Home»Foto»Zuckerberg contro Musk sui robot: «Pessimista». «Incompetente»
Elon Musk e Mark Zuckerberg

Massimo Gaggi

«Elon Musk è sempre negativo, pessimista. L’intelligenza artificiale migliorerà la qualità della vita di tutti noi, invece lui disegna scenari apocalittici. È da irresponsabili». La staffilata di Zuckerberg è durissima, ma il fondatore di Tesla e SpaceX la liquida con una battuta: «Ho parlato a lungo di questo con Zuckerberg: ma Mark di intelligenza artificiale sa poco».

Come Gates contro Jobs

Lo scontro tra il padrone della più grande rete di social network del mondo e il genio tecnologico delle auto elettriche, della guida autonoma e delle sfide spaziali ricorda i vecchi, feroci duelli tra Bill Gates e Steve Jobs, i primi condottieri dell’era internettiana. Ma, a differenza dei fondatori di Microsoft e Apple, Zuckerberg e Musk non gestiscono business in concorrenza diretta tra loro: il primo è tutto concentrato sul software, i rapporti sociali, la raccolta di dati personali; il secondo vive di traguardi industriali, dalle nuove batterie ad alta capacità ai pannelli solari, alle sue astronavi. L’unica area nella quale si confrontano direttamente è quella della capacità di influenzare l’opinione pubblica.

«Strage di posti di lavoro»

E sul futuro della tecnologia e del mondo del lavoro, a ben vedere, i punti di vista dei due non sono poi così divergenti. Musk sostiene che i robot impareranno a fare tutto o quasi, prevede grossi problemi per i livelli occupazionali ed è fautore dell’introduzione dell’Ubi: sigla che sta per «universal basic income», cioè un reddito minimo che dovrebbe essere garantito dal governo a tutti i cittadini (soprattutto quelli rimasti senza lavoro per via della tecnologia). Zuckerberg non condivide il pessimismo di Musk sulla strage di posti di lavoro che deriverà dalle applicazioni sempre più avanzate dell’intelligenza artificiale, ma nei fatti anche lui riconosce che, in una certa misura, il problema si porrà. E non è molto lontano dalla proposta «Ubi» quando, a ritorno da un viaggio in Alaska, descrive con ammirazione il funzionamento del Permanent Fund Dividend: un fondo che nello Stato del Grande Nord redistribuisce a tutti i cittadini una parte dei proventi dell’estrazione di petrolio e gas, di fatto un tipo di reddito universale.

Contrasto psicologico

Il contrasto tra i due è soprattutto psicologico e sulle prospettive dell’umanità. Per Musk stiamo distruggendo il pianeta e la tecnologia dell’intelligenza artificiale rischia di sfuggirci di mano: va regolata per tempo per evitare che i robot si ribellino e, un giorno, prendano il sopravvento sull’uomo. Per Zuckerberg quelle di Musk sono preoccupazioni esagerate, previsioni cupe che fanno solo danni. Dietro, secondo un’analisi della rivista Atlantic, ci sarebbero comunque i diversi interessi dei due personaggi: Musk, che già fa affari con l’intelligenza artificiale, li farà anche costruendo difese dai suoi eccessi. Mentre il fondatore di Facebook ha bisogno che la serenità necessaria per far fluire e crescere il traffico di miliardi di utenti sulle sue reti non venga turbata dai cupi moniti di Musk.

L’ottimismo di Mark contro il materialismo di Elon

Chi la spunterà? In un’era nella quale conta sempre di più la dimensione virtuale e davanti a un problema, quello dell’intelligenza artificiale, che ai più pare divenire sempre più astratto, molti pensano che Zuckerberg, col suo ottimismo e il suo porsi come simbolo di un mondo che dialoga incessantemente sulle sue reti, prevarrà sul cupo materialismo di Musk. Anche se l’imminente ritorno, dopo decenni, della saga di Blade Runner potrebbe segnare, invece, qualche punto a favore del genio delle macchine che ha ispirato Iron Man.

Con un occhio alla politica

In realtà lo scontro tra questi due personaggi è frutto anche della smaterializzazione della questione dell’intelligenza artificiale che non riguarda più solo gli algoritmi, le industrie, la circolazione stradale, i mercati del lavoro, i robot, le applicazioni civili e militari, ma sta diventando una questione filosofica. E anche politica a tutto tondo. Se ne stanno accorgendo un po’ tutti. Tranne i politici.

Fonte: www.repubblica.it

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