Home»Articoli»UN GESTO SCONSIDERATO: RISPETTARE LA LEGGE!
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Matteo Della Torre

Alzi la mano chi, ieri, quando è andato a votare, ha affidato in custodia il suo smartphone al presidente del seggio o è stato invitato a consegnare il cellulare prima di entrare nella cabina elettorale. Nessuno, vero?

Ieri nella mia città, San Ferdinando di Puglia, come in tutte le città italiane, si è verificato il più clamoroso caso di violazione di massa di una legge dello Stato, che prevede una sanzione penale. Si è compiuta una vera diseducazione collettiva al rispetto della legge.

Mi spiego. Le “Istruzioni per le operazioni degli uffici elettorali di sezione”, diramate dal Ministero dell’Interno, al punto sette recitano: “Per assicurare la libertà e segretezza dell’espressione del voto, la legge fa divieto di introdurre all’interno delle cabine elettorali telefoni cellulari o altre apparecchiature in grado di fotografare o registrare immagini”.

Sulle porte di tutti i seggi c’erano due cartelli con scritto: “AVVISO AGLI ELETTORI. NON SI POSSONO INTRODURRE ALL’INTERNO DELLE CABINE ELETTORALI TELEFONI CELLULARI O ALTRE APPARECCHIATURE IN GRADO DI FOTOGRAFARE O REGISTRARE IMMAGINI. CHIUNQUE CONTRAVVIENE A QUESTO DIVIETO È PUNITO CON L’ARRESTO DA TRE A SEI MESI E CON L’AMMENDA DA 300 A 1000 EURO”. La norma è chiarissima. Io la condivido pienamente. Il reato è consumato quando l’elettore entra con lo smartphone nella cabina elettorale.

Il voto di scambio è un grave reato ed è facile, con uno smartphone collegato al cloud, fotografare la scheda elettorale, inviarla nella nuvola digitale, cancellare la foto, vuotare il cestino e, in un attimo, far scomparire dal proprio smartphone la prova dell’avvenuto reato.

Era difficile per gli elettori, in fila al seggio, non notare e leggere i due cartelli. Ed era impossibile per i presidenti dei seggi elettorali ignorare la norma.

Io ho fatto una lunghissima fila e ho osservato con attenzione quanto stava avvenendo nel seggio. A nessun elettore è stato chiesto di depositare il proprio smartphone prima di recarsi in cabina per votare. Ho chiesto informazioni a vari rappresentanti di lista e ho ricevuto conferma che a nessuno è stato chiesto di consegnare il cellulare prima del voto.

Nella mia città ieri l’affluenza è stata del 66,81%. I cittadini aventi diritto al voto sono 10.718. Calcolando il minimo della pena prevista (3 mesi di carcere), in un mondo ideale, ieri, i sanferdinandesi avrebbero collezionato 21.477 mesi di reclusione, ossia 1.789 anni da passare in carcere. Siccome non siamo in un mondo ideale, tutti hanno violato la legge o non l’hanno fatta rispettare.

Quando è arrivato il mio turno, siccome la presidente di seggio non mi aveva fatto alcuna richiesta in merito, ho consegnato spontaneamente il mio smartphone: “Lo affido a lei”, ho detto alla presidente nell’atto di depositare il mio cellulare. Questo mio gesto l’ha sorpresa. Non se lo aspettava. Credo di essere stato l’unico elettore nella mia città e forse in Italia a compiere questo gesto sconsiderato: rispettare la legge!

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Matteo Della Torre - Direttore responsabile

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