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Bike sharing

Matteo Della Torre

Chi sceglie di spostarsi in bicicletta anziché in automobile per ogni chilometro percorso evita di immettere 453 grammi di CO2 in atmosfera. Uno dei modi per ridurre il carbon footprint, l’impronta di carbonio degli abitanti di una città, è il bike sharing. Vélib a Parigi, Bicing a Barcellona, Bycyklen a Copenhagen, GoBike a San Francisco, oBike a Roma, e Mobike a Firenze e Milano. Sono i nomi di alcune società che gestiscono i servizi di bike sharing dei comuni che hanno scommesso sulla mobilità sostenibile per le biciclette condivise; un provvedimento importante per ridurre l’impatto ambientale delle città e migliorare la salute dei residenti.

Gli amministratori dei comuni possono scegliere tra due tipologie di servizio:

Bike sharing station based, con stazioni di prelievo da colonnine computerizzate o da rastrelliere. Per questo servizio di noleggio pubblico la prima mezz’ora d’utilizzo della bicicletta è gratuita. Dopo la sottoscrizione dell’abbonamento mensile o annuale, le biciclette si sbloccano con una tessera magnetica dal totem digitale o con una chiave dalla rastrelliera. L’abbonamento annuale ha un costo molto basso oppure, come avviene a Copenhagen, è gratuito.

Bike sharing free floating, a flusso libero, con biciclette che non richiedono di essere prelevate e consegnate negli appositi stalli di deposito, ma, al termine del loro utilizzo, possono  essere lasciate dove si vuole. Le biciclette più vicine sono individuabili con la tecnologia GPS  degli smartphone. La bicicletta più vicina disponibile può essere localizzata e noleggiata con un’app per smartphone iOS o Android e collegata ad una carta di credito per effettuare il pagamento. Attraverso l’app si sblocca il lucchetto integrato al telaio dopo la scansione del QR code presente sulla bicicletta. Dopo il suo utilizzo il mezzo può essere lasciato dove si vuole, ovviamente in posti nei quali il parcheggio è consentito alle bici. Il noleggio termina chiudendo il lucchetto e pagando l’addebito pari al tempo di utilizzo.

Come finanziare la sharing mobility

Sono quattro i modi possibili di finanziamento:

  • Attingere i fondi dal Bilancio, quindi da risorse che, come ben sappiamo, non sono mai sufficienti.
  • Finanziamento attraverso sponsorizzazioni.
  • Finanziamenti ministeriali o europei destinati ai comuni che presentano progetti di bike sharing.
  • Finanziamento attraverso la concessione ad aziende private degli spazi pubblicitari del comune in cambio della gestione del servizio di bike sharing.

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