Home»Città possibile»Procida, crociata del sindaco contro le auto: “Un inferno: stiamo morendo”
Traffico a Procida

Pasquale Raicaldo

Elsa Morante impallidirebbe. Perché il suo Arturo sarebbe costretto a scorrazzare facendo slalom tra le auto. Perché Procida, la più piccola delle isole del golfo, “muore di traffico”. Parola del sindaco, Dino Ambrosino, cui l’argomento sta particolarmente a cuore, al punto da affidare alla sua bacheca Facebook un sentito “mea culpa”. Il dedalo di stradine che conducono alla colorata Corricella o a Marina Chiaiolella diventa così crocevia di automobili, una dietro l’altra, riproponendo una problematica già denunciata qualche anno fa da “National Geographic”.

“I veicoli sono troppo invasivi rispetto alle possibilità delle nostre strade. – sottolinea il primo cittadino – Non è questione di zone turistiche da dedicare ai pedoni: se il pomeriggio percorro via Libertà in bicicletta sento la puzza di smog, non dovuta al mezzo specifico appena passato, ma all’accumulo di gas scaricato in tutta la giornata. Se merito una critica – ammette Ambrosino – è che non ho fatto abbastanza per ridurre il traffico su tutta l’isola. Porto la responsabilità di esporre la comunità a questa giostra infernale che ci fa perdere la salute, e spesso anche i lumi. Nel mediare tra le legittime esigenze di tutti, trascuro i nostri obiettivi fondamentali. Per questo non le capisco proprio le polemiche contro i divieti, mi aspetterei le contestazioni per non aver fatto abbastanza. Dittatore, arrogante, insensibile, incostituzionale, pensa piuttosto a far rispettare il Codice della Strada. E poi becchi chi te lo dice in contromano tra San Giacomo e l’Olmo. E non è un episodio isolato: ognuno di noi, a bordo del suo veicolo, si concentra sulle infrazioni e sul traffico che producono gli altri”.

I cittadini hanno protestato, soprattutto sui social, anche contro l’ordinanza che vieta il traffico dalle 19 alle 2.30 in una parte consistente dell’isola: “Ma il senso di far partire le fasce orarie pedonali alle 19 – si difende il sindaco – sta proprio nel cercare di sottrarre l’isola a questo traffico invasivo anche nelle ore di giorno. Se fosse per me, lo anticiperei ulteriormente il divieto. E non ci sono altri rimedi se non è questo: siamo 10.500 residenti in poco spazio, l’unico compromesso ragionevole è dire, in alcuni momenti, stop ai veicoli privati. Per favore, per amore di questa terra – è l’appello conclusivo del primo cittadino di Procida – diamo il nostro contributo di idee e testimonianze per ridurla la nostra impronta ecologica e per sostenere soluzioni nell’interesse di chi verrà dopo di noi”.

Fonte: www.repubblica.it

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