Home»World News»Africa»World Water Day: una tanica per facilitare il trasporto d’acqua

Marta Mainini

È difficile parlare di acquaapprovvigionamento idrico e povertà quando si apre il rubinetto e si fanno scorrere litri a piacimento. Sicuramente la riflessione sarebbe più immediata se per lavarci le mani prima di pranzo, o per mettere sui fornelli un piatto di pasta, dovessimo percorrere chilometri per trovare un pozzo, metterci sulla testa un contenitore da 10 chili, camminare fino a casa e iniziare a cucinare.

Ci viene in aiuto un dato diffuso da Water.org: a livello globale le donne impiegano, in uno solo giorno, circa 200 milioni di ore nel tentativo di portare a casa qualche litro d’acqua. Un dato che ci stupisce, nel giorno del World Water Day, il 22 marzo.

Il bilancio si fa ancora più pesante se si considera il ritmo con cui le fasce più giovani della popolazione nel Sud del mondo muoiono a causa di malattie riconducibili a uno scorretto uso dell’acqua o alla sua mancanza: ogni 21 secondi un bambino perde la vita. Fortunatamente esistono anche le buone notizie: esistono soluzioni volte a invertire queste tendenze, dalla creazione di pozzi alla messa in sicurezza di falde acquifere inquinate, passando per la scolarizzazione.

Non può essere accettabile che molte più persone dispongano di un cellulare piuttosto che di acqua corrente nella propria abitazione.

Animati dal desiderio di portare un cambiamento pratico in queste dinamiche rurali, Francesco Anderlini e Stefano Giunta, designer liguri, hanno preso in mano gli strumenti di lavoro e hanno dato vita ad un prodotto molto semplice: una tanica circolare, dotata di manubrio, in grado di agevolare il compito di donne e bambini consentendo loro il trasporto di 18 litri d’acqua in una sola volta.

Generalmente, infatti, non spetta agli uomini il compito di soddisfare le esigenze domestiche: le ore che donne e bambini impiegano nel raggiungere una fonte di acqua e nel trasportare i litri a casa non sono altro che tempo prezioso sottratto alla scuola, alla socializzazione o, per le donne adulte, a un lavoro che potrebbe gratificarle e generare un indotto per la famiglia.

Ecco dunque l’idea: creare uno strumento agile e resistente in grado di rendere il trasporto d’acqua più veloce e sicuro. La Roto-Tanica, attualmente in sperimentazione in una comunità del Burkina Faso grazie a un donatore privato e alla Onlus Acqua per la Vita, pesa più o meno 4 chili, conta un corpo unico in materiale plastico e un manubrio in ferro zincato, resistente a ruggine e corrosione. “Il prodotto – spiega Francesco Anderlini – è stato pensato a partire dallo studio della realtà, anche grazie ai dati fornitici da Unicef. Facendo riferimento ai paesi in via di sviluppo abbiamo appreso come il fabbisogno medio giornaliero di acqua – per donna residente in una comunità rurale – si aggirasse intorno ai 18 litri, quantità reperita quotidianamente nell’arco di dieci chilometri circa dalla propria abitazione”.

È così – continua Anderlini – che Roto-Tanica è nata per contenere e trasportare in una sola volta questi 18 litri, consentendo alle donne e ai bambini di evitare il secondo o terzo viaggio al pozzo”. In questo modo non solo si ottimizza il tempo, ribadisce l’esperto, ma si tutela la stessa salute delle persone coinvolte, evitando l’affaticamento a collo e schiena conseguente al tradizionale trasporto di taniche sulla testa.

Nei suoi primi utilizzi in Burkima Faso Roto-Tanica si è infine guadagnata il consenso dei capi villaggio. Dettaglio determinante per la buona riuscita del test sperimentale: uno studio della World Bank e International Water and Sanitation Centre of Community, prendendo ad esame 88 casi campione, ha rilevato come i progetti ideati e gestiti in stretta collaborazione con le comunità locali siano stati molto più efficaci rispetto a quelli top down, imposti dall’alto, senza un vero coinvolgimento.

Il prodotto è Made in Italy e idoneo al contatto con alimenti, protetto da brevetto e dotato di certificazioni ISO9001/TUV: per le Onlus interessate a trasferirlo nei rispettivi progetti, il costo è pari a 25 euro, più iva.

Spesa piuttosto proibitiva se si pensa al costo della vita nei diversi paesi africani, ma tutto sommato affrontabile per realtà italiane che raccolgono fondi in Europa e possono poi intervenire in progetti di cooperazione allo sviluppo all’estero. Sarà una soluzione implementabile su larga scala? Difficile dirlo. Per il momento la tanica inizia ad essere venduta in Italia: è possibile rivolgersi direttamente ai progettisti Anderlini e Giunta grazie alla sezione contatti del sito  e alla pagina Facebook “Roto-Tanica: sistema per il trasporto dell’acqua“.

Fonte: www.wired.it

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