Home»Ecologia»Schwarzenegger prepara una causa epocale: denuncerà i big del petrolio per “omicidio volontario”
Arnold Schwarzenegger

Uccidono come il fumo” dice l’ex “Terminator” ed ex governatore della California, dichiarando guerra alle compagnie petrolifere. In questi giorni, Arnold Schwarzenegger torna alla ribalta delle cronache Usa dopo aver lanciato un’offensiva senza precedenti contro le big dell’oro nero, promettendo una causa che si annuncia epocale. Già al lavoro con alcuni studi legali, sostiene che i produttori di petrolio, pur essendo consapevoli degli effetti nocivi dei loro prodotti, hanno preferito tacere, macchiandosi così del reato di ‘omicidio volontario’. La tempistica della causa non è ancora chiara, ma Schwarzenegger intende muovere anche l’opinione pubblica per portare avanti la sua battaglia contro il cambiamento climatico, di cui ormai è diventato un attivista. “L’industria del tabacco sapeva da anni, da decenni, che il fumo uccideva e provocava il cancro. Ma ha nascosto i fatti e li ha negati” afferma. E i giganti del petrolio hanno fatto lo stesso: “Grazie a dei loro studi – aggiunge l’ex governatore, impegnato in questi mesi a organizzare la maxi conferenza sul clima che si terrà a Vienna in maggio – sapevano dal 1959 che i combustibili fossili stavano causando il surriscaldamento climatico e che erano pericolosi per la gente“. Ma hanno taciuto sugli effetti nocivi. “E’ irresponsabile a mio avviso sapere che i tuoi prodotti possono uccidere e non avvertire il pubblico, anche solo tramite un’etichettatura adeguata: ogni distributore di benzina, ogni auto dovrebbe essere etichettata. Dovrebbe esserlo anche ogni prodotto legato ai combustibili fossili” tuona Schwarzenegger, “Per me non ci sono dubbi o differenze: se entri in una stanza e sei consapevole che ucciderai qualcuno, è omicidio volontario. E il principio vale anche per le compagnie petrolifere”. L’affondo di Schwarzenegger segue iniziative simili prese da varie città americane, che hanno fatto causa a Chevron, Exxon, ConocoPhillips, Bp e Shell per gli effetti causati sul clima dalle loro attività. A presentare azioni legali sono state San Francisco e Oakland, mentre New York con il sindaco Bill de Blasio si appresta a farlo. L’accusa è quella di aver inquinato con conseguenze disastrose sull’aumento del livello del mare, che ora mette a rischio le metropoli costiere.

Fonte: www.rainews.it

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