Home»World News»Asia»74 anni di digiuno: Prahlad Jani fa ammattire gli scienziati
Prahlad Jani
Prahlad Jani

Non si vive di sola aria. Almeno così sembrava fino ad oggi. Alcuni medici indiani del Defence Institute of Physiologist and Allied Science stanno infatti studiandol’incredibile caso di Prahlad Jani, un asceta locale che da 74 anni sopravvive senza mangiare e senza bere. Secondo gli esperti, la straordinaria capacità di resistenza sarebbe dovuta a un’antica tecnica di meditazione yoga.

Prahlad Jani ha 82 anni e nel 2003 era già finito nel mirino di un’altra squadra di medici intenzionati a scoprire il segreto della sua resistenza. Allora nessuno dell’equipe riuscì a spiegare scientificamente il fenomeno e così il centro di ricerca della Difesa ha deciso di sottoporre nuovamente l’asceta a una serie di esami e accertamenti. 

Al momento, nessuno è ancora riuscito a capire con esattezza come Jani riesca ad alimentare il suo organismo. Gli esperti hanno fatto alcune ipotesi, ma sul caso clinico non vi sono certezze. Secondo i dati raccolti dal medico Sudhar Shah, sembra che il guru indù, in perfetta salute, “sia capace di produrre urina nella sua vescica e poi in base alla sua volontà di rimandarla in circolo”. 

Nato in un villaggio povero del Gujarat, il santone sostiene di aver ricevuto questi suoi poteri speciali da una divinità all’età di otto anni. La tecnica è conosciuta come “breatharianismo” e consiste nel raggiungere con il potere mentale il totale dominio delle proprie funzioni corporee.

Fonte: notizieincredibili

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2 Responses to "74 anni di digiuno: Prahlad Jani fa ammattire gli scienziati"

  1. Roberta   21 marzo 2015 at 22:33

    Smentita da millenni, oltre che dal buonsenso, anche dalle fonti ufficiali che affermano che nulla di simile ad un siffatto prolungato digiuno abbia avuto mai piede.

  2. Aiello Salvatore   15 marzo 2014 at 09:39

    Da nove mesi sto studiando e verificando me stesso, il mio rapporto (assolutamente negativo) con il cibo e la necessità, quanto meno, di ridurne drasticamente l’assunzione.
    Di acqua invece ne bevo in grande quantità, soprattutto per “disintossicarmi” dagli effetti deleteri del cibo.
    Sono pervenuto da solo a queste intuizioni/conclusioni, grazie ad un percorso che sto minutamente raccogliendo in un diario/libro che ho iniziato a scrivere nel giugno del 2013.
    Per me è stato di grande sostegno e conforto leggere che non sono solo, sul Pianeta, a voler seguire questa strada, per me del tutto sconosciuta, sconvolgente e inimmaginabile soltanto 2-3 anni fa.

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