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Un superblocco a Barcellona

Matteo Della Torre

La città di Barcellona soffoca nel traffico. Nella metropoli catalana, ogni anno, si verificano 3.500 morti premature causate dall’inquinamento atmosferico.

Nel 2015, la sindaca Ada Colau Ballano ha deciso di evitare il collasso della città e di migliorare la qualità della vita dei cittadini con una politica di ecologia urbana per il contrasto dell’inquinamento atmosferico e del rumore causato dai veicoli a motore. L’intenzione è di limitare il traffico automobilistico, ridurre del 30% le emissioni di CO2 e pacificare lo spazio urbano, dominato per il 60% dalle automobili, assegnando la priorità ai pedoni e ai ciclisti.

Per promuovere la mobilità sostenibile e spingere i cittadini a utilizzare mezzi di trasporto alternativi, la nuova Amministrazione di Barcellona ha deciso di adottare il modello urbano dei superblocchi (superilles).

Ogni superblocco prevede un’area interna di più isolati – con strade chiuse al traffico e dedicate esclusivamente ai residenti, ai pedoni e ai ciclisti – e un perimetro esterno di strade aperte al traffico automobilistico. E’ fatto divieto assoluto per gli automobilisti non residenti di entrare nel superblocco. All’interno della superilla c’è il limite di velocità di 10km/h.

Con un investimento pubblico modesto, lo spazio stradale, suddiviso in macro-isolati, viene liberato dall’invadenza delle auto e trasformato in spazio confortevole e sicuro in cui il pedone è protagonista assoluto.

La strada, da luogo monofunzionale, monotono e impoverente, pensato in funzione del monopolio radicale dell’automobile, viene riconquistata alla libera fruizione dei cittadini e diviene spazio dinamico, accogliente e aperto alla socialità. Si è recuperata, così, la funzione sociale della strada, come spazio per l’incontro, il soggiorno, il tempo libero, la cultura e lo sport.

Nell’area interna dei superblocchi si è anche operata la rinaturazione della città, con la previsione di nuovi spazi verdi e la costruzione di una rete continua di piste ciclabili, la cui lunghezza passerà dai 100 km attuali a 300 km.

Assegnare la priorità ai pedoni determina l’aumento del 77% dello spazio urbano a loro riservato, la riduzione del rumore dell’88% e il miglioramento della qualità dell’aria del 95%.

Se il modello dei superblocchi fosse applicato integralmente su tutta la città di Barcellona, sarebbe possibile liberare teoricamente dalle automobili 750 ettari di spazi urbani verdi e confortevoli dedicati ai pedoni e ai ciclisti.

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