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Beppe Grillo
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Philippe Ridet

A Beppe Grillo non piacciono i giornalisti. È un suo diritto. Rimprovera loro di non tessere tutti i giorni le sue lodi, di essere pagati troppo o di essere servi dei loro padroni, di scrivere in base ai loro pregiudizi o alle loro idee. Li tiene lontani dai suoi comizi, li prende in giro tra un’invettiva e l’altra contro l’euro, contro la politica e le élite in generale. Ai suoi parlamentari chiede di limitare o addirittura di evitare qualunque rapporto con i mezzi di informazione. E alcuni deputati sono stati cacciati per non aver rispettato il diktat.

Alla mediazione i grillini preferiscono di gran lunga la trasparenza ideale della rete, il commento confortevole senza contraddittorio sui siti internet, la diffusione in streaming e con inquadratura fissa delle loro interminabili riunioni. Eppure era stata proprio una giornalista televisiva, Milena Gabanelli, a essere stata scelta dai militanti come candidata alla presidenza della repubblica in primavera, un lasso di tempo che sembra un’eternità.

Ma sul blog dell’ex comico c’è stato un salto di qualità. Il 6 dicembre è stato pubblicato un post non firmato che invitava i lettori a eleggere “il giornalista del giorno” e se possibile a metterlo alla gogna. La prima a inaugurare la nuova rubrica è stata Maria Novella Oppo, giornalista dell’Unità dal 1973. La giornalista sarebbe “colpevole” di aver scritto un articolo intitolato “Il parlamento e la gazzarra continua dei grillini in diretta tv“. In questo articolo i parlamentari del Movimento 5 stelle sono descritti come “succubi di Berlusconi” a cui “offrono in omaggio le offese rivolte al presidente della repubblica”. Per la giornalista i grillini “dimostrano di non saper fare e non aver ancora fatto niente di utile per il popolo italiano”. È quella che si chiama un’opinione. Una posizione certo forte, ma comunque un’opinione personale.

A Maria Novella Oppo dovrebbero seguire altri giornalisti. Sulla base dei commenti usciti nel blog di Beppe Grillo, la nuova rubrica sembra destinata ad avere un bel successo e ci sono molti che si rallegrano all’idea di vedere un giorno Maria Novella Oppo iscriversi all’ufficio collocamento, quando il Movimento 5 stelle sarà da solo al potere e avrà eliminato gli aiuti alla stampa senza i quali l’Unità e altri quotidiani avrebbero chiuso da tempo. A dire il vero ci sono anche militanti che hanno trovato questa idea stupida, e il presidente del consiglio Enrico Letta è corso in difesa della giornalista incriminata. Una presa di posizione a cui va tutta la nostra riconoscenza.

Che i mezzi di informazione italiani non siano perfetti si sa. La televisione pubblica è nelle mani dei partiti, che la gestiscono nel loro interesse, facendo assumere giornalisti vicini alle loro idee o dandogli incarichi ben retribuiti; i giornali, con qualche rara eccezione, sono nelle mani dei grandi gruppi industriali e finanziari che non ne garantiscono l’indipendenza. Una situazione che purtroppo non riguarda solo l’Italia.

“Ciò che non è utile per l’alveare non lo è neppure per l’ape”, ha dichiarato domenica primo dicembre Gianroberto Casaleggio, maître à penser di Beppe Grillo e amministratore – attraverso la sua società – del blog dell’ex comico. Che cosa voleva dire con questa citazione dell’imperatore Marco Aurelio? Una parte della risposta è arrivata: a quanto pare l’alveare del Movimento 5 stelle farebbe volentieri a meno delle punture dell’ape Maria Novella Oppo.

Fonte: www.internazionale.it

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