Home»Ecologia»Rivoluzione copernicana nel mondo delle due ruote: ecco il prototipo della bici senza catena
Bici senza catena

Lance Branquinho

Un ex produttore di componenti per pattini a rotelle ha presentato un super bicicletta da corsa senza catena. Il nuovo sistema offre il doppio dell’efficienza del migliore sistema a catena attualmente disponibile. Questa innovazione potrebbe introdurre a una nuova era di primati di velocità e record di durata.

Le vecchie foto in bianco e nero che documentano l’alba del ciclismo ci ricordano che è dalla metà dell’Ottocento che convertiamo in movimento la potenza della pedalata tramite l’aiuto di una catena.

L’industria automobilistica ha impiegato questo sistema di trasmissione un po’ più tardi (1886), evolvendosi col tempo all’uso di ingranaggi e alberi di trasmissione. La tecnica ciclistica, con la sua sofisticata ricerca nelle gallerie del vento e l’ossessiva gestione del peso della fibra di carbonio nell’ordine dei grammi non è ancora riuscita ad affrancarsi dalla sua umile catena.

I sostenitori della catena e del deragliatore (il meccanismo che permette di usare diversi rapporti di trasmissione) dicono che si tratta di un meccanismo semplice arrivato alla sua maturità progettuale, facendo piuttosto bene il suo lavoro dopo oltre un secolo di continui perfezionamenti. Il problema è che la catena è esposta agli elementi, così come alla sporcizia e alla ruggine. Anche l’usura è un problema, con il rischio di rottura di una maglia che potrebbe causare una caduta pericolosa.

Il mondo del ciclismo è finalmente pronto a liberarsi dalla sua catena? Un’azienda danese ne è convinta. Ceramicspeed ha iniziato producendo cuscinetti a bassissimo attrito per i corridori su pattini in linea, prima di mettersi a fare praticamente lo stesso per i ciclisti. Il loro ufficio statunitense, in collaborazione con il dipartimento di ingegneria meccanica di Boulder presso la University of Colorado ha da poco presentato una rivoluzionaria trasmissione per biciclette che non ha bisogno di tradizionale catena o di deragliatore.

Attualmente allo stato di prototipo, è stata battezzata DriveEn ed è composta da un albero con una serie di cuscinetti ceramici a ciascuna estremità … che trasferisce il moto proveniente dai pedali a un serie di tredici ingranaggi disposti in piano, che sostituiscono la tradizionale cassetta pignoni al posteriore.

I tradizionali sistemi di cambio per bici hanno otto punti di contatto con la catena, mentre per trasferire la potenza necessaria a muovere la ruota il DrivEn ne ha bisogno soltanto di due.

Ceramicspeed afferma che i benefici accertati durante le prove sono sostanziali: una riduzione dell’attrito del 49% rispetto al migliore sistema a catena e deragliatore. Quasi il 50% di miglioramento dell’efficienza sembra davvero notevole, tanto più che il sistema DriveEn promette di rivoluzionare come non mai il mondo del ciclismo, dove i grammi e le percentuali a una cifra fanno la differenza, permettendo tempi di gara fin’ora inimmaginabili.

Anche se il coraggio ingegneristico di Ceramicspeed ha già fruttato l’ambito premio per l’innovazione a Eurobike 2018, il sistema non è ancora in produzione, poiché per funzionare l’albero di trasmissione ha bisogno dello spazio attualmente occupato dalla parte inferiore del triangolo posteriore del telaio. Dei forcellini particolarmente inclinati verso l’alto, come quelli della mountain bike Stache della Trek, offrirebbero la soluzione.

Gli scettici del settore stanno mettendo in discussione la capacità di DrivEn di sopportare le enormi forze esercitate sulla trasmissione da parte dei ciclisti particolarmente potenti, in grado di arrivare a picchi di 1700W. Un altro problema è se sabbia, fango o detriti stradali possano influenzare i punti di contatto del sistema DrivEn in maniera simile a ciò che accade alle catene tradizionali.

Affinché DrivEn possa diventare uno standard industriale c’è bisogno di un robusto ed efficace sistema di cambio dei rapporti, e che i costruttori di telai abbiano voglia di riprogettare i propri prodotti per alloggiare l’albero di trasmissione. Di aspetto incredibilmente snello ed elegante nel design, sembra davvero il futuro della tecnica ciclistica.

Fonte: www.repubblica.it

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