Home»Ecologia»Perché gli Usa sono stati investiti dal freddo

L'USA nella morsa del freddo (Foto: Getty Images)
L’USA nella morsa del freddo (Foto: Getty Images)

Sandro Iannaccone

Temperature tra -40 e -45°C. Raffiche di vento gelido. Una morsa di freddo come non se ne sentivano da decenni sta attanagliando in questi giorni diverse regioni degli Stati Uniti, tra cui Midwest, Montana, South Dakota e Iowa. E va presa sul serio. Gli esperti del National Weather Service l’hanno definita “life-threatening”, cioè “che mette in pericolo la vita”. E, immancabilmente, sono intervenuti gli scettici del cambiamento climatico, sostenendo che il freddo estremo e improvviso sia una prova evidente che il pianeta non si sta surriscaldando. In realtà, secondo la scienza, le cose non stanno proprio così. Al contrario, potrebbero essere stati proprio i cambiamenti climatici a innescare l’ondata anomala di freddo, come racconta Time. D’altronde, lo avevamo detto anche noi di Wired qualche tempo fa: il riscaldamento globale farà sì che sul pianeta ci saranno sempre più eventi estremi (come per l’appunto il gelo di questi giorni).

Attualmente, la maggior parte degli Stati Uniti è coperta dal cosiddetto vortice polare, un turbine di aria estremamente fredda e densa che si forma vicino ai poli. Di solito, i forti venti del vortice, che possono arrivare fino a 160 km/h, mantengono l’aria sulla zona artica. Se s’indeboliscono, invece, come è successo in questi giorni, il vortice può dividersi e cambiare direzione, portando altrove il gelo. Secondo il climatologo Rick Grow, l’indebolimento dei venti sarebbe innescato da un improvviso riscaldamento della stratosfera: “Si tratta di grandi onde atmosferiche, chiamate onde di Rossby, che si muovono dalla troposfera alla stratosfera soprastante, trasportandovi energia e impulso. Questo trasferimento genera una circolazione per cui l’aria è soggetta a moti discensionali in prossimità dei poli e moti ascensionali a latitudini minori. L’aria che scende nella regione artica provoca una grave perturbazione del vortice polare, allungandolo e dividendolo”.

Questo meccanismo, secondo il climatologo, sarebbe causato dallo scioglimento dei ghiacciai. Il mare assorbe più calore dal Sole rispetto al ghiaccio, che è altamente riflettente, ed è per questo motivo che l’Artico si sta riscaldando molto più velocemente rispetto al resto del pianeta. Tale surriscaldamento innescherebbe il flusso di onde atmosferiche da troposfera a stratosfera e la conseguente rottura del vortice. Va comunque detto che si tratta di una ricerca preliminare. Anche perché lo scioglimento dei ghiacci dell’Artico “è un fenomeno abbastanza recente”, e quindi gli scienziati non hanno ancora abbastanza dati per trarre conclusioni solide e definitive sul collegamento tra surriscaldamento globale e ondate improvvise di freddo. Comunque, nel dubbio, tenete ancora su i cappotti per un pò.

Fonte: www.wired.it

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