mi piace questa parola. Non più crescita sostenibile. Armonia sostenibile significa riduzione delle ineguaglianze. In futuro, faremo di più con meno, continuiamo a crescere qualitativamente, non quantitativamente. Ci serve un’economia attenta. L’Homo economicus non può affrontare la povertà nel mezzo dell’abbondanza, non può affrontare il problema del bene comune, dell’atmosfera, degli oceani. Ci vuole un’economia attenta. Se dite che l’economia deve essere compassionevole, vi rispondono, “Non è compito nostro.” Ma dite che non gli importa, è un brutto segno. Ci vuole impegno locale, una responsabilità globale. Dobbiamo estendere l’altruismo agli altri 1,6 milioni di specie. Gli esseri senzienti sono concittadini del mondo. Dobbiamo osare l’altruismo. Quindi, lunga vita alla rivoluzione altruistica. Viva la revolución de altruismo.

(Applausi)

Grazie.

(Applausi)

Fonte: www.ted.com

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