Home»Articoli»Tim Cook agli investitori conservatori: se non vi piace quel che facciamo, vendete AAPL

 Il CEO di Apple Tim Cook
Il CEO di Apple Tim Cook

Camillo Miller

Tim Cook è noto per la sua calma serafica e per i gelidi silenzi con cui fa sudare freddo i sottoposti durante le riunioni aziendali. E’ per questo motivo che ha fatto scalpore la risposta che il CEO Apple ha riservato ieri, durante il question time dell’assemblea annuale degli investitori Apple, ad un portavoce del think-tank conservatore NCPPR che aveva chiesto a Cook di dettagliare meglio i costi delle politiche green dell’azienda, invitando il CEO a focalizzarsi di più su ciò che genera direttamente profitto.

Il National Center for Public Policy Research è noto per le sue posizioni negazioniste sul tema del riscaldamento globale e per una politica generalmente vicina a quella del Tea Party, il movimento politico ultraconservatore statunitense.

Il NCPPR, nella veste di investitore in AAPL, ha avanzato una richiesta pubblica che avrebbe costretto Apple a dettagliare più nello specifico il costo dei programmi di sostenibilità e i legami con “certe associazioni e gruppi d’affari che promuovono il concetto amorfo di sostenibilità ambientale”.

Era una proposta prettamente politica, basata esclusivamente sui convincimenti del gruppo più che su un reale interesse degli investitori.

Non a caso l’assemblea ha bocciato in pieno la proposta, con una votazione praticamente unanime che ha dimostrato quanto la posizione del NCPPR fosse isolata. Il bello, però, doveva ancora venire.

Durante la sessione di domande e risposte cui ha partecipato il CEO Tim Cook, un portavoce del think-tank ha messo in discussione l’intenzione (dichiarata più volte dal CEO) di rendere sostenibile al 100% la produzione energetica necessaria per le operazioni Apple e ha chiesto, senza troppi fronzoli, il motivo per cui Apple non si dedichi solamente a progetti che generino un profitto immediato.

Un Cook inedito ha perso la pazienza e la sua caratteristica calma. Bryan Chaffin, del Mac Observer, era presente all’incontro e racconta così quanto è avvenuto:

“E’ stata l’unica volta che io ricordi di aver visto Cook davvero arrabbiato; ha rigettato completamente la visione del mondo alla base delle richieste del NCPPR. Ha detto che ci sono molte cose che Apple fa solamente perché sono buone e giuste e che il Ritorno sull’Investimento (ROI) non è preso in considerazione come aspetto principale in quei casi. 
‘Quando lavoriamo per rendere i nostri dispositivi accessibili per i non vedenti,’ ha detto, ‘non considero il cacchio di ROI’. Ha ripetuto la stessa identica cosa per le problematiche ambientali, la sicurezza dei lavoratori e altre aree dove Apple riveste il ruolo di leader.” 

Una risposta chiara e fuori dai denti, che tuttavia era solo il preludio al gran finale:

Se volete che io faccia delle cose solo per il ROI, vi conviene vendere queste azioni”.

Se a qualcuno serviva ancora una conferma della sincerità dell’impegno ambientale di Apple, beh, Tim Cook ha saputo fornirla come meglio non avrebbe potuto.

Fonte: www.theapplelounge.com

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