Home»Ecologia»Artico, per la prima volta il caldo frattura l’ultima zona di ghiaccio, la più antica
La notizia della frattura della calotta più antica nel circolo polare artico è stata definita “terrificante”.

Andrea Barolini

Nel nord della Groenlandia, anche la calotta glaciale più spessa e più antica ha cominciato a fratturarsi. Si tratta della prima volta che ciò accade, in una zona polare che finora è sempre rimasta compatta in ogni stagione dell’anno, compresi i mesi più caldi dell’estate.

I cambiamenti climatici la causa più probabile del fenomeno

A riportare la notizia è il quotidiano inglese The Guardian, che sottolinea come essa rappresenti un elemento di grande preoccupazione. Secondo gli scienziati, infatti, a provocare il fenomeno è stata un’ondata di caldo senza precedenti che ha colpito l’area. Causata, a sua volta dai cambiamenti climatici in atto sulla Terra. Tra i mesi di febbraio e di agosto, infatti, sono stati registrati numerosi picchi anomali nelle temperature della regione artica. Ciò avrebbe reso particolarmente fragili i ghiacci polari.

Il colpo di grazia, poi, sarebbe arrivato dai venti caldi che hanno spirato nella zona. Il giornale britannico cita un meteorologo, secondo il quale si tratta di una notizia “terrificante”. “La quasi totalità della calotta settentrionale della Groenlandia è ormai parzialmente fratturata e dunque mobile”, ha aggiunto Ruth Mottram, dell’Istituto meteorologico danese. Che avverte: “L’apertura delle acque al largo della costa nord è inaspettata”.

La calotta più antica dell’Artico ora potrebbe fondere più velocemente

Gli esperti hanno pubblicato una serie di animazioni su Twitter che mostrano chiaramente il fenomeno in atto: il mare più caldo (raffigurato in blu) penetra tra la costa della Groenlandia e la calotta glaciale (giallo/arancione).

Questa zona è (era) chiamata “l’ultima area di ghiaccio” proprio perché considerata finora inattaccabile. La calotta in questa porzione del circolo polare è infatti particolarmente compatta, per effetto di una corrente di deriva che parte dalla Siberia. E ora la situazione potrebbe perfino precipitare, poiché – come spiegato dal ricercatore dell’Istituto meteorologico norvegese Thomas Lavergne – la frattura in questa porzione di ghiaccio potrebbe lasciare penetrare acque più calde nella zona, accelerando così il processo: “Il rischio è che la coltre più antica venga spostata in un’area nella quale fonderà più facilmente”, ha spiegato.

Fonte: www.lifegate.it

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