Home»Ecologia»I sindaci di San Ferdinando di Puglia e Manfredonia firmano l’appello per la liberazione degli attivisti di Greenpeace Arctic30

Il sindaco di San Ferdinando di Puglia Michele Lamacchia e il sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi hanno risposto prontamente all’appello di Greenpeace firmando una Dichiarazione di solidarietà per sostenere “chi si trova nella Russia Artica per esprimere, in modo nonviolento, la sua opposizione ai rischiosi piani di perforazione petrolifera condotti dal gigante russo Gazprom nelle gelide acque dell’Artico”. I due sindaci chiedono al governo russo la liberazione dei 30 attivisti detenuti in Russia da 56 giorni, dopo aver preso parte ad una protesta pacifica contro i piani di trivellazioni petrolifere nell’Artico della compagnia Gazprom. Il 3 ottobre la magistratura russa ha formulato contro il gruppo di attivisti di Greenpeace e due fotoreporter freelance l’accusa di pirateria a cui si è aggiunta quella di vandalismo, con una pena detentiva che potrebbe arrivare fino a 15 e 7 anni per le due imputazioni, rispettivamente.

Mentre il riscaldamento globale provoca un rapido scioglimento dei ghiacci artici a ritmi mai visti prima, le compagnie petrolifere si avventurano sempre più a nord, alla ricerca di quei combustibili fossili che a loro volta sono la causa principale di tale fenomeno. Le conseguenze di uno sversamento di petrolio in questi mari fragili, dimora di animali rari e che sono di vitale importanza per il sostentamento dei Popoli Indigeni che vivono lì da millenni, sarebbero catastrofiche. La minaccia che l’Artico si trova ad affrontare richiede che si agisca immediatamente per la sua tutela. 

I due sindaci, oltre ad esprimere la loro solidarietà per gli Arctic30 detenuti in Russia, tra cui l’italiano Cristian D’Alessandro, e chiedere l’immediato rilascio di tutti i detenuti, hanno chiesto il dissequestro della nave di Greenpeace, Arctic Sunrise, e il divieto di effettuare trivellazioni petrolifere nelle acque ghiacciate dell’Artico, dove sarebbe impossibile intervenire in modo adeguato a contenere una fuoriuscita di petrolio.

Chi vuole può firmare la petizione al seguente indirizzo web: www.greenpeace.org/italy/it/libera-i-nostri-attivisti

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