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Troll
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Hater, rissosi, volgari, fuori tema. Come vi avevamo raccontatola fenomenologia dei commentatori online è complessa e variegata. E annovera i tipi umani più disparati. È un argomento attuale e dibattuto, tanto che, recentemente, siti del calibro di PopSci hanno deciso di chiudere a tempo indeterminato la sezione dei commenti online, basandosi su uno studio dei ricercatori della University of Wisconsin-Madison secondo cui i commenti arroganti e incivili arrecano troppi danni alla comunicazione. E oggi la scienza è tornata a tuonare contro i troll (una traduzione italiana è impossibile), svelandone i tratti peculiari della personalità e dipingendo un quadro ancora più fosco. Chi si diverte a gettare zizzania online, disturbando le conversazioni e insultando gli altri utenti, avrebbe delle caratteristiche psicologiche che ricadono nella cosiddetta tetrade oscuramachiavellismo (volontà di manipolare e ingannare il prossimo), narcisismo (egotismo e ossessione per sé stessi), psicopatia (mancanza di rimorso ed empatia) e sadismo (piacere per le sofferenze altrui).

Lo studio ”Trolls just want to have fun” – un gioco di parole con la celebre canzone di Cindy Lauper – a firma di Erin Buckels e colleghi, della University of Manitoba, ha evidenziato correlazioni significative tra i tratti della tetrade e il comportamento dei troll. Ma c’è di più: gli scienziati hanno scoperto un nesso tra questi lati oscuri della personalità e il tempo complessivo passato dagli utenti a commentare i contenuti online. Gli psicologi hanno identificato i troll tramite un questionario che chiedeva ai partecipanti quale fosse il comportamento che tenevano sulle piattaforme di commento. Le risposte possibili erano cinque: “discutere di temi che mi interessano”, “chiacchierare con gli altri utenti”, “fare nuove amicizie”, “trollare” o “altro”. Solo il 5,6% degli intervistati ha effettivamente dichiarato di fare parte della categoria dei troll; il 41,3% degli utenti, inoltre, ha affermato di far parte della categoria dei non-commentatori. I troll, dunque, come già sospettato, sono una minoranza rispetto ai commentatori, e un gruppo ancora più sparuto rispetto all’intera comunità di navigatori.

I ricercatori, poi, hanno elaborato un proprio strumento d’indagine, chiamato Global Assessment of Internet Trolling (Gait), per tracciare un ritratto della personalità dei troll. Molti di loro hanno dichiarato di provare piacere nel far del male agli altri giocatori nei videogame online” e che “più è interessante e seguita una discussione, più è soddisfacente dar fastidio”, atteggiamenti correlati con sadismo, psicopatia e machiavellismo. “Sia i troll che i sadici provano gioia per la sofferenza degli altri, racconta Buckels. “I sadici vogliono solo divertirsi… e Internet è il loro grande parco giochi”. Buon divertimento, dunque.

Fonte: www.wired.it

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