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Una scuola italiana
Una scuola italiana

Da anni lavoro a fianco di (quasi sempre) appassionati docenti e scrupolosi dirigenti nella scuola dell’obbligo e nei licei. Per questo mi è piaciuta molto la proposta del Ministro Carrozza di lanciare online una campagna di idee su come modificare l’istruzione italiana, a partire da Twitter. Sotto gli hashtag #openMIUR , #scuola e #costituente, chiunque – e, a maggior ragione docenti, studenti e genitori – può parlare di come sia meglio realizzare l’autonomia scolastica; di quale tipo di dipendenza dal governo sia preferibile; ma anche chi debba reclutare gli insegnanti e i dirigenti; se si ritiene utile valutare scuole e docenti secondo standard internazionali; e ancora l’utilità dell’alternanza scuola-lavoro o dell’apertura degli istituti d’estate. Ci sarà una consultazione – i cui risultati saranno resi pubblici a settembre sul sito del Ministero – sugli ordinamenti, sui cicli di studi e sulle nuove materie da inserire nei programmi. Quest’ultimo aspetto è caro a me e ai miei colleghi: quali temi sarebbe il caso di potenziare o inserire per avere una scuola, e dunque una società, migliore?

Ecco sotto la nostra selezione (la discussione è apertissima e se siete d’accordo oppure no potete scriverlo anche a commento di questo post).

1 Educazione alimentare

Mangiare meglio e preservare la salute, facendo risparmiare il sistema sanitario pubblico e soprattutto garantendo una vita migliore ai futuri cittadini adulti. Questa materia già si insegna in alcune scuole pubbliche dell’obbligo, ma più che altro per iniziativa degli insegnanti. Si aggancia in genere all’ora di Scienze. Spesso si affronta l’argomento in modo interdisciplinare inserendola in altre materie per mancanza di fondi e, come detto, solo in alcune scuole, dove si valuta alta l’importanza di sapersi nutrire, conoscere il prezzo delle risorse, il valore del km zero e del biologico. Inoltre, finisce che tutti gli insegnanti devono sapere e insegnare un po’ di tutto, a discapito della loro professionalità e chiaramente del risultato finale.

2 Educazione sessuale

Anche qui, molte scuole grattano via quel che possono in fatto di tempo e competenze per educare alla contraccezione e al rispetto della sessualità altrui. Nella “mia scuola” si chiama Educazione all’affettività. Si lascia libero spazio, più che altro, alle domande pruriginose che i ragazzi probabilmente non farebbero mai a casa. Ed è molto importante. Ma manca un piano organico su temi assolutamente fondamentali per la società moderna: si dovrebbe insegnare la differenza e il rispetto in modo rigoroso, affrontare e spiegare cos’è il mondo LGBT, e perché l’omofobia generi violenza, e poi senza dubbio la discriminazione di genere e l’eguaglianza tra uomo e donna, per rendere i giovani di oggi più consapevoli e maturi rispetto ai tanti casi di femminicidio e violenza sessuale.

3 Conoscenza e rispetto delle altre culture

Quanti sono gli immigrati in Italia? In che modo contribuiscono alla ricchezza del Paese? Da dove vengono e perché? Spesso sento i miei allievi parlare per frasi fatte contro gli immigrati ma quando gli si fa notare che la ragazza a cui tengono la mano è di origine cinese, sgranano gli occhi e ribattono: “Lei? Ma che c’entra!”. L’insegnamento delle culture diverse dalle nostre – magari in questo caso sì, affiancato alla Geografia – dovrebbe partire dal fatto che queste culture vivono e si sviluppano accanto a noi, troppo spesso a nostra insaputa.

4 Riparazione domestica

Esercitarsi ad aggiustare una bici, un tosta pane o una cornice di legno potrebbe diventare parte dell’ora di Tecnica. Imparare a riparare, e imparare in primo luogo che riparare è possibile, bello e soddisfacente, sarebbe davvero un passo avanti per un mondo migliore, in una società dove ancora buttare via è il gesto più facile.

5 Volontariato

Comprendere le condizioni del prossimo, immedesimarsi e consolidare lo spirito di collettività alla base di ogni democrazia. Per far questo servirebbero almeno laboratori gestiti da volontari di cliniche, istituti, penitenziari e anche canili per capire ad esempio cosa vuol dire essere malati, anziani o soli. Ciò migliorerebbe l’atteggiamento dei futuri cittadini verso il prossimo, e quindi verso se stessi.

6 Potenziamento delle ore di Musica

Attualmente le scuole dell’obbligo prevedono due ore di Musica a settimana. Troppo poche. Per mancanza di mezzi poi, le ore si spendono a parlare di storia della musica o ascolto di brani. Si suona sì, (ancora!) il flauto dolce, perché più accessibile come costi e competenze, e alcuni insegnanti fanno cantare. Tutto questo in sole due ore a settimana. Eppure la musica crea il gruppo, coinvolge, solidarizza, genera unione e rilassatezza. Imparare – davvero! – uno strumento poi, prima dei 7 anni di età, pare fondamentale per migliorare l’intelligenza dei bambini, come confermato da un gran numero di ricerche scientifiche.

7 Potenziamento di Educazione fisica

Due ore a settimana anche qui, prese sotto gamba dagli allievi, dai genitori e spesso anche dagli insegnanti. Eppure è noto quanto l’attività fisica migliori l’apprendimento, oltre che la salute. I ragazzi oggi sono più grassi, meno atletici e meno coordinati dei loro genitori. Si fanno male facilmente perché non sono abituati a muoversi: sarebbe fondamentale regalare all’Educazione fisica il ruolo importante che merita, per favorire lo sviluppo e il coordinamento, la consapevolezza del proprio corpo, il rilassamento e, appunto, la resa scolastica.

Non considero l’informatica una materia, perché l’informatica è tutte le materie. Eppure non c’è scuola dell’obbligo che non si trovi a fronteggiare il problema, almeno in quanto a computer e connessioni. Nelle due scuole medie, pubbliche, che conosco io, l’aula computer era stata ideata e messa a disposizione grazie alla buona volontà di un genitore. In una terza scuola, un liceo scientifico privato, sempre a Milano, c’erano alcuni pc, ma mancava del tutto la connessione. In tutti i casi, l’importanza della questione era più teorica che pratica. Eppure ci preme ricordare che imparare le potenzialità di un pc, navigare e conoscere rischi e vantaggi della rete dovrebbe essere il primo impegno di ogni istituto e certamente di un nuovo ordinamento scolastico. Fondamentale per un’età in cui si confonde Facebook con il proprio diario segreto. Internet è anche lo strumento che potrebbe rendere divertente imparare: e l’unico modo per imparare davvero, come dicono i sociologi, è imparare giocando.

Fonte: www.wired.it

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