Home»Città possibile»New York, la rivoluzione dei pedoni per eliminare gli incidenti stradali
Pedoni a New York

Riccardo Luna

In questi giorni sono a New York e passeggiando per le lunghissime strade di Manhattan, naturalmente agghindate per il Natale, non puoi non notare una novità importante: i pedoni hanno la precedenza. Mi spiego meglio: agli incroci, in 2381 incroci stradali, quando scatta il verde per i pedoni adesso non scatta più il verde anche per le auto che devono svoltare; non scatta prima di almeno sette secondi, ma si può arrivare a undici nelle strade più larghe: il tempo necessario per attraversare in sicurezza. Può sembrare una innovazione banale e invece è la dimostrazione di una visione ambiziosa e di un approccio tecnologico ai problemi quotidiani.

La visione si chiama Vision Zero ed è il piano del sindaco Bill De Blasio per eliminare i morti da incidenti stradali entro il 2024 (sono stati 86 nei primi dieci mesi dell’anno, 34 in meno del 2016). Si tratta di un piano ispirato all’analogo piano lanciato con successo in Svezia già dal 1997 e poi adottato in diversi paesi e in moltissime città americane. Ma a New York, dove il traffico è leggendario, si gioca probabilmente la sfida più complicata. L’idea alla base di Vision Zero è che gli incidenti stradali non avvengono per caso o per errori umani, ma essenzialmente per errori di design, errori nella progettazione di come i veicoli e le persone si muovono effettivamente.

Da questa premessa deriva l’approccio tecnologico, basato sui dati, sull’analisi di milioni di dati, che ha permesso di scoprire che uno dei fattori di rischio più frequente è la difficile convivenza che avviene ogni volta che scatta il verde per i pedoni ma anche per le auto che debbono svoltare. Risultato: dare la precedenza ai pedoni, facendo scattare il verde per le auto solo dopo che i pedoni hanno attraversato la strada. Costo di questa innovazione? Zero. Nulla. Neanche un dollaro. Inconvenienti: il traffico dei veicoli si rallenta ma pensate a quando si blocca per un incidente stradale allora. Si tratta di 10 secondi di attesa, ma quante vite umane si possono salvare anche nelle nostre città con una scelta così semplice?

Fonte: www.wired.it

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