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Fuochi d'artificio
Fuochi d’artificio

Matteo Della Torre

Come insegna la psicologia, la preoccupazione per la grandezza può nascondere forme compensatorie del proprio senso d’inferiorità o di inadeguatezza. Estendendo questa logica alle feste patronali, chi commissiona fuochi d’artificio sempre più costosi, lunghi e roboanti spesso mette in atto un meccanismo compensatorio della propria pochezza di fede, ormai ridotta in modo preoccupante alle dimensioni di una lenticchia. L’equazione che ne viene fuori racchiude una logica innegabile: più fuochi d’artificio, meno fede autentica. Concordo pienamente con don Salvatore Resca, parroco della parrocchia di San Pietro e Paolo (Catania) quando afferma: “le feste patronali non sono cristiane, sono un falso, una patacca come tutte le altre feste religiose del mondo che sono dappertutto le stesse: in India, in Guatemala, in Tibet e a Catania. […] Ci vorrebbe una chiesa coraggiosa che distinguesse la religiosità dalla fede”.

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