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Per il trasporto pubblico il modello è Curitiba

Matteo Della Torre

Quando i politici bisticciano su chi debba mettere le mani sul potere, può capitare che per uscire dall’impasse il sistema si rivolga ad un outsider. Ed è così che dalla volontà di una persona estranea al sistema dei partiti è nata l’utopia concreta, ossia la prima smart city al mondo.

Tutto questo è accaduto nel 1971 in Brasile a Curitiba, la capitale del Paranà, da quando è stato eletto Sindaco Jaime Lerner, un giovane architetto, outsider della politica.

Da allora si sono succeduti una serie di eventi che, come descrive il Premio Nobel per la Letteratura Dario Fo, hanno “cambiato il volto della sua città rendendola una delle realtà più evolute e una delle più grandi esperienze di cambiamento sociale che sia stata mai realizzata”. 

Il giovane architetto nel 1972 creò nella Rua das Flores “la prima isola pedonale del mondo. Lerner sapeva di avere contro buona parte della città. I commercianti erano terrorizzati dall’idea che i loro affari fossero danneggiati dal divieto di accesso al centro delle auto. E gli automobilisti odiavano l’idea di dover andare in centro a piedi. I cittadini di Curitiba se ne stavano a bocca aperta. Erano state piantate migliaia di piante fiorite. Una cosa mai vista. E la popolazione si mise a strappare tutti i fiori per portarseli a casa. Ma Lerner lo aveva previsto e già erano pronte squadre di giardinieri che sostituivano immediatamente le piante. Ci vollero un po’ di giorni ma alla fine i cittadini smisero di rubare i fiori. I commercianti poi erano stupiti perché si accorsero che il centro cittadino trasformato in salotto eccitava le vendite”.

Ma il Sindaco Lerner non era ancora soddisfatto. Creò, continua Dario Fo, “un sistema di trasporti rivoluzionario con strade principali riservate agli autobus e particolari rampe coperte (da tubi trasparenti) che portavano il marciapiede sullo stesso piano dei mezzi pubblici, permettendo ai passeggeri di salire sull’autobus senza fare scalini e quindi più rapidamente. Queste rampe davano la possibilità di accedere ai trasporti pubblici anche a chi era su una carrozzina a rotelle. Particolare attenzione fu data ai collegamenti con i quartieri poveri della città, furono acquistati autobus composti da tre vagoni, con porte più grandi che si aprivano in corrispondenza delle porte scorrevoli delle rampe coperte. Per tagliare i costi e i tempi furono anche aboliti i bigliettai e si decise di fidarsi del fatto che se i trasporti funzionavano veramente i cittadini pagavano volentieri il biglietto. Grazie a queste innovazioni i tempi di percorrenza degli autobus di Curitiba sono 3 volte più veloci e trasportano in un’ora 3 volte il numero dei passeggeri, con un rapporto tra il denaro investito e i passeggeri trasportati superiore del 69%. Praticamente avevano creato una straordinaria metropolitana a cielo aperto. Le autovie di Curitiba trasportano 20 mila passeggeri all’ora (più di quanti viaggino sui mezzi pubblici di New Jork). Gli autobus percorrono ogni giorno una distanza pari a 9 volte il giro del mondo. Rio de Janeiro ha una metropolitana che trasporta un quarto di passeggeri e costa 200 volte di più. I trasporti sono talmente efficienti che nel 1991 un quarto degli automobilisti della città aveva rinunciato a possedere un’auto e che il 28% dei passeggeri pur possedendo un’auto preferiva non usarla. E questo nonostante il traffico sia molto scorrevole e gli ingorghi sconosciuti. A questo rifiuto di massa dell’auto contribuiscono anche 160 chilometri di piste ciclabili (nel 2017 sono 256 i chilometri totali delle piste ciclabili di Curitiba, n.d.t.)”.

Le attività di Lerner hanno raccolto il gradimento della maggioranza dei cittadini di Curitiba, che nel 1979 e nel 1989, lo rielesse altre due volte a Sindaco della città. Nel 1994 e nel 1998 Lerner fu anche eletto governatore del Paranà, a dimostrazione che le buone idee ecologiste riscuotono il consenso della gente.

Ai sindaci d’Italia non resta che accendere le fotocopiatrici e iniziare ad imitare, con quarant’anni di ritardo, il modello di trasporti pubblici di Curitiba.

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