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Il lampione “pazzo”

Matteo Della Torre

Mentre il progetto relativo alla riqualificazione della pubblica illuminazione con la tecnologia Led giace in un cul-de-sac e non si intravede alcuna luce Led all’orizzonte, in questi giorni a San Ferdinando di Puglia, in via Centimolo, si è effettuato un intervento di manutenzione di un palo della pubblica illuminazione con la sostituzione di una lampada non funzionante. La lampada ai vapori di mercurio esaurita è stata sostituita con una lampada ai vapori di sodio ad alta pressione. L’opzione che prevede l’implementazione Led evidentemente non è contemplata. Al netto del mancato risparmio energetico e ad un conseguente maggiore costo per la manutenzione futura del corpo illuminante, dotato di una tecnologia obsoleta, c’è da evidenziare che il lavoro di manutenzione è stato fatto con i piedi, perché non rispetta le norme antinquinamento luminoso, in quanto l’armatura stradale senza coppa e con un plexiglas tagliato non a misura e avvitato al corpo proietta a quindici metri di distanza, sui muri delle case di fronte a destra e a sinistra, due potenti fasci di luce impropri, producendo un inutile inquinamento luminoso e un abbagliamento molesto.

La mia segnalazione è d’obbligo perché il lavoro di manutenzione del corpo illuminante di via Centimolo viola le norme che regolano la sovrailluminazione e i più elementari principi di illuminotecnica.

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