Home»Local»L’affondo antiecologista dell’ex-sindaco
Pista ciclabile (San Ferdinando di Puglia)
Pista ciclabile (San Ferdinando di Puglia)

Matteo Della Torre

L’ecologia è un tema notoriamente estraneo alla locale coalizione di centro-destra. Lo conferma una recente esternazione dell’ex-sindaco, capogruppo consiliare “Uniti per San Ferdinando, in riferimento alle piste ciclabili della nostra città.

Agli occhi dell’ex-sindaco, a San Ferdinando di Puglia si è in presenza di un “pullulare di piste ciclabili”, sulle quali esprime la sua contrarietà. Siccome le percezioni possono essere soggettive ed inficiate dal pregiudizio ideologico e dai propri modelli culturali di riferimento, facciamo due calcoli.

A San Ferdinando di Puglia ci sono 195 strade urbane. Su 5 di queste sorgono altrettante piste ciclabili che condividono per metà lo spazio stradale con le automobili. Sulle restanti 190 strade urbane le automobili dominano incontrastate. A conti fatti, a “pullulare” non sono le piste ciclabili, ma le tante, troppe automobili che spernacchiano avvelenando l’aria, corrono, minacciano la salute e la sicurezza pubblica ed occupano ogni spazio stradale, sottraendolo ad usi migliori. In Italia circolano 37 milioni di automobili, alla media di 625 auto ogni mille abitanti (dati 2011). Ma ciò che preoccupa non è solo il loro numero, ma l’utilizzo ipertrofico che ne fanno gli italiani.

A “pullulare” non sono le piste ciclabili ma è la mentalità retrograda e ipostenica di quanti nella nostra città hanno rinunciato ad utilizzare le proprie gambe come mezzo di locomozione. Gli stessi che la domenica vanno a Messa per il devozionale sacrificio di rito con l’automobile parcheggiata a pochi metri  dal portone del “tempio”. Gli stessi la cui pigrizia ha finanziato la proliferazione dei Centri Commerciali, moderni luoghi di culto e devozione consumista per gente nata stanca, che alla fatica dello shopping a piedi per le vie della città preferisce la comoda concentrazione dei negozi negli ipermercati con parcheggio annesso. Per quelli come loro i ristoranti McDonald’s hanno creato i McDrive, penosi budelli d’asfalto dove, in religiosa processione, automobili incolonnate conducono esseri rammolliti e obesi all’appuntamento con il sacchetto colmo di grassi saturi, sodio, nitrati e zuccheri. Una ricetta moderna, pratica e comoda per una morte prematura. Gli stessi che con il loro stile di vita insano ed energivoro hanno finanziato indirettamente le sanguinose guerre, del passato e del presente, combattute per l’accaparramento delle fonti petrolifere, e propiziano quelle che si combatteranno in futuro.

Ma noi diciamo basta!

Basta con la mentalità retrograda di quanti orientano il proprio sguardo costantemente al passato e consegnano la città, con le proprie scelte politiche concrete, nelle retrovie della storia.

Basta con le scelte politiche che irridono la sensibilità ecologistaI cittadini consapevoli ed attivi non si accontentano di un’unica pista ciclabile in una strada periferica (via Lariano-Togliatti), inutile come le penne “da parata” di Fantozzi, costruita con l’unico scopo di spuntare la casella “pista ciclabile” sulla checklist del bravo politico pseudo-ecologista.

C’è chi, tra i tanti eco-sogni, immagina un centro storico chiuso al traffico come quello di Ferrara, con una rete di piste ciclabili che colleghino il centro alle periferie, e chi invece sogna diversamente.

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