Home»Città possibile»Senz’auto le strade tornano vivibili: alcuni esempi dal mondo
Copenhagen - Strøget
Copenhagen – Strøget

Che le strade siano state finora pensate e progettate solo per il passaggio di auto e motorini è purtroppo un dato di fatto.

Le città di tutto il mondo si sono sviluppate secondo un’ottica autocentrica dimenticando spesso il fattore umano e l’esigenza di socialità che è connaturata al concetto stesso di esistenza. Risultato: più spazio fisico destinato alle auto e meno ai pedoni e alle infrastrutture ciclistiche, più solitudine e meno movimento fisico con conseguente aumento di patologie e, più in generale, un abbassamento del livello di qualità di vita. Anche dal punto di vista economico, le cose non vanno meglio. Diversi studi dimostrano come sia sempre più frequente nelle persone una certa riluttanza a fare acquisti in zone dove prevalgono gli spostamenti su mezzi a motore, mentre le zone pedonali e a traffico limitato sembrano essere più attrattive per lo shopping.

Tuttavia alcune città del mondo stanno scoprendo come sia vantaggioso ritornare al concetto di polis mettendo al centro le persone con i loro bisogni di socializzazione e di autonomia. Ecco alcuni esempi.

Copenhagen

La capitale danese, regina mondiale delle biciclette, già dal 1962 ha pedonalizzato un intero quartiere della città, lo Strøget. Le preoccupazioni iniziali dei commercianti e dei residenti erano incentrate, come spesso accade con provvedimenti di questo genere, sulla possibile diminuzione degli acquisti e sull’eventuale congestione del traffico delle strade circostanti la zona pedonale. Ma è bastato che le imprese locali aumentassero del 25-40% le loro vendite grazie alla pedonalizzazione dell’area e ogni dubbio è stato fugato.

San Francisco

Con la pedonalizzazione di una delle strade adiacenti al Golden Gate Park, tutta l’area ha registrato un incremento notevole di visitatori, ciclisti, pattinatori, camminatori e famiglie con bambini al seguito. Inoltre grazie alla capillare presenza di tram, è aumentato lo shopping della zona con un crescita degli spostamenti a piedi e dell’intermodalità.

New York

Non poteva mancare la Grande Mela. Dopo aver pedonalizzato una strada di collegamento al Central Park registrando un aumento considerevole di ciclisti e joggers, il sindaco Bloomberg ha chiuso al traffico nel week end sette chilometri di strade tra il ponte di Brooklyn e Park Avenue. Anche qui un successo di partecipazione: oltre 250.000 persone hanno finora goduto di musica dal vivo, lezioni di fitness e yoga, concerti, gallerie e musei a cielo aperto.

Con una pianificazione attenta anche la chiusura di alcune strade alle auto non crea nessun problema per il flusso del traffico nelle aree circostanti. Anzi. La chiusura delle strade alle auto ha migliorato la circolazione nelle aree adiacenti. È il caso di Times Square uno dei luoghi più congestionati del mondo, pedonalizzato nel 2010. La scoperta è stata che le strade circostanti hanno assorbito il flusso e la gente ha scelto di non prendere l’auto e di utilizzare altre modalità di spostamento, muovendosi a piedi, in bicicletta o con mezzi pubblici.

Ciclovias

Letteralmente significano piste ciclabili ma spesso fanno riferimento alla chiusura alle auto delle strade cittadine. Le prime ciclovias sono nate in Colombia sul finire degli anni ’70 e da allora ogni domenica e festivi dalle 07:00 alle 14:00 molte strade del paese sono pedonalizzate ad uso esclusivo di corridori, pattinatori e ciclisti. Altri esempi di ciclovias in Argentina, Canada, Ecuador, Messico e Perù.

Fonte: www.bicizen.it

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