Home»Articoli»Editoriale»ALLE CENERI IN AUTOMOBILE COME AL MCDRIVE

Matteo Della Torre

Ogni Mercoledì delle Ceneri nelle chiese d’Italia risuona un vecchio e stanco lessico liturgico con continui riferimenti retorici al “cammino”: il cammino quaresimale, il cammino di fede, il cammino di conversione, il cammino della vita… I preti distratti non si accorgono di usare un lessico ormai distante dalla vita quotidiana dei fedeli cattolici. Un lessico divenuto ai più incomprensibile, perché ormai quasi nessuno tra i fedeli cammina più. Quasi tutti utilizzano l’automobile anche per andare la domenica a Messa nella parrocchia dietro casa. Anche il Mercoledì delle Ceneri, giorno di penitenza e digiuno. 

I preti furbetti si guardano bene dall’attaccare la “divinità” automobile. C’è il concreto rischio di restare bruciati. Occorrerebbe a questo punto, per coerenza, cambiare le parole e renderle più conformi all’agire del popolo dei credenti. Sarebbe più appropriato parlare di “sterzata pastorale a destra, frenata liturgica, retromarcia esistenziale, inversione a U delle buone intenzioni”, senza mai abbandonare le metafore automobilistiche.

Faccio questa amara riflessione perché ieri sera, mercoledì 5 marzo, svoltando l’angolo di via Piantata nei pressi della Chiesa del Sacro Cuore di San Ferdinando su Puglia, sono rimasto letteralmente basito. Intorno alla chiesa, per la strada, nell’area mercatale e nel parcheggio antistante c’erano lunghe file di automobili. Sembrava di essere al sabato sera nel parcheggio affollato di un ipermercato. La devozione popolare ha attirato in chiesa schiere di penitenti su quattro ruote, pronti magari ad entrare diligentemente in chiesa in automobile, in ordinata processione, così come si fa nei McDrive per ritirare il sacchetto colmo di junk food. Quando i pastori del paese, dando per primi il buon esempio, cominceranno a “tuonare” contro l’ipertrofia automobilistica, invitando i fedeli prigionieri del monopolio radicale dell’automobile a digiunare non solo dalla carne e dai dolcetti, ma ad abbracciare, a capo profumato, ben altri e più impegnativi digiuni? Perché la saggezza antica ci dice che “solvitur ambulanda”, camminando si risolve.

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